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Pantani fa una donazione, i Giovani PPD non si fidano e Bertoli parla di bullismo

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A tener banco, pur a parecchia distanza di tempo, sono le dichiarazioni di Roberta Pantani in merito ai chierichetti stranieri di Don Feliciani, dimostratesi poi essere figli adottivi, di origine etiope, di una famiglia chiassese. La Municipale ha fatto sapere di aver effettuato una donazione a favore dei bambini etiopi: “Ho preferito starmene zitta fino a questo momento, non ho rilasciato dichiarazioni né interviste. Chi mi conosce sa che non sono razzista e sono davvero dispiaciuta se per quanto ho scritto una famiglia con i suoi affetti è stata messa sotto le luci della ribalta, suo malgrado. Per testimoniare la mia vicinanza a chi è meno fortunato di noi, ho scelto di versare un contributo all’associazione Mani per l’infanzia che si occupa di progetti di sviluppo proprio in Etiopia. Mi piacerebbe che tutti coloro che in questi giorni mi hanno riversato addosso fiumi di veleno e falsità sui social e sui giornali facessero altrettanto per dimostrare la loro solidarietà alla famiglia. Non sarà molto, ma tutto aiuta”.

I Giovani PPD hanno parlato del caso, pur contenti che Pantani si sia scusata, i loro dubbi restano. “Innanzitutto, possiamo ancora fare affidamento su una Consigliera nazionale che si esprime in termini al limite della legalità? I giovani PPD, così come la sezione PPD di Chiasso e il Municipio stesso di Chiasso, non appoggiano questo modo di fare politica e, in caso di recidiva, saranno pronti a intervenire nuovamente. In secondo luogo, bisogna anche porsi la domanda della validità della politica che la Lega dei Ticinesi porta avanti in Consiglio nazionale. Infatti, Lorenzo Quadri ha inoltrato al Consiglio federale la domanda per la soppressione della Commissione federale contro il razzismo, in quanto quest’ultima ‘mira a far credere che in Svizzera esista un problema di Razzismo’. Non si capisce, dunque, come mai da un lato c’è chi afferma che in Svizzera non esistano fenomeni di discriminazione razziale, mentre dall’altro la compagna di banco di Quadri si impegna a dimostrare il contrario”.

Manuele Bertoli, che a sua volta è padre adottivo di una bimba etiope, ha parlato addirittura di qualcosa simile al bullismo: Quando una persona importante denigra in qualche modo i tuoi figli, oltretutto sulla base di criteri razziali, non siamo lontani dai meccanismi del bullismo. Magari involontario, ma bullismo. Qui non c’entra nulla la solidarietà con i Paesi più poveri, perché i figli adottivi sono prima di tutto figli, per i quali qualsiasi genitore reagisce quando li si tocca sulla base di grossolanità. Lo stesso discorso si sarebbe dovuto fare se i bambini in questione fossero stati figli di genitori africani residenti a Chiasso, perché il meccanismo non sarebbe comunque stato differente. Spero che questa piccola triste storia possa insegnare qualcosa a chi sembra avere perso i freni inibitori, ma anche ai tanti che assistono sorridendo o addirittura plaudendo: anche gli spettatori che guardano e non reagiscono fanno parte del meccanismo tipico del bullismo”.

Intanto si continua a lavorare per le liste. Se l’MPS attacca Bertoli ritenendolo un Ministro utile alla destra, nel PPD anche le mancate primarie, oltre al ruolo di condottiero che serve in questo momento, hanno fatto propendere Fiorenzo Dadò per il no alla candidatura. Un nome caldo in casa pipidina è quello dell’ex presidente Giovanni Jelmini, che sta riflettendo. Oltre a lui, altri due momò come Michele Rossi e Maurizio Agustoni: ovviamente, non potranno esserci tutti.

Matteo Pronzini a fronte di alcuni permessi B che ritiene dubbi, perché rilasciarti a persone che potrebbero essere legate a famiglie mafiose, ha sollevato questo tema in un’interrogazione.

A Bellinzona aumentano gli sfitti del 37%, e i Verdi Ronnie David e Marco Noi pongono alcune domande al Municipio: “• Come valuta il Municipio il tasso di 1,97% di sfitto e l’aumento di sfitto del 37% in un solo anno? • Cosa sta facendo il Municipio per tenere sotto controllo la situazione? • Quante licenze edilizie sono attualmente state rilasciate nel 2018 e quante per i cinque anni precedenti nel comprensorio della nuova Città? Per quante complessive unità abitative? • Ipotizzando che la popolazione rimanga stabile, a quanto ammonterebbe il tasso di sfitto se tutte queste licenze edilizie si concretizzassero e nessuno venisse ad abitare ulteriormente in Città? (preme ricordare che la popolazione del Ticino lo scorso anno è diminuita, così come il saldo naturale risulta negativo). • È d’accordo il Municipio di imporre temporaneamente uno stop a qualsia nuova licenza edilizia che vada ad aggiungere nuove unità abitative per permettere di regolare questo fallimento di mercato ed evitare la bolla immobiliare?
• Non ritiene fuori luogo incaponirsi su inutili e costosi ricorsi al TF per quanto concerne il comparto Via Tatti bocciato dal Consiglio di Stato e dal TRAM (come riportato da LaRegione Ticino il 8.10.2018) e prendere atto che il tempo dei mega progetti immobiliari sia finito? • Come valuta il Municipio l’introduzione di una norma a PR che obblighi a verificare la possibilità di risanare quanto attualmente già costruito anziché andare a edificare in spazi verdi (concetto del volume zero)?”.

 

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