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Comunicato stampa del 9 aprile – Il coronavirus porta con sé gravi conseguenze sociali. C’è il rischio che la povertà si diffonda ancora maggiormente nel nostro Cantone e che molte economie domestiche siano costrette a rivolgersi all’assistenza: per scongiurare questo rischio, il PS presenta una risposta sociale costituita da proposte in ambito di cassa malati, affitti, lavoro e conciliabilità.

Il Coronavirus non è esclusivamente un’emergenza sanitaria ed economica, ma ha anche un forte impatto sul fragile tessuto sociale del nostro Cantone, il cui tasso di povertà già prima dell’emergenza era il doppio rispetto al valore medio nazionale. C’è il rischio che molte famiglie per affrontare le proprie spese sanitarie, l’affitto e i beni di prima necessità debbano contrarre debiti o rivolgersi all’assistenza, una spirale da cui è difficile uscire.

Di fronte a questa situazione d’emergenza, il PS reputa urgente un deciso intervento statale a favore delle persone più in difficoltà e presenta quindi una risposta sociale, composta da 6 mozioni parlamentari che si completano a vicenda.

La prima proposta chiede l’istituzione di un fondo sociale cantonale che vada in aiuto alle persone in difficoltà economiche a causa dell’emergenza coronavirus. Il fondo dovrebbe poter erogare prestiti e/o contributi a fondo perso secondo le necessità per pagare affitto, cassa malati (la parte non sussidiata), fatture mediche o sanitarie, acquisto di beni necessari. Il finanziamento dovrebbe essere garantito da Cantone e Comuni con un riparto del 75%, rispettivamente del 25% degli oneri, come avviene per l’assistenza.

La seconda e le terza proposta riguardano i costi sanitari, necessarie per garantire l’accessibilità universale al sistema sanitario: si chiede allo Stato di riversare agli assicurati il corrispondente della franchigia per le visite mediche fino all’ammontare della franchigia minima di 300 franchi e di abolire la quota residua di premio a carico degli assicurati che percepiscono il sussidi, portando il coefficiente cantonale di finanziamento al 100%. Entrambe le proposte devono valere per tutta la durata della crisi coronavirus, anche retroattivamente, quindi a partire dal momento che è iniziata.

La quarta proposta interessa il personale domestico a ore, escluso dalla possibilità ricorrere aiuti federali tramite il lavoro ridotto. Si chiede quindi di istituire un aiuto cantonale mirato a chi lavora in questo ambito e al contempo promuovere una sanatoria per combattere il lavoro in nero estremamente diffuso in questo settore professionale.

La quinta proposta si basa su quanto già implementato nel Canton Ginevra, dove le autorità cantonali, l’Unione svizzera dei professionisti del settore immobiliare (USPI Ginevra), la Camera immobiliare ginevrina (CGI) e l’Associazione inquilini di Ginevra hanno trovato un accordo per esentare le microimprese e gli indipendenti maggiormente in difficoltà dal pagamento dell’affitto. Convinto dell’efficacia di questo accordo, il PS chiede al Cantone di corrispondere ai proprietari degli immobili la metà dell’onere dovuto per l’affitto (spese non incluse) e invita la Camera ticinese dell’economia fondiaria a incoraggiare i proprietari degli immobili a fare un passo a favore di queste categorie di inquilini, rinunciando a loro volta al versamento della metà dell’affitto dovuto.

La sesta proposta riguarda le strutture di conciliabilità lavoro-famiglie, attualmente aperte solo per i figli delle persone che lavorano in quelle professioni ritenute indispensabili. Il PS chiede al Consiglio di Stato di emanare direttive in cui si sancisce che le rette delle famiglie che a causa del Coronavirus non ne fanno capo non devono essere fatturate e di garantire a tutto il personale che lavora e alle famiglie diurne il reddito completo, al 100%, per la tutta la durata della crisi Coronavirus. Vista l’importanza strategica della rete di accoglienza per la prima infanzia ed extrascolastica e delle famiglie diurne per la società tutta, sia in questo momento che in previsione di un rilancio dell’economia, il PS chiede pure di garantire, attraverso un contributo straordinario laddove necessario, sufficienti mezzi alle strutture affinché possano continuare la loro attività anche in futuro.

Data la necessità urgente di interventi statali per scongiurare un’emergenza sociale che avrebbe conseguenze per gli anni a venire, il PS chiede che le sei mozioni presentate, insieme a tutte le altre riguardanti le misure a corto-medio termine relative alle conseguenze del coronavirus, vengano trattate celeremente da un’apposita commissione ad hoc e ufficializzate al più presto tramite un decreto esecutivo. 

Laura Riget e Fabrizio Sirica, copresidenza PS
Ivo Durisch, capogruppo