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La Commissione ha svolto la deliberazione di dettaglio sulla revisione della legge sui Politecnici Federali (19.065) e ha deciso di sottoporre il disegno al Consiglio nazionale. Dopo un dibattito approfondito è entrata in materia sul messaggio sulla cultura 2021–2024 (20.030) e ha respinto due proposte di rinvio. La Commissione si è inoltre occupata dalla situazione attuale e delle misure COVID nel settore della cultura e dello sport. Si è anche informata circa le esperienze raccolte dalle scuole nell’ambito dell’apprendimento e dell’insegnamento digitali durante l’emergenza coronavirus. 

LEGGE SUI PF

La Commissione ha svolto la deliberazione di dettaglio relativa alla revisione della legge federale sui politecnici federali (Legge sui PF. Modifica, 19.065) dopo che, il 27 aprile 2020, era entrata in materia sul disegno (cfr. comunicato stampa). La revisione proposta dal Consiglio federale attua i principi del governo d’impresa e le raccomandazioni del Controllo federale delle finanze. Crea inoltre le basi legali necessarie per diversi ambiti d’attività del settore dei PF, tra cui la vendita di energia autoprodotta o acquistata in eccesso, la costituzione di servizi di sicurezza, la videosorveglianza e l’età di pensionamento per i professori.

La Commissione sostiene in linea di massima il disegno del Consiglio federale. Ha però deciso le seguenti proposte di modifica:

la revisione prevede un rafforzamento della posizione del Consiglio dei PF, cui viene in tal senso attribuito il compito di esercitare la sorveglianza sul settore dei PF. La Commissione propone all’unanimità (25 voti) che, nell’esercizio di questo compito, il Consiglio dei PF debba di volta in volta consultare entrambi i PF e gli istituti di ricerca prima di formulare loro raccomandazioni, attribuire loro mandati in casi motivati e, se necessario, adottare misure qualora constatasse una violazione del diritto.

Con 20 voti contro 4 e 1 astensione la Commissione propone di stralciare la modifica che esclude a entrambi i PF e agli istituti di ricerca il diritto di ricorso contro le decisioni del Consiglio dei PF.

La Commissione propone con 21 voti contro 0 e 3 astensioni che i contratti di lavoro a tempo determinato conclusi con professori-assistenti, assistenti e assistenti in capo nonché con altri impiegati con funzioni analoghe possano essere prolungati su richiesta in caso di assenza dovuta a malattia, infortunio, maternità, adozione o altri motivi importanti. 

Con 13 voti contro 12 la Commissione propone che le registrazioni video non possano essere riutilizzate, neppure in forma anonima, per scopi di formazione o di prevenzione degli incidenti.

Sono state presentate le seguenti proposte di minoranza:

Una minoranza chiede che i sette membri della commissione di ricorso dei PF non siano eletti dal Consiglio dei PF bensì dal Consiglio federale (reiezione della proposta con 13 voti contro 8 e 4 astensioni). In tal modo dovrebbe essere rafforzata l’autonomia di tale organo.

Il disegno prevede che il Consiglio dei PF possa definire nell’ordinanza sul personale disposizioni ed evoluzioni salariali derogatorie per collaboratori impiegati a tempo determinato. Per questa categoria la retribuzione va definita in considerazione dei requisiti specifici inerenti all’assunzione. Una minoranza respinge tale modifica nel testo normativo. Un’altra minoranza propone una formulazione che garantisca ai collaboratori interessati una retribuzione commisurata alle loro capacità, formazioni di base ed esperienze professionali. (reiezione di entrambi le proposte con 16 voti contro 9).

La modifica della legge sui PF prevede che ambedue i PF e gli istituti di ricerca incarichino terzi o possano istituire servizi di sicurezza propri, sempre che ciò sia necessario per la sicurezza del loro personale, degli studenti e dei visitatori nonché al fine di garantire la sicurezza e l’ordine nelle rispettive sedi (reiezione della proposta con 15 voti contro 10). Una minoranza della Commissione propone che questi piani di sicurezza siano coordinati con la polizia cantonale.

Un’altra minoranza chiede che gli spazi utilizzati per incontri e riunioni da studenti, associazioni e sindacati come pure gli ingressi a tali spazi non siano dotati di videosorveglianza. Lo stesso vale per l’interno di uffici, sale riunioni, aule e sale per seminari. La proposta è stata respinta con 16 voti contro 9.

MESSAGGIO SULLA CULTURA

Dopo un dibattito approfondito la Commissione è entrata in materia sul messaggio sulla cultura 2021–2024 dopo che, il 13 maggio 2020, aveva preso atto dei pareri di diversi rappresentanti del panorama culturale svizzero, con i quali si era intrattenuta. Nel messaggio sulla cultura il Consiglio federale delinea l’orientamento strategico della politica culturale per il periodo 2021–2024 e propone ai fini della sua attuazione mezzi finanziari per un importo complessivo pari a 934,5 milioni di franchi.

