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Il sistema giudiziario Italiano è già risaputo che viaggia a rilento per via dell’organizzazione, la gran mole di popolazione ormai sobbarcata da extracomunitari non aiuta e lascia spazio solo ad uno scenario teatrale, la parte precaria di chi ne fa gli aspetti giuridici non si configura col sistema, sopratutto quando a farne le spese sono dei piccoli bambini strappati ai genitori senza una reale motivazione o prova tecnicamente valida, se poi gestita da competenze che sembrano tutto vantare meno che serietà professionale.

A darne la prima notizia sono VareseNews e Luino Notizie, giornali ormai sulle tracce di un caso che sta facendo parlare molto nel Luinese. Una storia controversa ma non dalla parte genitoriale, bensì su scala giudiziaria dove prove alla mano confermano un divario da circo in materia di “gestione per l’aiuto e intervento famigliare”.

Segue il caso come riportano i media locali un avvocato che imperterrito e senza rimostranze ne paure a nessuna pressione, lotta giornalmente, per poter far riavere i propri figli ad un padre disperato che piange le sue notti nella paura di una situazione dove a farne le spese sono solo i propri amati bambini. I piccoli sono affidati ad una comunità dove la gestione è al quanto un sistema carcerario, privo di regole, pieno di pericoli e senza una base sanitaria adeguata sia fisica che psicologica. Se guardata da un lato già in se la struttura riporta nel gruppo un nome dove si sono visti scenari di abusi sessuali, certo, non è il caso della struttura in questione ma il lato morale si cela ad un pensiero facilmente interpretabile. Inutile dire che ormai al tempo del “Coronavirus” rilasciano noti personaggi del mondo criminale dalle carceri, ma i piccoli invece rimangono imprigionati senza nessuna via di uscita.

Nell’alto Varesotto al confine con la Svizzera si lamenta il disservizio e gli abusi di questi operatori sociali che vivono ricattando e mettendo in condizioni di totale paura e terrore psicologico gli assistiti. Da tralasciare ogni possibilità di sostegno, ogni richiesta si trasforma in un boomerang, diverse famiglie ormai si sono riunite raccogliendo prove che messe agli occhi del peggior criminale lo farebbero rabbrividire. Noi abbiamo avuto modo di incontrarle e siamo rimasti totalmente esterrefatti da ciò che difficilmente potrebbe passare come “interpretabile”.

Conseguenze quindi molto gravi per la vita dei bambini che ancora oggi dopo mesi e dopo esser stati affidati ai Servizi Sociali del Comune non hanno potuto far rientro nella propria abitazione rimanendo “imprigionati” in un sistema devastante, lontano da un padre che ne fa le veci, quale se ne è sempre occupato con la massima diligenza crescendo i piccoli in un mondo di piena educazione, rispetto e serenità. Forse il genitore è una persona troppo corretta e diligente, questo potrebbe aver fatto in modo che scattasse una vera e propria congiura nei suoi confronti dopo che lo stesso si era mosso per lavoro su base pubblica, facendo partire svariate denunce e mettendo alle strette personaggi molto conosciuti e poco corretti.

A fronte di quanto esposto le registrazioni audio e video ci sono e sono ben conservate da due testate che ne stanno seguendo il caso, i testi hanno regolarmente deposto dichiarazioni dei fatti, li abbiamo sentiti e raccolto moltissima documentazione, il caso ormai fa parlare anche all’estero dove tramite social media la notizia è trapelata. Da qui c’è anche l’aiuto di un perito criminologo che sta seguendo la vicenda e lo stesso ha messo in atto da tempo misure di controllo e indagine sulla situazione al fine di poter comprovare nelle opportuni sedi la responsabilità di tutti quelli che fino ad ora hanno ignorato l’urlo agghiacciante di dei bambini strappati in modo indegno al proprio padre.

