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Il PPD bacchetta Siccardi, “se la civica perderà alle urne ti mangerai le mani”, Quadri torna sul caso Mattei

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Il dibattito sulla civica si fa sempre più caldo. Il PPD in una nota se l’è presa con Alberto Siccardi, che nonostante l’accordo di tutte le forze politiche in Parlamento è voluto andare al voto. “Se il 24 settembre il popolo ticinese dovesse democraticamente bocciare la proposta del Gran Consiglio, le responsabilità saranno esclusivamente del signor Siccardi e del suo comitato promotore, i quali non potranno fare altro che leccarsi le ferite”, si legge. “Il ritiro dell’Iniziativa avrebbe permesso l’introduzione sistematica della civica nelle scuole ticinesi, senza tutta questa pantomima. Oggi chi accusa gli altri di “voltamarsina” e “uregettaria”, attaccando le scelte democratiche dei comitati cantonali dei partiti, dovrebbe iniziare a guardare in casa propria e al proprio trascorso politico. Civica e democrazia, come le intendiamo sia noi sia il Devoto-Oli, non contemplano repentini e continui cambi di casacca secondo l’occorrenza, bensì la condivisione democratica delle opinioni e l’accettazione del volere della maggioranza”. Non è stata gradita l’inserzione sui giornali dove si critica il vicepresidente Fonio.

Sul Mattino, Lorenzo Quadri se l’è presa ancora con Germano Mattei per il post omofobo. “Ad utilizzare la sfera intima degli avversari – o addirittura menzogne sulla sfera intima degli avversari – con l’obiettivo di infangarli (e per denigrare di riflesso il movimento politico d’appartenenza) non sono né la Lega né il Mattino. È Mattei. E sono anche certe cerchie antileghiste che poi si riempiono ipocritamente la bocca con il ‘rispetto’. Per cui, che la pianti con la fetecchiata del “metodo leghista”. Quello è il suo, di metodo. A Mattei lo diciamo in dialetto per essere, come dice lui, più vicini alla realtà della gente: “dagan na feta”, e scusati come si deve. Senza arrampicarti sugli specchi. Senza cercare patetiche scuse. Senza tirare in ballo altri. Oppure taci”.

Dal settimanale leghista, si sottolinea quella che è ritenuta una “figura di palta” da parte di PLR, PPD e PS in merito al casellario, poiché i permessi negati sono aumentati di parecchio (da circa 5 al mese a 43 in neppure tre mesi) dopo che si era deciso di sospendere la misura, ritenuta ultimo ostacolo nell’accordo con l’Italia (che non ha ancora firmato, fa notare la Lega).

Il liberale Giorgio Galusero, uno dei maggiori oppositori alla legalizzazione della cannabis, ha detto che vietare quella light a consiglieri comunali e funzionari comunali, come proposto a Locarno, è troppo: una vittoria forse inaspettata per i fautori, in primis la CIRCO.

Intervistato dal Caffè, Pierre Maudet, avversario di Cassis per la successione di Burkhalter assieme a Moret, ha detto di essere semmai disposto a rinunciare al passaporto in caso di elezione, ma che si giura fedeltà alla Costituzione e che la questione dovrebbe essere personale. Ha insistito nel dire che si è candidato perché il Ticino ha presentato un solo nome, una questione che infastidisce sempre Caprara. E si è profilato su posizioni diverse dal ticinese anche sulla cocaina, insistendo poi sulla necessità di trovare accordi che non rendano nessuno subordinato di nessuno con l’UE.

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