Durante il dibattito di entrata in materia la Commissione ha sentito il consigliere federale e capo del Dipartimento federale dell’interno Alain Berset e ha raccolto informazioni in merito alle previste modifiche di legge nel settore culturale. Si è in particolare concentrata sulla modifica proposta dal Collegio governativo della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche (legge sul cinema). Il disegno prevede che le imprese che offrono film in Svizzera nel quadro dei loro programmi devono garantire che almeno il 30 per cento dei film sia costituito da film europei e devono destinare ogni anno almeno il 4 per cento dei loro proventi lordi alla creazione cinematografica svizzera indipendente oppure versare una corrispondente tassa di promozione. Questo vale anche per i programmi attraverso servizi elettronici su richiesta o in abbonamento. A quest’obbligo dovranno sottostare tutti gli attori del mercato e dunque anche le imprese che, pur avendo sede all’estero, si rivolgono al pubblico svizzero.

Con 13 voti contro 7 e 2 astensioni è stata respinta una proposta di non entrata in materia sulla legge sul cinema. La Commissione ha incaricato l’Amministrazione di chiarire i punti del disegno rimasti in sospeso in modo da consentirle di iniziare la deliberazione di dettaglio nella sua prossima seduta. Con 14 voti contro 7 e 1 astensione è stata respinta la proposta di rinviare il messaggio sulla cultura al Consiglio federale con l’incarico di compensare nei limiti di spesa i crediti concessi nel quadro dell’ordinanza COVID cultura. Con 12 voti contro 9 è stata pure respinta una proposta di rinviare la legge sul cinema al Consiglio federale. Tale rinvio era volto a incaricare il Collegio governativo di riformulare il tenore del disegno così da prevedere che tutte le imprese private che diffondono film in Svizzera siano soggette a un onere finanziario equivalente in termini percentuali. Con 11 voti contro 10 e 1 astensione la Commissione ha accolto una mozione di Commissione che chiede fondi supplementari a favore del patrimonio architettonico e per sostenere a breve termine l’economia regionale (20.3464). Una minoranza respinge questa mozione di Commissione.

DISCUSSIONE CON L’UFSPO SULLE MISURE COVID PIÙ RECENTI

La CSEC-N si è occupata unitamente all’UFSPO dei crediti a favore dello sport e degli adeguamenti a livello di ordinanza adottati il 13 e il 20 maggio dal Consiglio federale. Nel settore dello sport sono previsti crediti per gli anni 2020 e 2021 per un importo complessivo pari a 350 milioni di franchi in favore della Federazione svizzera di calcio e della Swiss Ice Hockey Federation, nonché 150 milioni di franchi destinati allo sport di massa e agli altri sport di competizione.

La Commissione sostiene in linea di principio gli adeguamenti giuridici. In particolare accoglie favorevolmente il proposito di sostenere le numerose associazioni e organizzazioni sportive attive nei settori dello sport di massa e delle attività giovanili e sportive. Con spirito critico è stato tra l’altro discusso il sistema della responsabilità solidale relativo alle leghe professionistiche menzionate.

DISCUSSIONE CON L’UFC SULLE ULTIME MISURE COVID NEL SETTORE DELLA CULTURA

Nel settore della cultura è previsto che l’attuale credito di 100 milioni di franchi destinato agli aiuti immediati per le imprese attive in ambito culturale sia in parte trasferito nella misura di 35 milioni di franchi sul credito destinato all’indennizzo delle imprese culturali e degli operatori culturali; l’attuale credito di 25 milioni di franchi per gli aiuti immediati destinati agli operatori culturali andrebbe parimenti trasferito nella misura di 15 milioni di franchi sul credito destinato all’indennizzo delle imprese attive in ambito culturale e degli operatori culturali. La Commissione ha condotto un dibattito approfondito sulle modalità del sostegno. Con 14 voti contro 7 ha deciso di proporre alla Commissione delle finanze di aumentare di 10 milioni di franchi il credito a sostegno delle associazioni culturali amatoriali, ma di compensare quest’ultimo integralmente mediante il credito destinato agli aiuti immediati alle imprese culturali. In una lettera essa chiede inoltre al Consiglio federale di assicurare alle imprese culturali l’accesso al lavoro ridotto indipendentemente dai loro sussidi (decisione con 10 voti contro 9 e 2 astensioni).

DISCUSSIONE CON EDUCA.CH SULLE ESPERIENZE DELLE SCUOLE CON LE MISURE DI CONFINAMENTO

La Commissione ha discusso con il direttore di educa.ch, Toni Ritz, in merito alle esperienze raccolte dalle scuole nell’ambito dell’apprendimento e dell’insegnamento digitali durante l’emergenza coronavirus. La Commissione si è detta particolarmente preoccupata per la diversità degli approcci scelti dai Cantoni, per l’inasprimento delle disparità di opportunità e per l’integrazione dei bambini con esigenze particolari. In tale contesto essa ha deciso, con 17 voti contro 6 e 1 astensione, di invitare per scritto la CDPE a elaborare un piano d’azione e a riferire sulla situazione inerente allo spazio formativo digitale svizzero.

Presieduta dal consigliere nazionale Mathias Reynard (PS, VS), la Commissione si è riunita a Berna il 25 maggio 2020. A parte della seduta erano presenti il consigliere federale Alain Berset, capo del DFI.