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Lombardi proposto per l’aeroporto di Agno. Gobbi, “coopereremo con Lombardia e Piemonte”

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Un nome forte per l’aeroporto di Agno: quello di Filippo Lombardi. Lo ha proposto oggi il PPD che “ringrazia l’avv. Emilio Bianchi l’impegno dimostrato in oltre dodici anni di presidenza del Consiglio di amministrazione di Lugano Airport (LASA), “riuscendo a mantenere il controllo della situazione nonostante le grandi turbolenze cui l’aeroporto di Lugano-Agno è stato periodicamente confrontato (e che hanno costretto Bianchi in alcuni frangenti a dover assumere persino la direzione dello scalo). Filippo Lombardi è un imprenditore e politico che negli anni ha dimostrato con i fatti di impegnarsi a favore del Canton Ticino e dello sviluppo delle sue infrastrutture, che gode di un ampio raggio di conoscenze a livello federale e internazionale, anche nel settore dei trasporti e segnatamente del trasporto aereo, e che con la propria dinamicità sarà certamente in grado di apportare un contributo di grande spessore all’interno del Consiglio di amministrazione di Lugano Airport SA. Il PPD Lugano ritiene che per il futuro dell’aeroporto di Lugano-Agno sia ora assolutamente prioritario ripristinare al più presto il collegamento con Ginevra”.

Norman Gobbi è stato nominato presidente della Regio Insubrica. Ha parlato della questione ristorni: “Come Consiglio di Stato, in maniera condivisa e senza fratture interne, abbiamo condiviso di operare con regione Piemonte e Lombardia un piano di azione per affrontare quelle opere e fare fronte comune nei confronti di Berna e Roma. Questo perchè se ci sono problemi per infrastrutture tra i due Stati le conseguenze le vediamo noi direttamente: dal Locarnese con le chiusure regolari dei collegamenti con il Piemonte, e le colonne infinite nel Sottoceneri che sono dovute ai frontalieri e alla mobilità individuale che non viene ottimizzata. L’obiettivo è di migliorare anche questi aspetti di vivibilità”. Zali aveva proposto il blocco, legandolo alla realizzazione di opere transfrontaliere.

Il PPD pensa già alle elezioni del 2019, oltre alle cantonali ci  saranno le federali. Cinzia Marini (Comano), Sara Pedroni Gianoni (Bellinzona), Giovanni Bonetti (Orselina), Attilio Cometta (Biasca), Daniele Intraina (Canobbio), Enea Monticelli (Lumino) e Marco Rizza (Vacallo), guidati da Marco Passalia, costituiranno la Commissione cerca. Già da alcuni mesi i distretti stanno vagliando alcuni nomi, le scelte verranno comunicati all’Ufficio Presidenziale a settembre. L’UP procederà ad una prima, parziale, analisi ed in seguito valuterà i modi e i tempi con i quali coinvolgere la Direttiva cantonale, il Comitato cantonale ed infine il Congresso.

Soddisfazione per Fabio Regazzi. Il Consiglio Nazionale ha infatti approvato una sua proposta che prevede l’esclusione di un’azienda se questa ha un comportamento che contravviene all’etica professionale oppure viola la regole di comportamento che ne mettono in causa l’onore. La proposta di Regazzi si riferisce a un’esperienza concreta in cui è incappata in Italia la società Condotte.

Dopo Marina Carobbio, anche l’Unione sindacale svizzera – Ticino e Moesa (USS-Ti) ha bacchettato Ignazio Cassis sulle sue dichiarazioni dove diceva che la Svizzera potrebbe concertare con l’UE alternative alle misure di accompagnamento riferite al dumping salariale. “Dicendosi pronto a rinegoziare al ribasso le timide misure di accompagnamento esistenti attualmente il sedicente rappresentante degli interessi dei ticinesi in Consiglio Federale ha indicato che si potrebbe mettere in discussione la procedura che obbliga i prestatori di servizi esteri ad annunciare i loro dipendenti alle autorità elvetiche almeno otto giorni prima dell’inizio del lavoro. Questa norma permette una verifica e costituisce una misura di controllo a protezione dei salariati. Rimetterla in questione significa pugnalare i lavoratori e danneggiare quella parte sana dell’economia che rispetta le regole. Nella realtà ticinese, dove dilagano gli abusi, il dumping e dove si calpestano quotidianamente i diritti di chi lavora, l’uscita di Cassis risulta perlomeno irresponsabile. Ci si aspetta altro da chi è stato eletto a Berna per portare la voce del Ticino e non di certo per vanificare gli sforzi di contrasto al dumping salariale”.

Marcello Censi del PLR ha interrogato il Governo in merito agli alloggi a pigione moderata. “Da quanto emerso da un servizio di Patti Chiari e sulla base delle dichiarazioni della Capo Ufficio dell’Ufficio sostegno sociale e inserimento del Cantone la situazione sembra tutt’altro che sotto controllo. Tanti casi, poche risorse per effettuare dei controlli e per accompagnare adeguatamente queste persone in difficoltà. “La percezione è che l’attuale politica dell’alloggio implementata dal Cantone è superata e non risponde più alle esigenze di un importante fascia di popolazione che è costretta a vivere in condizioni economiche modeste e spesso e volentieri necessita di aiuti statali”.

Il democentrista Tiziano Galeazzi non è soddisfatto di come vengono scelti gli eventi a Lugano. “Dopo la mancata concretizzazione della gara di campionato Formula E (auto elettriche) a Lugano, ci si pone la domanda se la “politica” degli eventi di richiamo nazionali e internazionali sia cambiata drasticamente, oppure ridotta a contenute manifestazioni di periferia”, scrive in un’interpellanza. “Se per la Formula E oramai il “tram-treno” è passato, non si capisce come il Municipio non abbia ritenuto di dover e poter portare nuovamente un evento di richiamo internazionale come l’X-Cat, che risulta inoltre aver ricevuto il “Certificato di riduzione e compensazione CO2″ (CO2 Neutral Event), dimostrando concretamente come sia possibile unire la passione per i motori ad una profonda sensibilità per l’ambiente”. E chiede dunque se il Municipio “ha cambiato strategia sugli eventi di grande portata nazionale e internazionale? Se sì, indicare il perché e pure cosa voglia fare in futuro per promuovere la Città anche fuori dai confini cantonali e nazionali”.

 

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