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Le mamme devono poter partecipare alle sedute parlamentari anche durante il congedo maternità, senza per questo perdere il diritto all’indennità di maternità. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) approva tre iniziative corrispondenti presentate dai Cantoni di Zugo, Basilea Campagna e Lucerna.

Le iniziative dei Cantoni di Zugo, Basilea Campagna e Lucerna (19.31120.313 e 20.323) chiedono una modifica della legge sulle indennità di perdita di guadagno e della corrispondente ordinanza. La Commissione ha approvato le iniziative con 11 voti contro 1 e un’astensione. Secondo il diritto vigente in caso di maternità il diritto all’indennità si estingue il giorno in cui la madre riprende l’attività lucrativa, indipendentemente dal grado di occupazione. Anche il mandato parlamentare è considerato un’attività lucrativa. Ne consegue che una parlamentare perde il diritto all’indennità di maternità anche per la sua attività professionale principale se durante il congedo maternità partecipa – anche solo sporadicamente – alle sedute del Parlamento. La Commissione ritiene che le disposizioni di diritto sociale non debbano impedire alle deputate elette dal Popolo di esercitare il loro mandato di rappresentanti del Popolo. La situazione odierna è insoddisfacente non soltanto per le donne interessate ma anche per l’istituzione del Parlamento e per gli elettori.

NO ALLA PARTECIPAZIONE VIRTUALE ALLE VOTAZIONI NELL’ASSEMBLEA FEDERALE

Con 7 voti contro 6 la CIP-S si è espressa di misura contro l’iniziativa parlamentare (20.475) con cui la sua omologa chiedeva di dare ai parlamentari assenti a causa della pandemia di COVID-19 la possibilità di votare da casa. Questo no impedisce di fatto alla CIP-N di elaborare i presupposti giuridici per una partecipazione virtuale al voto. La maggioranza della Commissione nutriva fondamentalmente timori a livello di politica statale. Il processo parlamentare non si limita alle votazioni, ma comprende anche i dibattiti precedenti e gli scambi tra i deputati per i quali è necessaria la presenza fisica.

MODIFICA DELLA PROCEDURA DI APPIANAMENTO DELLE DIVERGENZE PER LE MOZIONI

Nell’ambito dell’attuazione di un’iniziativa parlamentare (18.458 s Iv. Pa. Rieder. Procedura di appianamento delle divergenze per le mozioni), con 12 voti e un’astensione la CIP-S ha adottato un progetto che prevede di modificare la legge sul Parlamento per dare alla Camera prioritaria la possibilità, allo stadio dell’appianamento delle divergenze, di confermare la propria decisione di accogliere una mozione nella sua versione iniziale. Attualmente quando una mozione è stata accolta dalla Camera prioritaria e in seguito modificata dalla seconda Camera, le uniche opzioni di cui dispone la prima sono di accogliere questa modifica in seconda lettura o di respingere definitivamente la mozione nella sua totalità; non può invece decidere di mantenere il testo iniziale della mozione. Secondo la Commissione, occorre accordare questa possibilità supplementare alla Camera prioritaria, affinché quest’ultima disponga di una scelta diversa da quella del «tutto o niente». Se da un lato questo introdurrà, in alcuni casi, un’ulteriore fase nella procedura di appianamento delle divergenze, dall’altro l’aumento del tempo necessario per trattare le mozioni non è eccessivo.

La Commissione ha rinunciato a porre il progetto in consultazione esterna dato che riguarda una procedura interna al Parlamento e non ha ripercussioni su terzi. Il progetto sarà sottoposto al Consiglio federale per parere prima di essere esaminato dal Consiglio degli Stati, probabilmente nella sessione primaverile 2021.