“Farò come un fabbro, lavorerò per tenere unito il nostro paese. Rispetto anche chi non mi ha votato, la diversità è uno dei fattori più importanti della Svizzera. Come liberale, difendo la libertà di pensarla in modo diverso. Sarò un membro leale del Governo, porterò avanti con collegialità anche decisioni che non sono quelle che avrei preso. E prometto di non cambiare”. Sono i passaggi salienti del discorso di accettazione della carica di Ignazio Cassis, che da oggi alle 9.15 è Consigliere Federale.

È stato eletto con 125 voti al secondo turno, dopo averne ottenuti 109 al primo scrutinio, contro i 62 di Pierre Maudet e i 55 di Isabelle Moret. La vittoria era nell’aria, ed è arrivata.

Giornata di festa per il Ticino della politica, in particolare per quello liberale. Anche nella conferenza stampa del pomeriggio, Cassis ribadisce i valori che vuole portare con sé, e precisa: “non ho voluto io il sostegno dell’UDC”.

Il suo presidente, Bixio Caprara, esulta: “ogni strategia poteva essere criticabile, il successo lo cogliamo oggi, ma sapevamo che ogni scelta avrebbe comportato dei rischi. Altre personalità potevano essere presentate accanto a Cassis, perché non mancavano di certo, ma abbiamo capito che i romandi non avrebbero mollato di un centimetro e abbiamo dunque deciso di puntare sul candidato che aveva le migliori chance di essere eletto”.

Per Vitta e Gobbi, la questione frontalieri diverrà finalmente importante anche a Berna.

La Lega precisa di non averlo sostenuto, come già annunciato (Pantani e Quadri hanno votato scheda bianca), ma che lo giudicherà attraverso il lavoro e “auspica che Ignazio Cassis, in veste di ministro, terrà in maggior conto le decisioni popolari del suo Cantone di provenienza di quanto non abbia fatto come deputato e capogruppo PLR. E che si distanzierà dalle lobby per cui è stato finora attivo professionalmente. Ci auguriamo che, nel caso in cui gli venga affidato il Dipartimento degli Esteri, il nuovo Consigliere federale saprà essere meno filo-UE del suo predecessore (non ci vuole molto) e che manterrà le promesse fatte durante la campagna elettorale e nelle audizioni; in particolare quella di fare “Reset” sul dossier dell’accordo quadro istituzionale e di opporsi alla ripresa automatica del diritto comunitario”.

Il PS è contento per il ritorno del Ticino in Consiglio Federale, seppur non entusiasta dell’eletto. “Benché Ignazio Cassis sia l’esponente di una politica distante dalle posizioni del Partito Socialista, auspichiamo che possa e sappia rappresentare l’insieme delle sensibilità e delle preoccupazioni della Svizzera e del Ticino, sensibilizzando il Consiglio federale e le istituzioni federali riguardo alle problematiche e ai bisogni del nostro Cantone e della Svizzera italiana”.

L’UDC sottolinea i punti in comune: “la necessità di un reset dei rapporti con l’UE, il no alla ripresa automatica del diritto UE, il no a giudici stranieri (implicito sostegno all’autodeterminazione della Svizzera), no all’accordo-quadro istituzionale con l’UE e alla clausola ghigliottina negli accordi bilaterali. Queste posizioni fanno ben sperare in una positiva evoluzione dei rapporti all’interno del Consiglio federale per ciò che riguarda la politica estera”. Cassis è il meno a sinistra, sostiene il comunicato, dei possibili candidati, e “siamo sicuri che la sua presenza in Consiglio federale potrà sensibilizzare in modo determinante quest’ultimo nei confronti delle peculiarità che distinguono il nostro cantone di frontiera dalle altre regioni della Svizzera (frontalieri, accordo fiscale con l’Italia, eccetera), peculiarità che non sembrano finora essere state recepite in tutta la loro importanza”.

I Verdi infine, che non erano a favore di Cassis, gli propongono subito sette idee. “1. Battersi per il completamento di Alptransit a sud di Lugano e per un effettivo trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. 2. Impegnarsi nella prevenzione e mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, particolarmente marcati nelle valli sudalpine. 3. Concedere maggiore autonomia ai Cantoni, affinché si possano determinare salari minimi di tipo economico, per poter così combattere adeguatamente le situazioni di dumping salariale. 4. Istituire l’obbligo di annunciare tutti i posti vacanti direttamente all’URC, indipendentemente dal tasso di disoccupazione del settore economico, per favorire il reinserimento dei disoccupati residenti. 5. Istituire maggiori controlli sul mercato del lavoro e garantire serie misure di accompagnamento in merito alla libera circolazione delle persone, affinché il far west imprenditoriale del nostro cantone possa essere risolto. 6. Abbassare i premi dell’assicurazione malattia LAMal dato che il Ticino risulta maggiormente toccato dai recenti e costanti rincari dei premi dell’assicurazione obbligatoria. 7. Lottare per il rimborso complessivo degli importi di cassa malati pagati in eccesso da parte degli assicurati ticinesi”.

Venerdì si saprà quale Dipartimento toccherà a Cassis, che non ha preferenze.