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LAC-Finzi Pasca, è tutti contro tutti

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A tener banco è lo scontro tra Daniele Finzi Pasca e il LAC, che ormai ha coinvolto anche la politica. Dopo che il Consiglio Direttivo dell’ente autonomo ha detto di non volersi sedere a un tavolo con la Compagnia, Borradori si è come rassegnato:  “Era un tentativo, forse l’ultimo, di cercare di capire, di mediare, di trovare una soluzione. Il dialogo magari non porta a una soluzione ma di sicuro il rifiuto di esso porta ancora meno ed è peccato. Provo un sentimento di tristezza, temo che siamo arrivati a un punto di non ritorno. Queste diatribe sono state considerate molto male anche dagli sponsor, hanno portato un che di ridicolo che non fa bene, se si andasse avanti a rimetterci sarebbe il LAC, che è di tutti coloro che hanno a cuore la cultura. Ed essa va in contrasto con una porta chiusa, Municipio e Consiglio Comunale avrebbero avuto diritto a un incontro. Mi resta l’amaro in bocca”.

Boris Bignasca ha insistito: “Il LAC non è di Gagnon, non è del consiglio direttivo e nemmeno del direttore di LuganoinScena. Quindi i signori fanno il piacere di andare in Municipio e poi in consiglio comunale, prima di giocare con i soldi dei contribuenti, che ricordiamo hanno pagato 250 milioni per il gioiellino LAC e che sborsano ogni anno altri 5 milioni al suddetto ente. Senza poi calcolare i sussidi milionari agli altri enti connessi. È ora dunque di trovare una soluzione ragionevole con Finzi Pasca, che in mezzo a tutto rappresenta comunque un’eccellenza locale ed internazionale. E basta con i comunicati stampa fatti da funzionari che sono pagati per far funzionare le cose e non per distruggerle”.

E sono arrivate anche le dure parole dell’Ufficio presidenziale del PLR luganese verso Roberto Badaracco: “si distanzia dall’atteggiamento dell’Ente autonomo del LAC: il rifiuto di sedersi attorno a un tavolo per trovare una soluzione a delle divergenze non è mai un segnale positivo nei confronti dei cittadini. Uno dei principi fondamentali della cultura è il confronto, la ricerca di dialogo e il rispetto delle opinioni altrui anche quando tutto sembra inconciliabile. In un momento così delicato ci interroghiamo anche sull’autorevolezza del sindaco di Lugano, che si era preso l’onere di far sedere le parti al tavolo delle discussioni. Di parole se ne sono sentite tante, i fatti stanno a… zero”.

Lorenzo Quadri ha attaccato un po’ tutti: “Non ci voleva il Mago Otelma per prevedere che la proposta di utilizzare la fatiscente torretta della funicolare – costi di risistemazione ed adattamento a carico del contribuente – quale sede di rappresentanza per la compagnia Finzi Pasca fosse, per dirla con un eufemismo, deboluccia (Fantozzi avrebbe usato un’altra espressione), e che quindi sarebbe stata declinata. L’altra proposta, assai più percorribile, sono gli spazi al Central Park. Se non va bene nemmeno questa, è difficile immaginare quale altro “margine di manovra” possa avere il municipio. Si sopraeleva il LAC? Con quello che è costato il complesso del polo culturale, è grottesco che non si trovi uno spazio per Finzi Pasca, ma non ci vuole molta fantasia per immaginare che il tema non è solo logistico, ma legato a chi mena il torrone al polo culturale. Comunque, il Municipio non può continuare a discutere per ore, ad arrampicarsi sugli specchi ed a prodursi in esercizi contorsionistici che nemmeno al Cirque du Soleil nel tentativo di mediare, se gli spazi per una mediazione non ci sono (più). Il LAC è Ente autonomo; l’autonomia va di pari passo con l’assunzione di responsabilità. Personalmente, comunque, non sono abituato a farmi ricattare. E non mi va nemmeno bene che il Municipio si porti a casa colpe non sue”.

Un’altra polemica che prosegue è quella relativa alle parole di Roberta Pantani in merito ai chierichetti. Il PLR chiassese ha voluto prendere posizione: “Un palese esempio di brutta politica. Il “caso Pantani”, che ha infiammato le ultime settimane del dibattito pubblico chiassese (e non solo) ha dato alla popolazione un’immagine desolante a livello istituzionale. Soprattutto perché al centro della questione sono stati messi i bambini. Che, indipendentemente da origini, cultura o estrazione sociale, sono e restano bambini. Il PLR Chiasso non ha quindi intenzione di alimentare nuove inutili polemiche, ma ritiene fondamentale stigmatizzare con forza e decisione l’accaduto, ma anche richiamare tutti gli attori della politica e della società civile in generale ad un atteggiamento più cosciente e responsabile. Per dare alla gente un’immagine istituzionale più dignitosa e ribadire che alla base del nostro vivere civile c’è la buona educazione”.

Lorenzo Jelmini del PPD ha inoltrato un’interrogazione per avere chiaro quando e in che modo vengono impiegati ulteriori docenti, in classi numerose, a sostegno degli incaricati.

Bruno Storni del PS si è invece occupato dell’emergenza zanzara tigre.

L’UDC “ha deciso all’unanimità di sostenere attivamente la raccolta delle firme per il referendum contro la ripresa nella nostra legislazione della direttiva UE sulle armi.
Si tratta del classico esempio della famigerata “ripresa dinamica” del diritto UE – è stato detto in sala – cui il Consiglio federale mira con l’accordo-quadro istituzionale in corso di trattative fra Berna e Bruxelles. Infatti, il diritto inerente a Schengen evolve con nuove restrizioni, e la Svizzera le dovrebbe riprendere automaticamente in quanto firmataria dell’accordo. Finora è possibile far sì che, grazie al referendum, il progetto debba superare l’ostacolo della votazione popolare ma, qualora le funeste intenzioni della Berna federale nel senso di un accordo-quadro istituzionale divenissero realtà, non potremmo più far altro che eseguire senza fiatare quanto imposto da Bruxelles”.

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