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Il PLR spara contro tutti, dal PPD a Lega e UDC

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Il clima fra i partiti è sempre caldo. Il PLR è passato all’attacco: “Il mistero buffo della Lista del PPD si infittisce. È un vero e proprio caso degno d’analisi per gli esperti del “paranormale”. La notte dei lunghi coltelli sembra una festicciola tra educande al confronto. E anche le dichiarazioni di facciata la dicono lunga sull’aria che tira: “Avere così tanti candidati è un segno di vitalità, un bell’esercizio democratico”, ha detto un alto esponente del partito, evidentemente in crisi mistica”, si legge su Opinione Liberale. “Ma se nel PPD la notte dei lunghi coltelli è in pieno atto… anche il matrimonio an- nunciato tra Lega e UDC si è trasformato in una saga infinita fatta di fidanzamenti sbandierati ai quattro venti e improvvisi abbandoni… all’altare. Neanche fossimo sul set di Beautiful. E tutto ciò per capirci con l’unico obiettivo di… salvare il cadreghino. O meglio il proprio cadreghino. Ma a che prezzo? Quando il sudato accordo sembrava concluso, ci ha poi pensato il buon Zio Attilio a scompi- gliare le carte dando del, citiamo, “cagnolino di Magdalena Martullo-Blocher” al consigliere nazionale Marco Chiesa. Che ambientino… vien da dire!”.

Insomma, contro tutti. Il giornale ipotizza anche che Lorenzo Quadri possa essere la sorpresa fra i candidati, che lui smentisce categoricamente. . “Chiaramente prima della decisione con l’UDC non si poteva allestire la lista, non si poteva chiedere a qualcuno se era disponibile e il giorno dopo dire che non c’era più posto perché si faceva una lista unica. Dobbiamo trovare due persone, i due uscenti e il capogruppo sono già assodati. Ci saranno tempo e possibilità di trovare due nomi interessanti senza generare situazioni stile lista PPD, che fanno una scelta di ex presidenti che vengono o non vengono… Idee? Non lo posso dire, ci sono varie piste, in realtà non c’è fretta di uscire domani coi due nomi, si può fare attorno a Natale o dopo. Ovviamente una componente femminile sarebbe auspicabile”. E spiega che non si poteva decidere una lista a un anno dalle federali, con la candidatura di Chiesa.

L’UDC stesso dice di puntare a un seggio in Governo, non ad uno leghista, convinto che una maggioranza di destra possa essere interessante per il popolo.

Alle elezioni ci saranno anche i Verdi Liberali.  “Convinto che il Canton Ticino abbia oggi più che mai bisogno di una classe politica orientata alle soluzioni concrete e supportate da una visione di lungo termine, il partito verde liberale ticinese ha deciso durante l’ultima riunione di comitato direttivo di scendere nuovamente in campo in vista delle elezioni cantonali del prossimo aprile”, si legge. Consiglio di Stato o solo Gran Consiglio? Non si sa, lo si deciderà all’assemblea.

Il Forum Alternativo se la prende col preventivo della Confederazione e con Maurer in particolare, accusando tutti di fare “terrorismo economico. “Non c’è due senza tre, e il quarto vien da sé. – si legge nel comunicato – Per quest’anno, invece dei 300 milioni di passivo, ora si attende un’eccedenza di 2.5 miliardi di franchi. Peggio avevano fatto nel 2017, quando preventivando 250 milioni di perdita, il surplus era stato di 4.8 miliardi. Stesso discorso nei due anni precedenti, dove le previsioni davano dei deficit di 500 milioni (2016) e 400 milioni (2015), quando poi “miracolosamente” i conti erano in attivo rispettivamente di 800 milioni e 2.3 miliardi di franchi. Facendo i conti della serva, negli ultimi quattro anni, i preventivi cannati dai contabili della Confederazione ammontano complessivamente a 11’850’000’000 franchi. Soldi che pesano quando a Palazzo i parlamentari discutono su quali spese bisogna tagliare visti i deficit annunciati”.

L’MPS dice “te l’avevo detto” in merito alla cassa pensione per i dipendenti di Bellinzona: “Con amarezza MPS deve prendere atto che purtroppo tutto quanto da noi preannunciato nel corso del 2017 si sta avverando. Il Municipio di Bellinzona, con il sostegno dei partiti e dei sindacati ha fatto a pezzi le pensioni dei propri dipendenti, continuando così a promuovere politiche di smantellamento dei diritti dei cittadini e delle cittadini, che avranno come unico risultato quello di aumentare il disagio sociale e economico. Ne è una prova la recente decisione di regalare 20 milioni alle FFS per smantellare uno dei più importanti insediamenti industriali della città e del cantone. Bellinzona ha bisogno un’altra politica alternativa a quella oggi dominante”.

 

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