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No Billag, è battaglia in diretta tv. AITI dice di votare no, ma…

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John Noseda, informato dal Consiglio di Stato della volontà di costituirsi parte civile per il reato di infedeltà giuridica dopo le segnalazioni del perito, estende le indagini anche al reato summenzionato. Si tratta di circostanze in cui, in presenza di un appalto o di un mandato, un funzionario antepone i suoi interessi a quello dello Stato che invece dovrebbe salvaguardare.

A Collina d’Oro è polemica in merito all’agente che, assieme a un collega della comunale di Lugano, quando lavorava ancora in quel corpo, ha fatto guidare un’auto di servizio alla ragazza minorenne (16 anni, nessun reato penale) del collega. Il primo agente è stato sospeso dalla Comunale luganese, l’altro era stato assunto a settembre con un ruolo di responsabilità presso la Comunale di Collina d’Oro: i Municipali sapevano dell’inchiesta in corso? Di primo acchito, pareva che sindaco e vicesindaco (responsabile anche della Polizia) ne fossero a conoscenza, la sindaca Romelli ha smentito, spiegando che è stato l’uomo a dirlo loro dopo l’assunzione e che dal Ministero Pubblico non è ancora arrivato nessun incarto. Il poliziotto al momento è stato spostato a un altro incarico, non in servizio.

La Gioventù Socialista ha lanciato una petizione online chiedendo di dichiarare Donald Trump persona non gradita in Svizzera (è atteso per il Forum economico di Davos): “rappresenta sessismo, xenofobia, preclusione, negazione dei cambiamenti climatici e politiche economiche arretrate, è una minaccia per il progresso, per la sicurezza e per l’ambiente”.

Lorenzo Quadri ha attaccato, in difesa di Trump: “I tapini alla spasmodica ricerca di visibilità – vedi quelle che, pur di finire sui giornali, si mettono in topless – tornano a fare il proprio verso. Lo fanno con le modalità consuete: denigrazione di chi non la pensa come loro e populismo sinistrato da tre e una cicca. I compagnuzzi sono contro “razzismo e sessismo”. A parte ovviamente il razzismo ed il sessismo importati dai finti rifugiati islamici che secondo loro “devono entrare tutti”. E naturalmente a parte il razzismo ed il sessismo di cui i soldatini della sinistruccia (fascistelli rossi) fanno ampio sfoggio nelle loro campagne d’odio contro i vituperati nemici “populisti”. I compagnuzzi non vogliono che la Svizzera si prostri davanti a Trump: loro vogliono che si prostri davanti ai loro amichetti dell’UE. Naturalmente, poi, il presidente degli USA (che risultano essere una democrazia) sarebbe persona non grata in Svizzera, mentre tutti i dittatorelli rossi – che i diritti umani nemmeno sanno dove stiano di casa – sono i benvenuti; come no! Per non parlare degli stranieri che delinquono e/o che approfittano del nostro stato sociale: costoro, secondo i compagnuzzi, “devono restare tutti””.

Acceso dibattito su No Billag a Teleticino. In giornata, AITI ha indicato di votare no, perché l’iniziativa è troppo estrema e causerebbe molti danni soprattutto in Ticino, poi aggiunge: “tuttavia appare chiaro che di fronte al mutamento della fruizione dell’offerta radiotelevisiva da parte del pubblico occorre ripensare profondamente il servizio pubblico, oggi politicamente sbilanciato a sinistra e poco sensibile, per non dire ostile nei confronti dell’economia, nonché l’ammontare del canone radio-tv pagato dai cittadini e dalle imprese. Negli anni precedenti è stato commesso l’errore vistoso di far crescere a dismisura il monopolio radiotelevisivo della SSR che oggi, di fronte alle mutate abitudini del pubblico, non si giustifica più”.

In studio, appunto, ospiti per il sì Quadri e Bühler. È un’iniziativa che si prefigge di ridare la libertà al cittadino in ambito mediatico. Oggi vi è una fetta di popolazione che i programmi RSI e degli altri emittenti li guarda poco o non del tutto. L’altra questione è quella del monopolio, pensiamo in questo senso al “dumping pubblicitario” che crea la SSR. Tramite Admeira creano una concorrenza sleale a livello di pubblicità”, ha attaccato quest’ultimo, mentre il direttore Canetta ha ribadito la fine della SSR in caso di sì. “Perchè è insidiosa questa iniziativa? Perchè parte con un titolo che dice: smettete di pagare una tassa. Io capisco e so che ci sono famiglie che di fronte a una fattura del genere dicono “è tanto”. Ogni tassa crea questo problema, ma questo paese è in grado di essere ragionevole”, ha detto Canetta, mentre Quadri ha sottolineato di volere una tv imparziale, e che per altri posti di lavoro persi nessuno si è mai preoccupato.

 

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