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La Pasqua lascia due polemiche: ristorszione e frontalieri dei rifiuti. I dubbi di Del Don

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Dopo le ferie pasquali, è rimasta una scia di polemiche in merito agli esercenti. Un video ha contestato il fatto che a Bellinzona quasi tutti siano rimasti chiusi per Pasquetta nonostante la bella giornata e i tanti turisti, mentre si è parlato di prezzi e di rapporti qualità-prezzo con l’Italia.

Massimo Suter di GastroTicino ha detto la sua in entrambi i casi. “In estrema sintesi il più delle volte siamo vittime nostro malgrado di un sistema che impone delle regole alle aziende che poi giustamente vanno rispettate. Come l’annuncio delle aperture e chiusure dei ristoranti nella fattispecie, quindi anche volendo chi aveva annunciato il lunedì di chiusura non poteva aprire, pena una sanzione amministrativa e pecuniaria. Qui bisognerebbe intervenire nel nostro sistema, dando maggiore libertà all’imprenditore che vuole creare ricchezza e di conseguenza posti di lavoro, e lo stesso dicasi per i piccoli commerci e boutique, i quali soffrono tremendamente la bassa congiuntura ma che, anche volendo, non possono alzare le saracinesche le domeniche e festivi ( vedasi le polemiche per il 24.12…..) per una politica protezionistica a scapito del libero mercato e soprattutto perché ci reputiamo un Cantone a vocazione turistica ma lo status di destinazione a carattere turistico lo hanno pochi eletti è così il resto delle destinazioni perdono in attrattiva e sono desolatamente vuote senza poter sfruttare il potenziale economico che la presenza di turisti offrirebbe loro. Non capisco e giustifico invece la chiusura del ristorante al Castel grande, gestito peraltro dalla scuola alberghiera, la quale dovrebbe avere nelle proprie corde il dover insegnare il mestiere ma soprattutto uno spirito imprenditoriale accorto, che imponga il saper cogliere l’attimo”, sulla prima questione. Sui prezzi: “sbagliato parlare di ‘prezzi degli esercenti’, come se li decidessimo noi. Sono prezzi che vengono imposti dal mercato in cui si opera: se un prodotto lo pago il doppio di un ristoratore italiano non posso certo venderlo al suo stesso prezzo. A parità di servizio la differenza di qualità in Italia è molto inferiore.”.

Gli ha fatto eco il direttore di Ticino Turismo Elia Frapolli: “Quello che conta non è unicamente il prezzo, ma il rapporto prezzo-qualità, che deve essere sempre eccellente. Vale non solo per la ristorazione ma anche per tutte le attività turistiche. Un albergo a 5 stelle può permettersi di far pagare un prezzo elevato ma evidentemente deve offrire una qualità superiore”.

Davide Giampani del PPD aveva attaccato il modo di ubicare le manifestazioni a Lugano, “ormai la Piazza davanti al Municipio di Lugano non è più pubblica, ma privata dove chi decide cosa organizzare non è più  il Comune”.

Anche Tiziano Galeazzi dell’UDC ha detto la sua, “caro Massimo Suter su molti aspetti sono concorde , ma sulla questione qualità e servizio (scrivi che la qualità in Italia è molto inferiore) ti devo ahimè contrastare in parte. Ti potrei far la lista qua in Ticino delle problematiche inerenti la sfacciataggine di certi esercenti e loro impiegati. Non parliamo poi degli orari ridicoli delle chiusure cucine (già capitato alle 20.50 inizio luglio) in pieno periodo estivo…all’arroganza e a certi prezzi…Gà nè par tücc…”.

Yahoo ha lanciato una polemica sugli svizzeri che a suo dire vanno a gettare la spazzatura in Italia. Un articolo che non è piaciuto a Lorenzo Quadri della Lega:  “È un esempio di articolo anti-svizzero (condividiamo, ndr) da parte di chi dovrebbe ringraziare la Svizzera dalla mattina alla sera. Senza il Ticino, almeno 300 mila italiani della fascia di confine (frontalieri, padroncini e rispettive famiglie) non avrebbero la pagnotta sul tavolo. Bisognerebbe poi sapere quanti sarebbero i presunti “frontalieri” ticinesi (non gli italiani che rientrano al loro domicilio) del sacchetto del rüt. C’è motivo di credere che non si tratti certo di grandi numeri. E il pattume utilizzato per illustrare l’articolo non è certo di origine elvetica”.

Un altro leghista, Massimiliano Robbiani, ci ha tenuto a mostrare che l’ultimo beccato in ordine di tempo in realtà fosse un frontaliere. “Prima di fare certe dichiarazioni sarebbe meglio essere sicuri di quello che si dice. Anche perché l’ultimo “ticinese” che hanno beccato, con tutti i media italiani indignati, poi si è scoperto fosse un frontaliere… Con questo non voglio giustificare i maleducati, che ovviamente vanno condannati. Ma vorrei solo che il dialogo sui rapporti tra Ticino e Italia non si basasse su questo tipo di argomentazioni, davvero discutibili…”.

Secondo un post di Orlando Del Don, sembra esserci maretta in casa UDC in vista delle prossime elezioni cantonali del 2019. “Sono iniziate le grande manovre in previsione delle prossime elezioni cantonali e in questi giorni la brava presidente della sezione PLR di Lugano Giovanna Viscardi è stata vilmente sacrificata. Niente di nuovo sotto il sole, per carità, nessuna meraviglia anche a parte mia. Porcate alle quale siamo ormai avvezzi e vaccinati. Mi stavo comunque chiedendo – avendo percepito alcuni preoccupanti segnali in tale senso per quanto riguarda l’UDC cantonale – quale sarà la prossima testa che cadrà? Sono curioso di vedere come si muoveranno i vertici democentristi ticinesi in questo scenario a venire che già si indovina particolarmente infido e ambito da vecchie volpi, immarcescenti transfughi e gli oramai intramontabili pifferai magici che sono alla ricerca di una nuova scuderia, una nuova verginità; rigommati, rottamati, riciclati e simili. Stiamo a vedere fin dove si spingerà lo spettacolo”.

Il PPD bellinzonese ha inviato al Municipio un’interpellanza relativa a “Inverno in tasca”, il progetto che permetterebbe di accedere ai principali impianti a fune in Ticino e, probabilmente anche in altri Cantoni, a condizioni molto interessanti durante l’arco di tutto l’anno. Ivan Ambrosini e Gabriele Pedroni vorrebbero che la Città contribuisse acquistando un numero di abbonamenti non nominativi da far usare alle scuole.

Il GLRT nel periodo pasquale ha fatto visita alla RUAG.

Il Partito Comunista attacca il Consiglio Federale in merito alle sanzioni al Venezuela. “Che la politica estera del nostro Paese fosse sempre stata orientata al campo atlantico non è cosa nuova, tuttavia i toni e i modi con cui il governo federale sta di fatto calpestando la nostra neutralità stanno drasticamente peggiorando,” si legge.  “Berna è andata però oltre l’UE emanando addirittura delle misure coercitive contro Caracas, aderendo così alle sanzioni decise per noi da Bruxelles. Questo agire danneggia non solo quelle aziende svizzere che vorrebbero cooperare economicamente con i paesi dell’ALBA, ma getta a mare la credibilità della nostra diplomazia.
Occorre ristabilire la nostra sovranità nazionale in politica estera e salvaguardare la nostra neutralità: è inammissibile che sia l’UE a dettare la nostra agenda diplomatica”.

 

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