Come riporta Luino Notizie ecco il contenuto esposto dal legale rappresentate che sta disperatamente tutelando il proprio assistito:

FATTI. Luglio 2019, in un paese lombardo, una coppia con figli in tenera età è alle prese con una crisi coniugale fatta di accuse reciproche, tra cui quella di utilizzo di sostanze stupefacenti. Lei abbandona il marito ed i figli e va con un altro; la notizia giunge subito a conoscenza dei servizi sociali, che informano il pubblico ministero il quale attiva la procedura d’urgenza a tutela dei minori con il provvedimento del sindaco che dispone l’allontanamento dei bambini dalla casa genitoriale. Il tribunale dei minori, su richiesta del pubblico ministero, ratifica il provvedimento d’urgenza con cui alla vigilia di ferragosto (!) i bambini sono stati portati via dai genitori e dalla loro casa per essere affidati ai servizi sociali. Fissata per settembre l’udienza in tribunale per i coniugi, supportati finalmente dai rispettivi difensori, si apre la fase di verifica delle condizioni per valutare il provvedimento con cui era stata limitata la potestà genitoriale. Inizia così un percorso di incontri tra gli assistenti sociali ed i genitori, che possono vedere i bambini solo in area protetta. Gli assistenti sociali hanno purtroppo inciso profondamente in questa situazione: è bastato un bicchiere di gelato sul tavolo e qualche indumento dei bambini sparso per la casa (si sottolinea il periodo estivo e la mancanza della madre), per definire l’ambiente familiare come diseducativo e pericoloso per la prole. Ovviamente, l’abbandono da parte della madre e le accuse tra coniugi sono state alla base di tutto, ma poi i servizi sociali hanno calcato la mano. A fine dicembre 2019 i servizi sociali consegnano la loro relazione al Tribunale, e le parti attendono da allora di conoscere il provvedimento sul destino dei bambini, affidati da troppo tempo agli assistenti sociali. A metà gennaio, lo scrivente deposita in Tribunale una istanza di sollecito del provvedimento, soprattutto perché i bambini sono disperati e vogliono tornare a casa, infatti hanno molto sofferto il Natale lontano dalla loro famiglia. Tra fine gennaio e febbraio 2020, il Tribunale dei minori è stato ristrutturato all’interno ed all’esterno, con evidenti difficoltà per l’attività degli uffici. Poi, l’emergenza sanitaria ha di fatto impedito anche l’accesso al Tribunale.

DIRITTO. Il sottoscritto avvocato, in data 11 marzo 2020, ha inviato una PEC con carattere di urgenza al Presidente del Tribunale dei minori, perché considera prioritario ed urgente il diritto dei bambini a tornare a casa, sia pure con le opportune cautele, in quanto si tratta di diritti di rango costituzionale (art. 30 Cost.), ed ogni limitazione della responsabilità genitoriale può ritenersi consentita e compatibile con i principi del giusto processo (art. 111 comma secondo Cost.) in quanto sia mantenuta in uno spazio temporale di assoluta urgenza, corrispondente ai “tempi tecnici” che occorrono per portare l’Autorità Giudiziaria a conoscenza dei fatti e consentire alla stessa di assumere con immediatezza, formato un Collegio, le decisioni del caso. Il faro guida entro cui deve collocarsi ogni provvedimento giudiziario inerente la prole – e dunque anche quelli inerenti il suo affidamento – è il principio del “best interest of the child” (traducibile come “protezione del miglior interesse del minore”), sancito in primis dall’art. 3 della Convenzione di New York sulla protezione di diritti del fanciullo del 1989 (ratificata e resa esecutiva in Italia con legge n. 176/1991) e recepito dalla legislazione comunitaria e nazionale e dalla giurisprudenza a tutti i livelli. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha più volte ribadito la pregnanza del diritto alle relazioni affettive intrafamiliari ai sensi dell’art. 8 della CEDU, specificando che lo Stato deve non solo giustificare compiutamente la ragione del suo eventuale intervento limitativo, ad esempio nell’adottare i provvedimenti ex artt. 330 s.s. c.c., ma anche porre in essere misure positive atte a conservarlo e/o riattivarlo.

CONCLUSIONI. Si ritiene profondamente violativo dei diritti del fanciullo il prolungamento della permanenza dei bambini presso la struttura, atteso che il provvedimento limitativo della responsabilità genitoriale è stato disposto in tempi brevissimi e non è stato ancora modificato. Oltretutto, i bambini si lamentano perché vogliono ritornare nella loro casa, ed allo stato dei fatti appare verosimile l’eccessiva severità del provvedimento del Tribunale.