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Ha fatto parecchio discutere il controllo effettuato lo scorso 17 maggio presso un noto esercizio pubblico di Locarno, ad opera della Polizia comunale della Città di Locarno e del Corpo della guardie di confine. In particolare sono diversi gli interrogativi concernenti la cooperazione interforze, che in maniera piuttosto inusuale vede l’intervento di una Polizia comunale e il Corpo guardie di confine senza tuttavia – a quanto ci risulta – la presenza dalla Polizia cantonale. A proposito di questa modalità di operare è stato interrogato anche il Municipio della Città di Locarno. In attesa di conoscere le loro risposte, affinché si possa ottenere la maggior chiarezza possibile, pongo al Governo le seguenti domande.

  • Qual è la corretta procedura/protocollo da seguire per i controlli agli esercizi pubblici, in particolare nei casi più approfonditi come quelli in oggetto?
  • Come sono ripartiti, nel caso di controlli agli esercizi pubblici, le competenze e i compiti tra polizie comunali, Polizia cantonale e Corpo guardie di confine?
  • La Polizia cantonale è stata coinvolta nel controllo oggetto della presente interrogazione?
    • In caso negativo, per quale motivo non è stata coinvolta? Avrebbe dovuto esserlo?
    • Nell’ambito di controllo approfondito ad un esercizio pubblico, quale sarebbe il valore aggiunto della Polizia cantonale, rispettivamente per quale motivo sarebbe doveroso che venisse coinvolta?
  • Più in generale, quando un intervento, un’operazione o un controllo viene deciso, coordinato ed attuato da una polizia comunale e quando invece lo stesso diventa di competenza della Polizia cantonale, rispettivamente di un organo di sicurezza pubblico della confederazione come il Corpo delle guardie di confine? Sulla base di quali accordi e/o basi legali?
  • Il Governo ritiene che la Polizia comunale della Città di Locarno abbia agito correttamente nella fattispecie?

Amanda Rückert