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Maudet sui temi politici si sente “ticinese al 100%”; Beretta Piccoli e Robbiani in contrasto sui camion

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Sabato abbastanza tranquillo dal punto di vista politico.

Nella corsa a Berna, Pierre Maudet ha ribadito, ancora una volta, e di sicuro farà arrabbiare Caprara, che la sola candidatura ticinese lo ha spinto a farsi avanti. “Se l’aspirazione del Ticino a tornare in Consiglio Federale è davvero così importante, ci sarà un ticket composto unicamente da candidati della Svizzera Italiana. Non ho ben capito la strategia ticinese”. E ha dichiarato, a sorpresa, di ritenersi politicamente ticinese: “mi sento ticinese al 100% sulle questioni politiche: dumping salariale, frontalieri, sicurezza, migrazione, i contatti che ho con i Consiglieri di Stato Gobbi e Vitta che vedo quasi tutti i mesi, i programmi che abbiamo sviluppato assieme per i contratti normali di lavoro, il fatto che ancora a fine agosto fossi a Chiasso a discutere del dispositivo di Polizia”. E ritiene degradante eleggere qualcuno solo perché ticinese, come una donna solo perché donna.

Ieri la lettera di AITI e Camera di Commercio a PPD e PLR aveva fatto infuriare Marchesi, oggi gli ha replicato il capogruppo liberale Alex Farinelli: “Sono molto sorpreso della reazione di Marchesi, la trova estremamente illiberale. Secondo me Prima i nostri è strumentale il fatto di farsi sentire, di farsi vedere in qualche modo paladini della volontà popolare. Si sta lavorando su questa iniziativa, non è che ogni volta che se ne parla bisogna uscire con un’opinione, aspettiamo la fine delle discussioni. Non è un nervo scoperto, penso sia una questione politico-partitica”. E ha fatto intendere che voterà no.

Maurizio Agustoni del PPD ritiene invece che sarebbe stato meglio scrivere a tutti i partiti, perché alcuni elementi sarebbero stati utili al dibattito, ma che sono stati scelti i due più istituzionali e attenti alla legalità delle proposte.

Sara Beretta Piccoli ha interrogato il Municipio luganese in merito a una proposta della Confartigianato di Sondrio che chiede “una deroga al tonnellaggio per fare transitare i mezzi pesanti, anche dalla strada che da Gandria porta allo svincolo autostradale di Lugano Nord”, e chiede se l’ipotesi è fondata e come si pensa di procedere.

Per contro, Massimiliano Robbiani chiede al Consiglio di Stato di far transitare quelle tonnellate di camion dalla dogana di Gandria e non dal Mendrisiotto.

 

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