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Il PS attacca il Corriere del Ticino, Bignasca la RSI. E piovono mozioni

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Il presidente del PS Igor Righini, in merito al referendum interno promosso da Roaul Ghisletta (che ritiene come il gruppo parlamentare sia stato scavalcato dalla votazione del Comitato Cantonale sul pacchetto fiscale-sociale, quando aveva mandato di migliorare la parte sociale), non si dice sorpreso in quanto permesso dallo statuto: “Su questa questione Ghisletta ha ritenuto che bisognava sentire molte più persone. Il nostro partito funziona così, è costruito come la società – con persone e punti di vista differenti – e il referendum è uno strumento che i nostri iscritti hanno per esprimere la propria opinione, e in questo caso è stato usato. Vorrei precisare che questo pacchetto è un pacchetto neoliberale e di destra, formulato dal DSS e dal DFE ed è giusto che noi socialisti ne possiamo discutere”. Il fatto che Bertoli abbia sottoscritto il pacchetto non vuol dire per lui che il Comitato debba per forza promuoverlo, e precisa che un eventuale referendum contro di esso non è ancora deciso, malgrado non si sia d’accordo con la clausola ghigliottina.

Sempre il PS ha ribadito la necessità di una commissione di inchiesta parlamentare sul caso Argo 1, e sui molti aspetti ancora da chiarire, nonostante qualcuno (per esempio, oggi Marco Chiesa) metta in dubbio la sua utilità e la competenza dei granconsiglieri in merito di indagine. “Il PS si unisce ai sindacati UNIA, Syndicom, SSM e all’Associazione Ticinese dei Giornalisti i quali hanno criticato il modo e i termini con cui il “Corriere del Ticino” ha trattato in prima pagina i fatti relativi ai testimoni del caso ‘Argo 1’ e che appaiono giustamente “marginali, se non irrilevanti, rispetto ai gravi problemi sollevati dalla vicenda”. Non è accettabile che dei lavoratori che denunciano delle malversazioni e delle irregolarità al proprio sindacato vengano definiti “infiltrati” né che il lavoro sindacale di UNIA sia descritto alla stregua di entità o di organizzazioni che nulla hanno a che fare con l’attività e il lavoro di un sindacato”, si legge. Le notizie riportate dal giornale sembrano al partito irrilevanti davanti ai dubbi sollevati dal caso, prima di tutto il perché sia stata scelta questa agenzia privata di sicurezza.

I GLRT hanno un nuovo presidente: si tratta di Alessandro Delorenzi. Sono stati stabiliti alcuni aspetti primari dell’anno che verrà: lavoro e in particolar modo economia di condivisione, lavori commissionali in merito a un Centro Educativo Chiuso per Minorenni, reclutamento di nuove leve e scuola, soprattutto l’anticipazione dell’inizio dell’insegnamento del tedesco.

La pipidina Nadia Ghisolfi, convinta che la Leventina guadagni poco o nulla in termini turistici dalla galleria del Gottardo, ha lanciato una mozione chiedendo “di intervenire direttamente e/o presso gli opportuni uffici federali, introducendo un sistema che permetta, su presentazione di una ricevuta di pagamento, l’accesso all’autostrada nei periodi di forte traffico direttamente da Airolo. Chi dimostra di aver consumato un pasto in un ristorante in Leventina, o acquistato merce in un commercio della Leventina per almeno 40 franchi a testa, può accedere all’autostrada dall’entrata di Airolo anche quando questa è normalmente chiusa a causa delle colonne. Le aziende della Leventina potrebbero mettere a disposizione dei turisti che rispettano i requisiti di consumo (40 franchi a testa) un apposito scontrino che verrà convalidato al momento di voler accedere all’autostrada”, così da convincere le persone a fermarsi nella zona e consumare.

Tiziano Galeazzi, Sara Beretta Piccoli e Matteo Quadranti hanno invece chiesto, sempre con una mozione, un maggior controllo e una regolamentazione degli airB&B, le stanze affittate a turisti presso case private, segnalando alcuni aspetti problematici: i non permessi, la concorrenza con il settore alberghiero, il rischio che venga ospitato qualcuno di pericoloso.

Su No Billag ha parlato Boris Bignasca, che voterà sì. Concorda con Chiesa che l’iniziativa è forte ma “non è colpa nostra se il Consiglio Nazionale non ha dato spazio a un controprogetto, con un canone fissato a 200 franchi all’anno, che sarebbe stato un compromesso capace di trovare una larga maggioranza. Il centro-destra ha provato ad offrire un’alternativa, ma i partitoni vicini alla SSR hanno voluto forzare la mano e mettersi in questa situazione di “tutto o niente”. Vorrebbe conoscere gli stipendi dei conduttori e dei dirigenti, lamenta la linea sbilanciata a sinistra, ed è molto deciso: “Se il territorio ticinese non difenderà la RSI in questa battaglia sarà soltanto perché la RSI si è dimenticata per anni di difendere il suo territorio. E le dirò di più: se perderanno, questa sconfitta avrà una data molto precisa, che non sarà il 4 marzo, ma il 9 febbraio 2014. Quel giorno, e nei giorni immediatamente successivi, la RSI ha completamente strappato il suo legame con una parte del tessuto sociale ticinese. E non vedo perché devo preoccuparmi dei posti di lavoro della RSI quando loro non si sono mai preoccupati di quelli dei ticinesi”. L’abbassamento del canone è per lui puro marketing politico.

Intanto, parrebbe che i posti di lavoro che andranno persi all’aeroporto di Agno potrebbero essere meno dei 20 di cui si parlava.

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