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La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale propone di accogliere i cinque decreti federali del messaggio sull’esercito 2020. Il finanziamento dell’esercito, il programma d’armamento e l’acquisto di materiale dell’esercito sono stati al centro delle discussioni. Una minoranza propone di rinviare il progetto al Consiglio federale.

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) riconosce che le minacce si sono diversificate e anche che cambiano costantemente. Per questa ragione ritiene importante che le risorse proposte nel messaggio sull’esercito siano accordate. In seno alla Commissione tutti erano concordi di entrare in materia. Una minoranza ha tuttavia proposto di rinviare l’oggetto al Consiglio federale con l’incarico di elaborare un disegno focalizzato su ciber-rischi, terrorismo e catastrofi naturali e di valutare quanto appreso durante la mobilitazione per far fronte alla crisi da coronavirus. La proposta è stata respinta con 17 voti contro 8.

La CPS-N propone con 17 voti contro 5 e 3 estensioni di approvare il quadro finanziario 2021-2024 di 21,1 miliardi di franchi. Apprezza il fatto che il disegno preveda un aumento reale del preventivo dell’esercito pari all’1,4 per cento annuo. In questo modo dovrebbe essere possibile rinnovare nei prossimi anni diversi sistemi, in particolare la flotta di aerei da combattimento e il sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. Una minoranza propone di respingere il quadro finanziario e di elaborare un nuovo disegno che tenga conto della mutata situazione di minaccia. Considerato che le attuali minacce militari si manifestano prevalentemente nei settori terrorismo, cibersicurezza e sicurezza dell’informazione, critica che – in base al presente disegno – gran parte delle risorse finisca per confluire nella difesa da un attacco militare classico. Un’altra minoranza propone di ridurre il quadro finanziario a 20 miliardi.

Con 17 voti contro 3 e 5 astensioni la Commissione propone inoltre di approvare i crediti d’impegno per il programma d’armamento 2020 per complessivi 1,354 miliardi di franchi. Per la Commissione è fondamentale migliorare le capacità di condotta in particolare investendo in sistemi di telecomunicazione a prova di crisi. La maggioranza della Commissione apprezza le modernizzazioni pianificate. Reputa necessario poter continuare a garantire la mobilità delle truppe di terra e propone pertanto di destinare un credito d’impegno di 438 milioni di franchi per prolungare fino al 2040 la durata di utilizzazione dei carri armati granatieri 2020. Diverse proposte di tagliare svariati crediti d’impegno sono state respinte. Una minoranza propone di respingere il credito d’impegno destinato a prolungare la durata di utilizzazione dei carri armati granatieri 2020 dato che un conflitto tradizionale tra carri armati non è più ipotizzabile.

La Commissione propone inoltre di approvare i crediti quadro per l’acquisto di materiale dell’esercito, la messa fuori servizio del sistema di difesa contraerea Rapier e il programma degli immobili del DDPS. Per quanto riguarda l’acquisto di materiale dell’esercito e il programma degli immobili, la Commissione propone di respingere diverse proposte di modifica.

Il Consiglio nazionale tratterà l’oggetto durante la sessione autunnale.
La CPS-N ha inoltre sentito un rappresentante del DFF riguardo allo stato di attuazione del programma di trasformazione DaziT. La Commissione nota con piacere che il progetto sta procedendo con successo e che la semplificazione dei processi e la digitalizzazione consentiranno in futuro di impiegare i collaboratori in modo più flessibile. La Commissione si è nel contempo occupata nuovamente dell’iniziativa presentata dal Cantone di Basilea-Campagna tesa a potenziare ulteriormente il corpo delle guardie di confine (15.301). Visto che la situazione è mutata, la Commissione chiede ora di togliere dal ruolo l’iniziativa cantonale. Benché sia completamente favorevole alle richieste in essa contenute, la considera oramai superata. Questo perché grazie alla maggiore flessibilità del personale dell’AFD resa possibile dal programma DaziT è già oggi possibile, e in futuro lo sarà ancora di più, impiegare un numero maggiore di collaboratori al confine. Di conseguenza, la richiesta dell’iniziativa cantonale è soddisfatta.

Una minoranza propone al Consiglio nazionale di non togliere dal ruolo l’iniziativa. Vuole così mantenere una certa pressione sul Governo affinché questi posti siano effettivamente occupati.

Presieduta dal consigliere nazionale Mauro Tuena, la Commissione si è riunita a Berna il 10 e l’11 agosto 2020. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Viola Amherd, responsabile del DDPS, e il consigliere federale Ueli Maurer, capo del DFF.