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Posta e armi da fuoco: giro di vite del Partito Comunista

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Due le preoccupazioni del Partito Comunista negli ultimi giorni: il carattere privatizzato della posta, e il culto delle armi tra i giovani e nella società civile (in Svizzera circolano oltre due milioni di armi da fuoco; di queste soltanto la metà figurano nei registri ufficiali).
Per nazionalizzare davvero la Posta, il partito propone di riprendere sotto il controllo pubblico i settori redditizi esternalizzati con licenziamento dei manager che hanno svolto il loro lavoro contro gli interessi dei cittadini, dei lavoratori e della stessa Confederazione. Per questo motivo il Partito Comunista si schiera a favore dell’iniziativa cantonale per il ripristino della regia federale della Posta depositata dal deputato del Partito Comunista Massimiliano Ay.
Per fronteggiare il problema delle armi, il partito sostiene la necessità di sviluppare un serio piano di prevenzione nelle scuole e nello sport e l’adozione delle seguenti cinque misure:
-depositare in caserma o in arsenale le armi d’ordinanza durante il servizio militare, con restituzione obbligatoria delle armi alla fine del servizio militare;

  • iscrizione, da parte di chi pratica tiro sportivo, della propria arma in un registro federale e attraverso le società di tiro;
  • istituzione di un monopolio statale sui poligoni di tiro;
  • allestimento di un registro federale delle armi;
  • introduzione di una prova di necessità e delle capacità per detenere ogni arma da fuoco.

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