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Pacchetto sociale e fiscale e salario minimo, referendum? Dadò si difende

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C’è aria di referendum sia sul pacchetto fiscale e sociale sia sui salari minimi.  Infatti, Michela Delcò Petralli l’ha proposto al coordinamento e al Comitato cantonale dei Verdi, sottoponendo i due dossier, mentre il Partito Comunista ha comunicato di essere pronto a unirsi alle forze sindacali e progressiste: insomma, da soli no, assieme ad altri sì.

A proposito dei Verdi, lodano la ritrovata compattezza (anche perché chi era scomodo è ormai fuori, e in Gran Consiglio siede come indipendente) con i cinque co-coordinatori.

Fiorenzo Dadò è tornato a parlare riguardo al caso Argo 1 e alla sua assenza dal Gran Consiglio, a suo dire annunciata da tempo. “La questione Argo 1 è grave perché c’è un mandato di 3,4 milioni di franchi dato senza la giusta autorizzazione. Inoltre ci sono centinaia di fatture pagate senza autorizzazione e ci sono anche le versioni discordanti e mai chiarite tra i due alti funzionari responsabili; il capo ufficio Renato Scheurer e l’ex capo divisione Claudio Blotti. I lettori concorderanno che forse è il caso di tornare a guardare la sostanza”, ha detto il presidente del PPD, spiegando che la parte della cena con la compagnia pagata da Sansonetti è nulla. “È indegno vedere come viene usata e trattata ingiustamente la mia compagna per attaccare me e il mio partito, nonostante sia completamente estranea alla questione Argo 1, come del resto confermato dal procuratore generale John Noseda. Fa specie osservare come alcuni giornalisti e politici facciano la morale a destra e a manca, ma poi trattano le persone come spazzatura per i loro sporchi giochi, incuranti dei gravissimi danni che stanno causando alla salute e all’immagine delle persone, provocando molta sofferenza anche ai loro famigliari”, ha ruggito, affermando che le dimissioni di Beltraminelli non sono all’ordine del giorno e augurandosi che non vi siano fughe di notizie dalla CPI (ripone fiducia in Michele Foletti comunque).

Daniele Caverzasio della Lega, Simone Ghisla del PPD e Bixio Caprara del PLR hanno interrogato il Governo in merito allo sviluppo della Medicina Altamente Specializzata in Ticino, per cui c’è una collaborazione col Clara Spital di Basilea, temendo ripercussioni sul master in medicina.

Matteo Pronzini del MPS ha scritto al presidente del Parlamento Walter Gianora, chiedendo come mai ci sono ancora 35 suoi atti parlamentari inevasi e scaduti (23 interrogazioni, 4 mozioni, 2 iniziative generiche e 6 iniziative elaborate più alcuni negli ultimi tre mesi, ancora nei termini per avere una risposta).

Il PS si è detto contrario all’aggregazione a tappe, convinto che la disomogeneità fra i comuni potrebbe creare problemi.

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