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Anche il Consiglio Nazionale ha deciso che Prima i nostri è conforme alla legge federale, seguendo i pareri di Consiglio Federale e Consiglio degli Stati. “Prima i nostri è conforme al diritto federale, l’iniziativa costituzionale che ha cambiato gli articoli della Costituzione ticinese ha ottenuto il voto unanime delle camere federali. Questo evidentemente è un elemento di grande soddisfazione, ma per me la cosa importante sarà l’applicazione della preferenza indigena in Canton Ticino, così come disposto sia dalla Costituzione Ticinese che da quella Svizzera. Adesso ci si sposta sul piano cantonale”, ha esultato Marco Chiesa, dell’UDC, mentre per Fabio Regazzi i margini sono ristretti. La parola, appunto, al Gran Consiglio.

Giorgio Fonio ha voluto rispondere ancora al PLR che accusava la sua iniziativa per il blocco dei permessi a chi presenta contratti irregolari:  “in questi giorni ho letto scenari apocalittici di un’eccessiva burocratizzazione, con costi sproporzionati per la sua messa in atto. Chiunque voglia veramente ragionare sulla proposta senza fermarsi alle apparenze può facilmente realizzare che nel 2017 vi sarebbero molteplici possibilità per verificare i salari pattuiti tra dipendente e lavoratore”, scrive, attaccando poi: “mi sembra inoltre curiosa la tesi del PLRT secondo cui sarebbe illegale tentare di impedire che nel nostro Cantone venga violata la legge. Mi sembra altrettanto curiosa la pretesa del PLRT di fare la morale a me e a chi sostiene l’iniziativa. Perché un conto è dichiarare a parole di volersi impegnare per tutelare il mondo del lavoro e un altro conto sono i fatti, e su questi ultimi il PLRT è deboluccio. Un esempio concreto dell’amore del PLR per i lavoratori? Il voto contrario alla proposta del PPD (poi accolta dal Gran Consiglio) che chiedeva di favorire i disoccupati residenti evitando di attingere alle agenzie interinali nell’ambito delle commesse pubbliche!”.

Ignazio Cassis ha difeso il miliardo dato per il fondo di coesione, spiegando che è interesse della Svizzera che tutte le regioni europee si sviluppino. Rispondendo a Quadri, ha detto che non è una decisione referendabile dunque non ci saranno votazioni.

“La Darwin Airline SA ha inoltrato domanda per riottenere l’autorizzazione di esercizio. Se i requisiti riguardo la capacità finanziaria sono soddisfatti, l’autorizzazione d’esercizio può essere nuovamente rilasciata”, ha fatto sapere il Consiglio Federale allo stesso Quadri in merito alla compagnia area. L’UFAC non era informata della volontà di chiedere la moratoria concordataria dunque non  ha potuto fare nulla, e che dopo un rafforzamento dell’attenzione sulla situazione economica della compagnia, “in base ai rendiconti finanziari presentati all’UFAC da allora si è constatato che la situazione di reddito e lo stato della liquidità erano in linea con il piano finanziario presentato per il quarto trimestre 2017”.

Intanto, il Governo ticinese proponeva di utilizzare lo scalo come base per il rientro dei rifugiati.