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Locarno e Lavertezzo, incredibile vicenda. L’UDC presenta la sua iniziativa a Bellinzona

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Incredibile la vicenda che è emersa fra Locarno e Lavertezzo. Nel 2009 il Cantone ha versato per sbaglio dei soldi che spettavano al comune di Locarno a Lavertezzo, che ha riconosciuto l’errore. Si tratta di 490mila franchi che non sono ancora stati restituiti, poiché, dopo essersi impegnato a farlo, il piccolo comune ha cambiato idea, sostenendo che negli anni il Cantone avesse stornato il quasi mezzo milione dei soldi dovuti: a Bellinzona negano ed ora Locarno, che aveva proposto una restituzione anche in 10 anni, è in lite.

Intanto l’UDC ha presentato la sua iniziativa per disdire la libera circolazione a Bellinzona, alla presenza del presidente nazionale Araoullbert Rösti, il quale ha ammesso che “se questa iniziativa avrà successo il Consiglio Federale dovrà necessariamente rescindere la libera circolazione anche se ciò potrebbe causare la disdetta del pacchetto dei bilaterali I, composto dal altri sei accordi. Un pacchetto che porta comunque enormi benefici all’Unione europea, più che a noi svizzeri”.

Marco Chiesa ha lanciato una frecciatina a sindacati e parti economiche, “vanno a braccetto sostenendo ancora la necessità di mantenere la libera circolazione delle persone. Forse perché sono i veri vincitori di un’immigrazione senza regole”.

Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann è convinto che l’iniziativa non avrà successo, e comunque la ritiene priva di senso. “Sarà da combattere, verrà combattuta e sarà respinta. “La Svizzera ha la possibilità di rimanere un Paese di successo – ciò significa impegnato e in condizioni sociali prosperose e sicure – solo se restiamo aperti”, dicendosi convinto che anche i vertici dell’UDC lo sappiano.

Norman Gobbi ha ammesso che la Polizia aveva segnalato alcune lacune nell’agenzia Argo 1: “La Polizia cantonale ha effettuato i controlli e segnalato la mancanza delle necessarie autorizzazioni e di personale adeguatamente formato quando la Argo1 ottenne il primo mandato, per la sorveglianza del centro asilanti di Lumino”. Insomma, all’inizio il personale non era sufficiente, anche se poi è stato integrato.

Giorgio Fonio, del PPD, dopo essersi indignato per i 600 franchi mensili offerti per uno stage da una ditta di Chiasso in ufficio amministrativo e fiduciario, con laurea in economia e ottime conoscenze di tedesco e inglese, ha interrogato il Governo in merito al settore degli spedizionieri, dove sarebbe entrato in vigore un contratto collettivo ma dove “negli ultimi mesi su 85 nuovi permessi di lavoro rilasciati nel settore delle case di spedizioni, ben 26 contratti avevano salari abbondantemente inferiori ai 3’000 franchi”. Vuole sapere quanti apprendisti di commercio si siano formati nel settore, quanti siano finiti in disoccupazione e il numero di permessi rilasciati nel 2016 e 2017 con contratti al di sotto dei 3’000 franchi.

La Polizia ticinese sarà presente al Forum dell’economia di Davos (dove i Giovani socialisti hanno intenzione di contestare Trump), con sdegno del Partito Comunista.  “È un evento privato con forti ripercussioni internazionali in ambito economico, politico e geopolitico. A difesa dei cosiddetti VIP invitati viene utilizzata la forza pubblica. In occasione dell’edizione 2018 il Canton Ticino metterà a disposizione un contingente della Polizia Cantonale rinforzato da un agente delle polizie comunali”, si legge in un’interrogazione dove si domandano quanti agenti saranno impiegati, con quali compiti, per quanti giorni e quanto costerà alle casse cantonali.

A Lugano Raoul Ghisletta, Antonio Bassi, Simona Buri, Jacques Ducry, Demis Fumasoli, Marco Jermini, Michaela Lupi, Tessa Prati, Nina Pusterla, Nicola Schönenberger, Carlo Zoppi, ovvero consiglieri comunali socialisti, indipendenti e Verdi, si sono chinati sul tema della povertà sociale. “Chiediamo al lodevole Municipio di Lugano di fare il punto sui progetti in preparazione per quanto riguarda una migliore lotta alla povertà e all’esclusione nella nostra Città, ritenuto che la collaborazione fra pubblico e privato vale anche per il settore sociale”. Le domande riguardano i dati dei poveri, la collaborazione con associazioni e il loro operato.

 

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