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La Stabio-Arcisate è ora realtà: è stata inaugurata oggi la linea ferroviaria con il primo treno, alla presenza tra gli altri, della presidente della Confederazione elvetica Doris Leuthard, del ministro italiano dei trasporti Graziano Delrio, del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, del direttore delle infrastrutture di FFS Philippe Gauderon, dell’amministratore delegato del gruppo FS italiane Renato Mazzoncini e dell’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana (RFI) Maurizio Gentile, i consiglieri nazionali Roberta Pantani, Marco Romano e Rocco Cattaneo, il già Consigliere nazionale Remigio Ratti, il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli, il Primo cittadino Walter Gianora e il Presidente del consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo.

Sul treno inaugurale, diversi discorsi, tra cui Delrio, che ha ringraziato la Svizzera per la pazienza e ha affermato di aver imparato tanto in malteria di spostamento di merci da strada a rotaia. Doris Leuthard ha sottolineato che è una giornata di festa, Manuele Bertoli ha fatto notare come parte del problema traffico, causato dai frontalieri, può essere parzialmente risolto.

La Presidente della Confederazione poi ha fatto visita al Municipio di Mendrisio.

L’inaugurazione ha visto anche la protesta dei marinai della Navigazione del Lago Maggiore: il consorzio dovrebbe partire da marzo, e i lavoratori non ci stanno.  “A conti fatti – malgrado gli sforzi compiuti da SNL, dal Cantone e dalla Città di Locarno – i dipendenti della NLM rimangono ancora senza un futuro ben delineato. Futuro che al momento appare davvero come un vascello fantasma. A forza di ritardi e rimpalli di responsabilità, la fiducia ha inevitabilmente subito un duro colpo. Le belle parole, davvero, non bastano più. E oltre la facciata dei sorrisi di circostanza, rimane la preoccupazione”, hanno detto i sindacati presenti.

Dopo il PLR, anche il PPD si  è espresso sulle nuove Officine. “Bellinzona rappresenta un punto strategico sull’asse ferroviario nord-sud ulteriormente rafforzato dalla linea AlpTransit. Il progetto riconferma questo ruolo tramite un preciso impegno delle FFS e offre l’opportunità di svilupparlo nella prospettiva di medio e lungo termine. Il PPD saluta con favore la scelta del luogo non solo in ottica pianificatoria comunale-regionale, bensì anche a livello cantonale-nazionale”.

Il comunista Massimiliano Ay è preoccupato per la violenza nazifascista nel nostro Cantone: “Senza voler fare dell’allarmismo sembra che questi gruppi potrebbero presto diventare un problema di sicurezza e di ordine pubblico anche in Ticino. Non stiamo parlando infatti di semplici dispute verbali o tafferugli: siamo già arrivati alle aggressioni all’arma bianca e il timore è che vi siano gang che ambiscano a controllare parzialmente porzioni di territorio. Eppure, come detto, le autorità tendono a relativizzare di molto il fenomeno: non vi è il rischio di banalizzare così facendo il problema, quando è abbastanza evidente che gruppi di tali orientamenti eversivi si stiano organizzando anche in Ticino e non solo su Internet?”. Chiede se i casi sono stati segnalati al SIC, se servono campagne di prevenzione maggiore o di rieducazione come in Germania.

Alain Bühler dell’UDC invece si è chinato sull’Ex macello, un tema da sempre aperto a Lugano. “Non siamo di certo dinanzi al miglior esempio di rapporto di convivenza e visto che si regge sulla base di un’occupazione abusiva di un edificio pubblico di pregio e, soprattutto, nelle immediata vicinanze di edifici residenziali e scolastici, è giunto il momento di correggere questa distorsione”, scrive assieme a 24 altri mozionanti. Le possibilità sul tavolo sono diverse, anche se non è stato assegnato a Lugano il Museo del Territorio: una cittadella dei bambini dedicata ai doposcuola e ad attività extra scolastiche, un luogo d’incontro per gli enti attivi nel sostegno della terza età e delle persone diversamente abili, sale a disposizione delle associazioni cittadine e per il volontariato e molto altro ancora