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L’azienda Mikron ha annunciato, lo scorso 17 aprile, di voler proseguire con il previsto processo di riduzione della forza lavoro nel cantiere di costruzione di macchine di Agno. Dopo la ventina di licenziamenti dell’autunno 2019, ha ora annunciato il taglio di 110 posti di lavoro: si tratta di circa un terzo dei dipendenti presenti in malcantone, di cui circa il 40% residenti in Ticino. Sottolineiamo, come erroneamente interpretato da più parti, che la crisi del coronavirus ha ben poco a che vedere con questa scelta, già da tempo preventivata dalla dirigenza aziendale.

Soldi pubblici per licenziare?

La prima questione che non può certo essere sottaciuta è che l’azienda nel corso dello scorso quadriennio ha beneficiato di un aiuto statale di 1’000’000 di franchi! La MIKRON SA AGNO è una delle sei aziende ad aver ricevuto il massimo del credito possibile secondo la Legge per l’innovazione economica. Considerando che in totale sono stati erogati 16 milioni su tutto il cantone, quello concesso all’azienda di Agno è un sedicesimo del totale, quindi dovrebbe essere stato ponderato in maniera attenta e strategica.

Lo scopo di tale legge è chiarito all’articolo 1:

“La legge stimola e sostiene con interventi mirati la competitività e la capacità d’innovazione di aziende private orientate all’esportazione, con grande potenzialità di crescita e che generano rilevanti ricadute economiche.

Non possono quindi sorgere importanti dubbi sulla valutazione che è stata fatta per l’esborso del credito. In altre parole, dare soldi pubblici ad aziende che poco dopo licenziano in misura così estrema è un grave errore di gestione di cui il Consiglio di Stato deve assumersi la responsabilità.

Tanto più che attualmente non sono nemmeno previste sanzioni per licenziamenti effettuati dopo la concessione del credito. Sanzioni che sembrerebbero più che legittime, perché non ci troviamo di fronte ad un gruppo aziendale in generale difficoltà, anzi! Nel 2018 e nel 2019 sono stati segnati utili milionari (8.8 milioni di utile nel 2019).

A quando una politica di transizione ecologica?

La riduzione è stata resa necessaria, a detta dell’impresa, a causa della riduzione della domanda dell’industria automobilistica. Mikron infatti fabbrica macchinari di alta precisione per produrre motori Diesel, un mercato in diminuzione che si sta riorientando.

La prospettata riduzione del personale ci preoccupa non soltanto perché ogni licenziamento porta con sé un dramma personale per la persona colpita e la sua famiglia, ma anche perché l’azienda rappresenta una di quelle tanto declamate realtà “ad alto valore aggiunto”. È innegabile che il know how specifico dell’azienda è elevato, le lavorazioni molto diversificate e all’avanguardia, la formazione interna buona e con interessanti prospettive di crescita per chi ci lavora. Perdere queste competenze è un ulteriore elemento di preoccupazione per tutto il tessuto economico ticinese.

Se da un punto di vista generale e dal profilo ambientale ci si può anche rallegrare il fatto che il mercato dei motori diesel sia in diminuzione per passare a tecnologie meno inquinanti e più efficienti, non possiamo che essere preoccupati di come la transizione ecologica necessaria possa portare con sé la perdita di molti posti di lavoro.

Per ovviare a questo problema e per essere all’avanguardia come Cantone, il gruppo socialista ha presentato nell’ottobre 2019 una mozione per preparare una legge per la transizione ecologica.

La situazione di Mikron ci sembra che potrebbe fare da apripista per questo tipo di logica: per evitare licenziamenti che andrebbero a pesare sullo stato sociale, per promuovere un’attività avanguardistica e promuovere il valore aggiunto e il know how, il Cantone dovrebbe gettare rapidamente gettare le basi per concordare una transizione ecologica delle attività di Mikron e di altre imprese che vorranno riorientare le proprie attività.

Chiediamo pertanto:

  1. Lo scopo della Legge per l’innovazione economica è sostenere aziende con grande potenzialità e che generano rilevanti ricadute sul territorio. Come è stata valutata Mikron?
  2. Come commenta questo credito il Consiglio di Stato, considerando che poco dopo aver preso un milione di franchi l’azienda ha annunciato l’intenzione di licenziare più di un terzo del suo personale?
  3. Come si pone il Consiglio di Stato di fronte alla proposta socialista di inserire sanzioni per aziende beneficiarie di crediti pubblici, che segnano utili ma che al contempo licenziano?
  4. Il Consiglio di Stato ha intenzione di dare rapidamente seguito alla mozione socialista sulla transizione ecologica delle attività economiche e intavolare una discussione di questo nel merito con l’azienda?

Fabrizio Sirica (PS)

A nome del gruppo socialista