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In seguito al rapporto del 2017 del gruppo di esperti incaricato di esaminare il freno all’indebitamento, il Consiglio federale ha discusso a varie riprese la possibilità di adeguare il freno all’indebitamento. In base al rapporto sull’evoluzione delle parti di crediti a preventivo eccedenti, nella sua seduta del 22 maggio 2019 l’Esecutivo ha deciso di accordare alle unità amministrative maggiore flessibilità nell’esecuzione del preventivo, rinunciando però a un complemento del freno all’indebitamento.

In base al rapporto sull’evoluzione delle parti di crediti a preventivo eccedenti nel periodo 2007–2018, nella sua seduta del 22 maggio 2019 il Consiglio federale ha discusso la futura impostazione del freno all’indebitamento. Le discussioni sono sorte in seguito al rapporto del gruppo di esperti incaricato di esaminare il freno all’indebitamento di cui l’Esecutivo ha preso conoscenza il 30 agosto 2017 e sulla base del quale ha conferito al Dipartimento federale delle finanze (DFF) diversi mandati di approfondimento. Nella sua perizia il gruppo di esperti aveva raccomandato di rinunciare a un complemento del freno all’indebitamento finché non sarà chiaro se le differenze tra i valori preventivati e quelli effettivi resteranno allo stesso livello anche nei prossimi anni. Un complemento del freno all’indebitamento permetterebbe di impiegare queste eccedenze nei preventivi successivi per aumentare le uscite o compensare minori entrate.

Parti di crediti a preventivo eccedenti in calo

In un nuovo rapporto il DFF ha dunque esaminato questi residui di credito. A due anni dall’introduzione del Nuovo modello di gestione dell’Amministrazione federale (NMG), all’inizio del 2017 le parti di crediti non utilizzate erano pari allo 0,7 per cento delle uscite preventivate, ossia molto inferiori rispetto alla media degli anni 2007–2018, pari all’1,8 per cento. Il DFF spiega il calo ai due fattori seguenti:

  • innanzitutto, dal 2017 gli aggi vengono ripartiti secondo il principio della conformità temporale su tutta la durata di validità dei prestiti della Confederazione, in modo da evitare consistenti avanzi rispetto al preventivo;
  • hanno inoltre contribuito alla diminuzione dei residui di credito anche le partecipazioni di terzi alle entrate: le maggiori entrate rispetto al preventivo dall’imposta preventiva e dall’imposta federale diretta hanno comportato uscite supplementari per le relative quote dei Cantoni e una corrispondente diminuzione delle parti di crediti a preventivo eccedenti.

Se si escludono questi due effetti, negli ultimi tre anni le parti di crediti a preventivo eccedenti sono ammontate a circa 800 milioni (ovvero all’1,2 % delle uscite preventivate) e sono quindi rimaste stabili. Poiché il periodo considerato è di soli due anni, è difficile prevedere se i preventivi globali introdotti con il NMG permetteranno di ridurre i residui di credito.  

Limite di rilevanza per una maggiore flessibilità

Gli scostamenti rispetto al preventivo delle uscite proprie, espressi in percento dei relativi valori di preventivo, sono nettamente superiori alla variazione percentuale delle uscite di riversamento. La differenza riguardo alla precisione delle stime è da attribuire in gran parte al fatto che nel settore proprio l’attuazione del preventivo è legata a maggiori incertezze (ad es. ritardi nei progetti) rispetto al settore dei trasferimenti. Per questo motivo, nel settore proprio si tende a preventivare i mezzi con un margine di sicurezza più elevato. Al fine di ridurre questo margine, il Consiglio federale propone di accordare alle unità amministrative maggiore flessibilità nell’esecuzione del preventivo con l’introduzione di un limite di rilevanza per il superamento dei preventivi globali e i sorpassi di singoli crediti. Questo limite deve essere dell’1 per cento e di 10 milioni di franchi al massimo.

L’11 aprile 2018 il Consiglio federale aveva già deciso una semplificazione della procedura per la domanda di crediti aggiuntivi. In futuro si dovrà rinunciare a crediti aggiuntivi per i crediti a preventivo fortemente vincolati sui quali non è possibile influire nel quadro dell’esecuzione del preventivo. Entrambi gli adeguamenti implicano una modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC) e saranno integrate nel progetto di attuazione della mozione Hegglin (16.4018). 

Il Consiglio federale è contrario a un adeguamento del freno all’indebitamento. La Confederazione è in grado di compensare a sufficienza le proprie uscite correnti, gli investimenti e la crescita dei settori di compiti prioritari attraverso gli strumenti di finanziamento esistenti. Di conseguenza, i residui di credito continueranno a essere impiegati automaticamente per ridurre il debito.