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Il PPD chiede di inasprire le leggi per i pedofili, Sirica e Bottinelli contro il padronato

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La sentenza di colpevolezza, con conseguente condanna di 12 anni di reclusione, inflitta ieri a un ex monitore del Mendrisiotto per atti sessuali con giovanissimi, ha riportato in auge il tema pedofilia. Il PPD ha ricordato come un anno fa ha presentato un’iniziativa cantonale per inasprire le pene e chiedere un periodo minimo di carcerazione (primo firmatario Fiorenzo Dadò). L’argomento, lo ricordiamo, è federale, ma è necessario che il Ticino e il Gran Consiglio siano compatti in questa battaglia. Serve giustizia, è il minimo che dobbiamo alle vittime di questi ignobili reati”.

Il presidente e, appunto, primo firmatario, Fiorenzo Dadò ha aggiunto: “l’iniziativa cantonale procede verso il suo destino e presto arriverà in Gran Consiglio, dove ci auguriamo venga sostenuta da tutti. La competenza spetta alle autorità federali ed è a dir poco significativo in negativo che devono essere dei granconsiglieri nel piccolo Ticino a doverlo far notare. Lenire la sofferenza di chi viene abusato purtroppo non è possibile, ma le autorità federali, sempre alle prese con mille altre cose e discussioni, che si ritaglino il tempo anche per questo tema fondamentale. Esse hanno l’obbligo morale e istituzionale di intervenire per ripristinare almeno una briciola di giustizia nei confronti delle vittime. È il minimo che si possa fare”.

Non si placa ancora la polemica attorno ai salari minimi. A Henrik Bang, deputato socialista e imprenditore, non sono piaciute le parole di Stefano Modenini, che sostiene che i socialisti stessi non esaltino le aziende oneste. Lo ha invitato a visitare la sua, “per cui mi alzo presto ogni mattina, non conto le ore di lavoro e ho investito dei soldi per vent’anni”.

Il vicepresidente del PS e sindacalista di Unia Fabrizio Sirica ha affondato sul tema, “Regazzi, che sei milionario, e Modenini, se ritenete che i salari che proponiamo sono troppo alti, venite voi a lavorare per 20 franchi all’ora, vedrete la differenza tra lavorare e comandare. Un salario minimo pari alla soglia di intervento sociale non sarebbe solo una misura ovvia, legale, dignitosa, ma sarebbe anche un toccasana per i conti dello Stato”. Accusa anche la politica, “con gli aiuti sociali previsti nella Laps, il canton Ticino sovvenziona indirettamente centinaia di aziende che versano salari indegni, che non permettono ai dipendenti di vivere esclusivamente di quella retribuzione”.

Sull’argomento si è espressa in modo durissimo la co-cordinatrice dei Verdi Jessica Bottinelli. “Da quando è stata pubblicata la sentenza del Tribunale federale che ha respinto i ricorsi contro una proposta di introdurre un salario minimo uguale all’iniziativa dei Verdi «Salviamo il lavoro in Ticino», assistiamo ad arrampicate sugli specchi degne degli artisti del circo Knie, come se gli affitti di Lugano, Mendrisio o del Locarnese fossero inferiori a quelli del centro città di Neuchâtel. Secondo il direttore dell’Associazione industrie ticinesi AITI non sarebbe quindi il salario l’unico modo per arrivare a condurre una vita dignitosa nel nostro cantone. Che frase perversa, un invito a nozze a praticare, se possibile ancora di più, il giochetto del dumping salariale e aumentare la schiera dei working poor del nostro cantone, tanto il resto lo copre lo Stato! Si tende velatamente a sottintendere che parte della nostra economia sia sussidiata, eresia per chi come Modenini si pulisce la bocca con il libero mercato e la sovranità della libertà imprenditoriale. Mi indigno di fronte a tale esternazioni e invito anche voi ad indignarvi”.

I frontalieri sono aumentati, oltre ai beneficiari dell’assistenza, e per il presidente dell’UDC Piero Marchesi “c’è chi continua a dire che l’economia funziona bene, che la libera circolazione porta solo cose positive e che quelli che propongono di dare maggiori opportunità ai residenti riattivando la preferenza indigena sono dei populisti. Comincio a pensare che dovremo stare davvero male per capire che è ora di fare qualcosa per i ticinesi”.

Sul fronte Lega, Massimiliano Robbiani ha interrogato il Governo in merito al caso di difterite al centro asilanti di Chiasso, chiedendo se è un episodio isolato, e quali altre malattie infettive sono state registrate.

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