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Islam religione ufficiale in Svizzera? Il PS detta le condizioni, la destra si oppone

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Giornata di Gran Consiglio senza eccessivi temi forti oggi, al contrario di quanto avvenuto con lo scontro Parlamento-Governo della scorsa volta sul caso Argo 1.

Si è deciso di dare il via libera ad una commissione di controllo su USI e SUPSI, come proposto dalla Lega, un sistema già in vigore per enti come Banca Stato e AET. Uno degli obiettivi è anche cercare di attirare più studenti indigeni.

Gli animi si sono scaldati quando si è parlato di uno stabile a Giubiasco acquistato dal Governo per insediarvi una Città dei mestieri, per mostrare le professioni ai giovani: Nadia Ghisolfi lamentava che non era stato istituito un concorso pubblico per trovare un luogo idoneo, violando la legge delle commesse pubbliche, Vitta ha risposto che non è obbligatorio aprire un concorso in casi del genere. Il PPD avrebbe voluto una discussione generale, idea respinta visto che il Parlamento dovrà ancora dire la sua sul credito.

Infastidito anche Germano Mattei, che ha avuto, scrive, a disposizione solo cinque minuti anziché dieci per il suo intervento relativo a una mozione sui mezzi di trasporto pubblico nelle valli, rendendolo a suo dire caotico e poco chiaro.

Nel fine settimana due degli organizzatori di “Ti aspetto fuori” hanno replicato all’editoriale di Pini su Opinione Liberale. La prima opinione spiegava che la manifestazione non era pensata per osservare i politici bensì per far sì che essi sapessero di esserlo. “Volete che veniamo sempre ad assistere alle sedute? Pagateci come facciamo noi con voi”, era la proposta provocatoria. Nella seconda, scritta da colui che si è sempre mostrato sui media, si legge che il concetto è stato non compreso dai politici, che non era affatto un passo avanti nel sistema democratico, e viene chiesto di introdurre la responsabilità personale di ministri, funzionari e magistrati.

A Bellinzona, Michela Delcò Petralli ha deciso di dimettersi, per motivi personali, dalla carica di consigliera comunale di Bellinzona: Michel Venturelli ha rinunciato a subentrarle, toccherà a Marco Noi.

Intanto si discute in merito all’Islam come possibile religione nazionale. Il PS pare pronto a proporre una sorta di condizione, ovvero che l’Islam garantisca trasparenza nei finanziamenti e istituzione di un percorso di istruzione per gli imam, in cambio di un riconoscimento da parte dello Stato.

Sdegnato l’UDC che addirittura chiede misure restrittive,  dalla chiusura di moschee e centri culturali che diffondono messaggi estremisti, all’incarcerazione dei cosiddetti turisti della jihad al loro ritorno in Svizzera, passando per il monitoraggio dell’operato degli Imam, fino al divieto di sostenere finanziariamente dall’estero istituzioni islamiche presenti nel nostro Paese.

Contrario Piero Marchesi:  “I Paesi europei che hanno concesso spazio all’Islam pagano ora una fattura molto salata. Quartieri islamici dove vige la Sharia al posto delle leggi di Stato, esplosione del numero di radicalizzati, aumento delle persone di fede islamica a beneficio della socialità e attentati nelle varie città. È vero che non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici. Non facciamo gli stessi errori commessi dai Paesi che, illudendosi che concedendo spazio all’Islam, avrebbero risolto il problema.
Ovviamente la sinistra, in barba al buon senso e al benessere del Paese, per una manciata di voti sono disposti a mettere a rischio la collettività. Opponiamoci a questa visione opportunistica e dannosa per il nostro Paese!”

Furibondo anche Lorenzo Quadri: “Islam religione di Stato? Ma non se ne parla nemmeno! Modernizzare l’islam – ammesso che sia possibile – è semmai un compito dell’islam stesso. Non certo della Confederazione! Si prende atto che il P$$ insiste nella volontà di distruzione della Svizzera, della sua identità e dei diritti fondamentali che vi vigono. Avanti, continuate a votare per i kompagni multikulti e spalancatori di frontiere!  A dimostrazione dell’ipocrisia dei kompagni: adesso Levrat, pensando di far fesso non si sa bene chi, dice che il P$$ sarebbe favorevole alla trasparenza sui finanziamenti ai luoghi di culto islamici. Peccato che quando la mia mozione sul tema è arrivata in Consiglio nazionale, i kompagni abbiano votato compatti contro, mentre la loro ministra del “devono entrare tutti” Sommaruga si produceva in un profluvio di boiate su discriminazione ed islamofobia. (NB: la mozione è comunque stata approvata, con grande stizza della $inistruccia islamizzatrice della Svizzera)”.

A proposito, secondo un’analisi dei voti, è risultato che fra i ticinesi a Berna colei che vota in modo più ecologista è Marina Carobbio, meno Quadri, che scrive “non è un’onta non votare in modo rosso-verde”.

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