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Interrogazione – “Team Ticino”: calcio a rischio di chiusura ?

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Ho avuto modo di seguire la trasmissione “Falò” alla RSI dello scorso 30 agosto. Si parlava di calcio giovanile in Ticino e di una nuova realtà formativa, con filosofia sportiva e di crescita totalmente differente rispetto a quella nella quale numerosissimi ticinesi e sportivi si identificano. Dopo l’attività di calciatore, mi sono occupato per diversi anni, in qualità di allenatore, di squadre giovanili sia in Ticino, sia Oltre Gottardo.

Il servizio della RSI mi ha sorpreso molto ed anche preoccupato al punto da voler approfondire la questione. Sembra prendere spazio e consensi a Lugano una nuova realtà formativa. Pur apprezzando l’impegno di questi privati e pur riconoscendo la necessità di reperire nuovi mezzi finanziari per far crescere lo sport e migliorare la formazione, l’impressione negativa principale, oltre ad altre, è stata quella di una eccessiva forzatura dei giovani per arrivare a nemmeno sottaciuti alti traguardi internazionali, partendo da bimbi di un’età in cui si va ancora con la bici a “rotelle”. Una specie di militarizzazione, con poco riguardo, mi sembra di capire, alla crescita serena dei giovani, al piacere del gioco, ma anche degli aspetti sociali e alla regolarità della formazione scolastica.

Un progetto portato avanti da un magnate russo, con notevoli disponibilità finanziarie, certamente animato dalle migliori intenzioni e in buona fede, ma che suscita anche numerosi dubbi e perplessità. Per vedere i disastri causati da un certo “modello” di sport e di gestione del patrimonio sportivo ed umano, basta semplicemente guardarsi attorno, non solo in Ticino, ma anche nel resto della Svizzera….

Molti appassionati di sport ed ex calciatori, con tanta passione e molto volontariato, cercano in Ticino di far apprendere il calcio ai giovani, di trasmettere loro il piacere e il divertimento insito in questo bellissimo sport e anche qualche richiamo ad evitare voli pindarici di successi (spesso improbabili) in grandi squadre quali professionisti. Anche barra al centro e attenzione verso i valori educativi, la scuola e la formazione che devono avere una chiara priorità, proprio nell’interesse dei giovani stessi e delle loro famiglie. Questo avviene con metodi uguali in tutta la Svizzera. Nel caso specifico del Ticino, i giovani più bravi, vengono poi affidati al “Team Ticino”, che da oltre 10 anni svolge un ruolo assai importante. In Ticino sono ben 10’000 i giovani che seguono questo sport, lo sport più popolare del Cantone!

Anche da questa cifra nascono i dubbi e le preoccupazioni. Assieme ai colleghi cofirmatari, ci permettiamo pertanto di rivolgere alLod. Consiglio di Stato le seguenti domande:

– È al corrente il DECS di quanto sta accadendo a Lugano? Come intende approfondire la questione, qualora sia ritenuta degna di interesse?

– Ritiene il metodo e la pressione sui giovani, in particolare sui bambini, esercitate attraverso questo nuovo “modello” una buona alternativa all’insegnamento sin qui garantito dal “Team Ticino” e della Federazione svizzera di calcio tra l’altro con un buon successo?

– Come si concilia con i nostri valori e la nostra cultura?

– Il DECS ha intenzione di approfondire il tema con le parti interessate?

– La prossima Assemblea del “Team Ticino” di ottobre potrebbe riservare sorprese in quanto il magnate russo, rispettivamente un suo connazionale, hanno di fatto il controllo della formazione giovanile di Lugano e Chiasso (quest’ultimo pare acquistato in toto, compresa la prima squadra). Ciò significa che il solo Bellinzona potrebbe sostenere il “Team Ticino” ma, per la legge dei numeri, potrebbe dover soccombere alla potenziale maggioranza. Il risultato sarebbe che quanto praticato attualmente a Lugano verrebbe applicato in tutto il Ticino? I 15 collaboratori (tempo parziale e pieno) verrebbero licenziati? Se si, a favore di chi?

– Considerati i buoni rapporti passati e attuali tra il Cantone e il “Team Ticino”, con quest’ultimo a confermare la qualità di questa collaborazione (a tutto vantaggio dei giovani sportivi e delle loro famiglie) con il risultato di un ottimale connubio tra sport, scuola e crescita (personale, sociale e formativo-professionale), potrà essere garantito in futuro quanto costruito fino ad oggi, considerata la filosofia sportiva molto diversa che si vuole introdurre sulla scia dell’influsso di capitali stranieri?

– Ritenuta l’importanza di continuamente migliorarsi, in che misura è possibile perfezionare l’attuale modello avviato da oltre 10 anni in Ticino, facendo tesoro della disponibilità di (e coinvolgendo) questi privati?

– Tra le aree di miglioramento cosa è possibile fare di più, in Ticino, in particolare nella fascia 7-14 anni, in collaborazione con le differenti società sportive?

Ringraziamo anticipatamente il CdS per la risposta che avremo piacere di ricevere qualideputati che amano il calcio e lo sport in generale, non solo per il benessere fisico e mentale che procurano, ma anche per la scuola di vita ed i valori che permettono di veicolare nei nostri figli e nella società in generale.

Con ossequio.

Raffaele De Rosa e cofirmatari:

Henrik Bang, Luigi Canepa, Chino Denti, Milena Garobbio, Simone Ghisla, Francesco Maggi, Germano Mattei, Mauro Minotti, Omar Terraneo

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