Prima giornata di Gran Consiglio, ma il piatto forte con la LIA non è ancora stato discusso domani.

Oggi si è deciso che si rivoterà sul progetto per la posa di semafori intelligenti al posto delle rotonde sul piano di Magadino: qualche mese fa vinse il sì ma senza raggiungere la maggioranza qualificata.  No al contributo patrimoniale di solidarietà, il prelievo fiscale extra (con un’aliquota variabile dallo 0,1% all’1%) per 4 anni per i multi-milionari chiesto da Pronzini, ha vinto il rapporto contrario.

All’unanimità è stato detto sì a un importante contributo sanitario, un programma di screening per il tumore colo-rettale in Ticino.

Matteo Pronzini ha presentato una trentina di emendamenti per la modifica della legge dei diritti politici, tra cui il voto ai sedicenni e a chi ha il permesso C. Il che non è piaciuto alla Lega: “ciò che oggi sostanzialmente differenzia uno svizzero da uno straniero con permesso C, a livello giuridico e di cittadinanza, è appunto il diritto ad esprimersi alle urne. Eliminare questa differenziazione toglierebbe ogni significato alla cittadinanza, all`essere cittadino svizzero; il passaporto rossocrociato diverrebbe un bel libretto rosso ma senza alcun significato. Perchè non permettere anche l`elezione degli stranieri? Ah no, scusate, quello già lo abbiamo permesso con gli euroburocrati che legiferano al posto nostro ed ai loro giudici delle corti di Bruxelles che ci impongono le loro sentenze”.

Continua l’alta tensione in vista della votazione sull’autoderminazione del 25 novembre. Paolo Bernasconi ha attaccato l’UDC (oltre a parlare di accordi che saltano e diritti umani), “io ho paura dell’UDC. Signor Blocher, ha paura dell’Unione Europea? Anch’io, da quando comanderanno Salvini, Orban, Le Pen, distributori dello stesso odio che generò la Seconda Guerra Mondiale. Ma sull’Unione Europea la vostra iniziativa non serve, perché comunque il popolo svizzero deciderà, da sovrano, sugli Accordi bilaterali e sul prossimo Accordo-quadro. Per caso, signor Blocher, ha paura di queste prossime votazioni popolari? E allora la vostra iniziativa serve per sabotare un risultato che non vi piacerà?”.

Deciso Alain Bühler nella replica: Tutto ciò che lei cita nella sua lettera sono solo “affermazioni populistiche che restano nel regno della fantasia” (cit. – Hansheiri Inderkum). Pure mistificazioni che hanno già avuto risposta anche da esponenti esterni alle fila dell’UDC.  Lo ammetta una volta per tutte, lei ha paura del Popolo!
Del Popolo svizzero e della democrazia diretta, rei ai suoi occhi di mettere i bastoni tra le ruote a progetti che vengono discussi altrove, i cosiddetti “interessi superiori”. Può lanciare i suoi strali quanto vuole (fake news, fake post, fake facts, ecc.), ma questo è ciò che traspare dal suo scritto e dalla sua personale campagna contro l’autodeterminazione. Lei preferirebbe che il Popolo sia chiamato alle urne solo una volta ogni 4 anni per eleggere i propri rappresentanti in Parlamento per poi starsene zitto e buono in un angolo tra un’elezione e l’altra, senza proferire parola.
E non è il solo a desiderare una democrazia diretta di facciata. Governo, Establishment ed Economia sognano anche loro di poter mettere a tacere i cittadini, in questo modo avrebbero totale margine di manovra nell’attuare i loro progetti”.

Nel fine settimana, aveva tenuto banca l’appoggio di Bixio Caprara, presidente del PLR, a Lombardi e al suo voto decisivo per il miliardo di coesione. “Si abbia l’intelligenza di capire e l’onestà di ammettere che non abbiamo la posizione di chi può fare la voce grossa e dettare le regole del gioco. Rendiamoci conto che ogni secondo franchetto della nostra economia è generato dagli scambi con l’estero e un nostro isolamento sarebbe estremamente pericoloso. Dobbiamo trovare i buoni argomenti per convincere la controparte ad accettare le nostre condizioni e, come in ogni trattativa, bisogna anche dare qualcosa in cambio. Nell’interesse del nostro Paese, sottoscrivo la difficile decisione di Filippo Lombardi e la linea del Consiglio federale in questo percorso”.

Scatenando la reazione di Marco Chiesa e Lorenzo Quadri. 

“L’autodeterminazione non è proprio nelle corde di questi rappresentanti del popolo.
Il disegno è chiaro. Si chiama adesione all’Unione europea. Oggi lo nascondono ben bene ma continuano a ossequiare Bruxelles basti pensare a come hanno sovvertito le decisioni del popolo riguardo alla libera circolazione delle persone. Hanno trasformato i contingenti, i tetti massimi e la preferenza indigena nell’obbligo di notificare i posti di lavoro agli uffici di collocamento dove anche i frontalieri possono iscriversi. Un sabotaggio indecente con il pretesto che la Costituzione è secondaria rispetto al diritto internazionale e che non potevamo irritare i nostri amici europei”, ha detto il democentrista. 

E il leghista: “Si prende atto che il presidente del PLR ticinese vuole pagare il pizzo miliardario all’UE. Perché davanti a Bruxelles – questa la sua teoria – gli svizzerotti possono solo chinarsi a 90 gradi. “Bisogna oliare” i funzionarietti dell’UE! Insomma: la calata di braghe elevata a sistema. Questo sì che è un grande statista. Domanda a Caprara: quali frutti ha portato la politica di “fermezza del cedimento” da lui difesa ad oltranza? Avanti così: di capitolazione in capitolazione, ci troviamo ridotti a colonia dell’ Unione europea. E sappiamo chi ringraziare. Chissà cosa ne pensano gli elettori PLR delle brillanti esternazioni del presidente cantonale? Tutti d’accordo di versare all’UE il pizzo da 1.3 miliardi, senza uno straccio di controprestazione né di vantaggio pratico, ma solo perché – secondo il teorema Lombardi-Caprara – “bisogna oliare”?”.

Quadri si è infuriato anche per la caduta di una lastra di marmo dalla struttura del LAC. “Non è mica arrivato un uragano! Vorrei sapere quanti edifici nuovi a Lugano hanno perso pezzi per un po’ d’acqua e qualche raffica di vento. Ed in più ci sono pure le infiltrazioni d’acqua all’interno della sala museale.La realtà è che i lavori al LAC – profumatamente pagati dal contribuente luganese – sono stati fatti con i piedi, per non citare altre parti del corpo. Chi ha certificato la sicurezza delle facciate, visto che al primo episodio di maltempo appena un po’ fuori dall’ordinario cominciano a venir giù lastre di marmo? E se qualcuno si prendeva in testa la lastra caduta?”.

Canobbio, Vernate e Melide depositano un’iniziativa “con la richiesta di stralcio del contributo comunale annuo di 25 milioni di franchi, contributo versato ormai da 6 anni a questa parte”.