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Durante la seduta del 29 maggio 2019, il Consiglio federale ha ribadito il suo impegno contro l’impunità in caso di crimini più gravi commessi a livello internazionale. In questa occasione, ha adottato il messaggio concernente l’approvazione degli emendamenti del 14 dicembre 2017 allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Scopo del disegno è estendere la giurisdizione della Corte penale, in modo da consentirle di perseguire quale crimine di guerra anche l’uso delle seguenti armi: armi biologiche, armi laser accecanti e armi che feriscono mediante schegge che non siano localizzabili con i raggi X.

Nel dicembre del 2017 gli Stati Parte allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale hanno deciso di estendere l’articolo 8 dello Statuto relativo ai crimini di guerra ai tre elementi summenzionati. In qualità di Stato Parte allo Statuto di Roma, la Svizzera ha partecipato a tale decisione.

Il legislatore svizzero ha dichiarato punibile l’uso di questi tre tipi di armi già nel 2011. Il loro uso è vietato anche dal diritto internazionale umanitario, non da ultimo grazie all’impegno della Svizzera. Gli emendamenti allo Statuto di Roma riaffermano questi divieti, dichiarando gli atti in questione punibili come crimini di guerra anche davanti alla Corte penale. Questa opportuna estensione della competenza della Corte penale rafforza la giustizia penale internazionale.

Con la ratifica degli emendamenti, la Svizzera fornirebbe quindi un contributo alla prevenzione dei crimini di guerra e al miglioramento della protezione sia dei civili sia dei combattenti. Lancerebbe inoltre un segnale importante affinché l’uso di queste armi sia bandito e perseguito come crimine di guerra anche al di fuori dei suoi confini. Per poter essere ratificati dal Consiglio federale, gli emendamenti devono essere approvati dall’Assemblea federale.

La lotta contro l’impunità in caso di crimini più gravi è una premessa fondamentale per una pace duratura e la stabilità. Conformemente agli obiettivi della politica estera iscritti nella Costituzione federale, la Svizzera fornisce così un prezioso contributo per assicurare la convivenza pacifica dei popoli, far rispettare i diritti umani, aiutare le popolazioni nel bisogno e lottare contro la povertà nel mondo.

La Corte penale internazionale è un’istituzione permanente con sede all’Aia, competente nel giudizio dei reati più gravi che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme: crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio e aggressione. L’atto giuridico internazionale che la istituisce è lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale del 17 luglio 1998, ratificato dalla Svizzera il 12 ottobre 2001. Nel frattempo lo Statuto di Roma conta 122 Stati Parte.