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Occhi puntati sulla corsa a Berna. Botta e risposta Marchesi-Fonio, la GISO dice no all’iniziativa sulla civica

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La corsa per la successione di Didier Burkhalter sta entrando nel vivo, e probabilmente sarà il tema caldo di questa fine estate. Il Blick, popolare giornale svizzero tedesco, ha affermato che se Ignazio Cassis non venisse eletto, per il Ticino le porte si chiuderebbero per una ventina d’anni.

Non sono così drastici due ticinesi, i pipidini Marco Romano e Filippo Lombardi. Il primo ribadisce che non si sta componendo una squadra di calcio bensì il Governo (per ribattere alle teorie secondo cui, in caso di elezione di un romando, difficilmente gli svizzeri tedeschi rimarrebbero in minoranza quando si dovrà scegliere il successore di Doris Leuthard), mentre Lombardi ha ripetuto di sostenere Cassis. “Se viene eletto potrò nuovamente consacrarmi alla pesca nel lago di Lugano”, ha scherzato, riferendosi certamente al cosiddetto piano “Filippo” che porterebbe Isabelle Moret e lui stesso nella stanza dei bottoni.

Bixio Caprara ieri ha sostenuto di non credere alle dichiarazioni di Jacqueline De Quattro, cioè che assieme ai colleghi Moret e Maudet si sarebbe ritirata se fosse stata presentata anche Laura Sadis. Franco Cavalli, sostenitore dell’ex ministra, ha scritto su Facebook che il presidente liberale non vuole ammettere l’errore, e che il Ticino ha fatto la figura del cantone baliaggio non portando due nomi e costringendo di fatto i romandi a presentare candidature, poiché è impensabile che all’Assemblea Federale non venga proposto un ticket. “Ma Fulvio Pelli, capo dei capi delle cliniche svizzere, ha deciso che doveva esserci solo Cassis”, ha poi sparato.

Anche Tuto Rossi ha detto la sua, affermando che non è stata candidata Sadis perché avrebbe vinto facilmente contro Cassis davanti all’Assemblea stessa.

Botta e risposta al vetriolo invece, sempre via social, tra il presidente dell’UDC Piero Marchesi e il pipidino Giorgio Fonio. Marchesi, riprendendo una polemica di Fonio contro l’UDC, “colpevole” a suo dire di non aver fatto nulla a favore dei lavoratori svizzeri della Navigazione Lago Maggiore quando erano in sciopero, ha scritto: ” Voi sindacati incassate le quote di affiliazione dai lavoratori, siete certamente competenti in materia, lavorate dunque per il bene dei vostri affiliati (clienti) ed evitate di strumentalizzare la questione. Quando fate i sindacalisti togliete il cappello da parlamentare e politico. Ai lavoratori sicuramente interessa mantenere il lavoro e le condizioni retributive, non avere il sindacalista che usa la situazione per far propaganda politica”.

Giorgio Fonio stamattina ha ribattuto, ricordando quanto fatto da lui stesso nei due anni in cui siede in Gran Consiglio (azioni a favore del mercato del lavoro), dicendo che continuerà a difendere i lavoratori, con il cappello da sindacalista. “Sempre meglio di chi si fa finanziare da ‘mister sono contro il salario minimo’ per poi dire ‘non è dei nostri'” (riferimento a Siccardi).

La GISO ha diramato un comunicato in cui si dice contraria all’iniziativa sulla civica. Essa non va, secondo i giovani socialisti, disgiunta dalla storia, in quanto gli allievi devono poter capire che le istituzioni politiche sono frutto di processi storici. Inoltre, si rischierebbe di avere un insegnamento troppo nozionistico, costoso e che sovraccaricherebbe ulteriormente i ragazzi.

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