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PPD, la Commissione cerca si riunisce di nuovo. Mancherebbero Mendrisiotto e area cristiano-sociale

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Non si placa la tempesta attorno alla lista del PPD per il Consiglio di Stato. Lo stesso presidente Fiorenzo Dadò ha fatto sapere che non è ancora definitiva e che quella che andrà agli elettori non sarà pronta il 7 novembre. I membri della Commissione Cerca hanno incontrato lunedì l’Ufficio Presidenziale e hanno ascoltato le perplessità, ovvero l’assenza dell’area cristiano-sociale e di un rappresentante del Mendrisiotto, nonostante Rossi alzi la voce. Dunque, Jelmini o forse Agustoni? E Respini rientrerà in gioco, oltre a Bacchetta Cattori? Possibile che vi sia un cambio di rotta.

La Gioventù Comunista, e con essa il SISA, si è scagliata ancora una volta contro l’esercito. La notizia di maltrattamenti e umiliazioni subite da una giovane recluta ticinese, filmato mentre veniva preso a sassate e colpito con noci, oltre ad essere costretto a rimanere in mutande davanti a tutti, ha fatto sì che si aprisse un’istruttoria preliminare e anche il  Dipartimento federale della difesa ha espresso il suo rincrescimento. “Possiamo dire che chi va a militare lo fa a suo rischio e pericolo! Si tratta infatti di uno dei vari riti di iniziazione che purtroppo perdurano nelle nostre scuole reclute. Oggi si tirano sassi sui ragazzi, ma in un’altra caserma si tirano pugni in pancia, ecc. Sono fatti solo teoricamente illegali ma fortemente tollerati dalle gerarchie militariste e che in troppi anche nella truppa subiscono senza fiatare per quieto vivere e per evitare di subire ulteriori atti di nonnismo nelle settimane successive”, attaccano i Giovani Comunisti. “Occorre smetterla di legittimare questo esercito anti-democratico, privo di identità e di missione che proprio per questo è destinato a foraggiare un certo tipo di comportamenti diseducativi: le reclute che sono testimoni di atti di nonnismo, di riti iniziatori o di altri presunti atti di “goliardia” devono non solamente subito denunciare i fatti rifiutando apertamente gli ordini quando non strettamente previsti dall’addestramento ma occorre anche a quel punto compilare immediatamente la richiesta di passaggio al servizio civile e se nel dubbio allertare subito lo sportello SOS Reclute del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti”.

Marco Romano, che assieme a Giovanni Merlini e Marina Carobbio, fa parte del Comitato contro l’iniziativa UDC per l’autodeterminazione, non le manda a dire. “Si attacca la Corte Europea per i diritti dell’uomo. L’iniziativa UDC non porta più democrazia, per certi versi la limita. Ci metterebbe nella condizione di tagliare bruscamente le relazioni coi paesi con cui siamo interconnessi, non solo europei, in ogni ambito della nostra vita. Tutto è parte di un complesso insieme di accordi che l’UDC nega, vuole comunicare al mondo che la Svizzera non è vincolata. Mi chiedo a che cosa porti questa iniziativa se non a metterci in una posizione di debolezza a livello di politica estera e rispettivamente a non risolvere i problemi”. Insiste sulla possibilità, con iniziative e referendum, che il popolo dica la sua: la democrazia diretta anzi potrebbe essere allargata”.

Adriana Sartori, Municipale leghista di Balerna, si è opposta al Centro Pasture: ma non lo hanno fatto i comuni interessati e nemmeno altri cittadini (anche se vi sono dei cofirmatari, possono opporsi solo i residenti nei comuni toccati). Probabile dunque che abbia il valore di una semplice proposta.

Secondo gli ultimi dati, le persone in assistenza sono diminuite. E il numero di apprendisti frontalieri ha visto una contrazione dell’80%, come ha riferito il Governo a Massimiliano Robbiani. “I dati del Gruppo operativo di collocamento a tirocinio (GOCT) mostrano l’efficacia delle misure adottate in questi anni a sostegno dell’inserimento di giovani residenti, a partire dall’invito rivolto nel 2013 a prediligere gli apprendisti residenti. Oltre a ciò, la Divisione della formazione professionale è autorizzata a non approvare un contratto di tirocinio se i giovani ritenuti idonei nella professione scelta residenti in Ticino non hanno trovato una soluzione”. Peraltro, vengono accettati frontalieri prevalentemente nei settori in cui si fatica a trovare ticinesi.

“Il Municipio deve riferire immediatamente nelle prossima seduta del Consiglio comunale come mai ha avuto bisogno di un Audit esterno per accorgersi che da anni la gestione dei castelli di Bellinzona fa acqua da tutte le parti. Tutti i cittadini del Cantone e di Bellinzona vedono che i Castelli sono affidati all’oscuro potere di burocrati comunali e cantonali in eterna lotta tra di loro”, tuona in un’interpellanza urgente Tuto Rossi, consigliere comunale democentrista di Bellinzona. “Preoccupa l’intervista recente del Sindaco che vuole scaricare il barile su una ipotetica futura Fondazione di gestione (nella quale – possiamo star sicuri – entreranno i soliti noti porta voti con poche idee), in modo da potersene lavare le mani” e seguono domande su che cosa sa il Municipio e che cosa ha intenzione di fare coi castelli.

 

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