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No Billag, il giorno dopo

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Sono passate 24 ore dal voto su No Billag: contraddicendo l’ultimo sondaggio, ha vinto nettamente il no, con circa il 65% dei votanti.

Tutti i partiti, a parte la Lega, hanno esultato. Il PPD si è detto comunque un po’ preoccupato per quanto concerne il terzo di popolazione che ha votato sì, facendo notare come non si può far finta di nulla. Concetto sottolineato più o meno da tutti: i segnali emersi durante la lunga campagna, e delle modifiche della SSR, non vanno dimenticati. Il PS ha chiesto di tener conto anche del periodo di difficoltà vissuto da ATS, che fa parte del servizio pubblico che tutti i movimenti hanno citato, constatando come è stato salvaguardato dal voto. Anche la coesione nazionale è stata difesa, hanno affermato i partiti.

La Lega per contro ha fatto notare come a suo avviso le forze in campo siano state nettamente diverse: solo il Mattino e il Paese come media hanno sostenuto il sì, e quello di via Monte Boglia l’unico movimento ad averlo raccomandato. Ha insistito ancora sulla propaganda della RSI, di grandi proporzioni e ritenuta ricattatoria.

Non è comunque finita, perché gli iniziativisti sono proni a lanciare una nuova iniziativa per la diminuzione del canone: non si conoscono ancora le cifre, ma si potrebbe arrivare s 200 franchi. Alain Bühler si è detto comunque soddisfatto di quanto ottenuto, e ha specificato che nessuno si attendeva di vincere, anche se i sondaggi avevano fatto pensare a un risultato più equilibrato.

Oggi la polemica è di Massimiliano Robbiani della Lega. Ha attaccato il post di un funzionario cantonale, nonché segretario della Commissione parlamentare della legislazione, il quale ha scritto: “Una volta tanto sono contento di far parte della massa che oggi non ha votato dando ascolto ai rumori intestinali ma alla voce della ragione. Adesso mi godrò i vaneggiamenti dei perdenti che cercheranno di convincerci che non hanno perso. Ma hanno perso alla grande: lo hanno – con licenza parlando – preso in quel posto, e mi auguro che sia stato molto doloroso. Oggi il popolo ha scaricato i populisti. C’è voluto un po’ a capire che la loro superficialità avrebbe alla lunga portato solo sciagure, che invece di ragionare con quel che c’è in testa lo fanno con quel che c’è dentro gli intestini, con le conseguenze facilmente immaginabili”.

Robbiani scrive in un’interrogazione: “Il risultato della votazione di domenica ha certamente ‘esaltato’ non pochi fautori del No. Sentimento più che legittimo di chi, il risultato delle urne, confermi una propria posizione. Però, se a schernire un risultato elettorale è un segretario del GC, con modi non del tutto democratici ed educati, la questione è indubbiamente imbarazzante. Non contestando in ogni caso la libertà di parola chiedo al Consiglio di Stato come giudica tali commenti da parte di un proprio dipendente, per di più segretario del GC e se intende prendere dei provvedimenti”.

 

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