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La RSI ignora la Lega? Bignasca e Quadri soddisfatti, malcontento per la soppressione dei bus Ticino-Malpensa

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Questa mattina ha fatto scalpore uno studio ad opera di Publicom su alcune stazioni radio pubbliche svizzere: è emerso che le stazioni ticinesi, oltre a annoverare pochi stranieri e a non presentare immagini degli stranieri utili a far comprendere l’importanza del loro apporto in Svizzera, intervistano di più i  membri degli esecutivi che quelli dei legislativi e soprattutto che ignorano la Lega dei Ticinesi.

“Questo dimostra l’inutilità del servizio pubblico della RSI. Per il successo elettorale della Lega l’influenza della radio ticinese è molto limitata. C’è troppa partigianeria. Ad esempio all’elezione di Ignazio Cassis hanno dedicato numerosi programmi”, ha affermato convinto il coordinatore leghista Attilio Bignasca.

Ha rincarato la dose Lorenzo Quadri: ” l’UFCOM dà ragione al Mattino e alla Lega, e certifica che la RSI è un’emittente di regime la quale – alla faccia del servizio pubblico finanziato con il canone più caro d’Europa – penalizza gli odiati “populisti e xenofobi” allo scopo di promuovere il pensiero unico pro-UE, multikulti e spalancatore di frontiere”, scrive, invitando a votare No Billag.

Sempre in un’interpellanza di Quadri, il Consiglio Federale ha confermato che saranno soppressi i bus tra il Ticino e Malpensa, poiché Cantone e Confederazione hanno investito molto sulla ferrovia e dunque le navette creerebbero concorrenza. Stizzita la reazione dello stesso Quadri, “è tornato Stalin? Il collegamento diretto via treno ci sarà quando? Quanto è credibile la promessa italica (metà 2018) quando si sa benissimo che la tratta avrebbe dovuto essere operativa ad inizio 2014? E nel frattempo i passeggeri ticinesi, ma anche i turisti che arrivano in Ticino atterrando alla Malpensa, cosa fanno? E i posti di lavoro?”.

Duro anche il deputato di AreaLiberale Sergio Morisoli, “ecco lo statalismo imperante e il protezionismo peggiore! Siccome i bus navetta Ticino-Malpensa fanno concorrenza alla ferrovia di stato, il che significa che i bus battono i treni: saranno vietati!. Invece di impedire la concorrenza, la ferrovia farebbe meglio a diventare competitiva. Ancora una volta il famoso “servizio pubblico” è alla rovescia. Non a favore della domanda (i consumatori che possano scegliere ciò che gli conviene di più), ma a favore dell’offerta (riempimento delle casse dello stato inefficiente e inefficace). Vergogna”.

Morisoli protagonista anche di un’interrogazione, firmata assieme al collega di partito Paolo Pamini, e ai democentristi Tiziano Galeazzi (primo firmatario) e Lara Filippini in merito alle traduzioni nei campi della Polizia e della Magistratura. Essi non vengono più pubblicati da svariati anni, e visto l’aumentare degli stranieri, chiedono chi si occupa di queste traduzioni (persone che fanno parte di un elenco cantonale oppure scelte per contatti personali? Residenti o no?), quanto costano e a carico di chi sono.

Matteo Pronzini, del MPS, ha invece chiesto lumi sui costi della “discutibile prassi dei continui traslochi a Palazzo delle Orsoline e nella dépendance di Villa Pedotti”.

Giorgio Galusero, liberale, intanto torna sul tema della canapa light e chiede in merito al Consiglio di Stato “di rendere più restrittiva sia la vendita che la coltivazione della canapa in prossimità di tutti i luoghi sensibili e non solo a quelli destinati ai giovani”.

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