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Prima i nostri e salari minimi, i temi rimangono quelli

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Prima i nostri, dopo la garanzia ricevuta dal Consiglio Federale, è ancora il tema del giorno: più che altro, si dibatte su che cosa intenda realmente il Governo nazionale con “margini ristretti”.

Per il presidente del Partito Socialista Igor Righini, di fatto che è inapplicabile. “La destra leghista e UDC non hanno proposto soluzioni serie per il settore privato dove vi sono i maggiori problemi e abusi. Il popolo ha espresso la volontà di proteggere i residenti ticinesi. Fin qui tutti d’accordo. Il problema nasce quando bisogna andar d’accordo sul come fare. Dai primanostristi, dopo le tante garanzie da campagna elettorale, non è arrivata una sola soluzione pertinente e applicabile. E allora chi ha tradito il popolo e la sua volontà? Chi durante la campagna si è battuto in aperta trasparenza spiegando che quel progetto vendeva fumo e che nei fatti non era applicabile, come il Partito socialista, oppure chi ha dato garanzie e ricevuto la fiducia dal popolo per realizzare un progetto che poi nei fatti non ha saputo realizzare, come la Lega e l’UDC?”, ha detto, ritenendo che bisogna decidere se rimanere in rapporti con l’UE oppure disdire tutti i bilaterali.

Gli ha replicato Tuto Rossi. “Gli spazi ristretti si allargheranno, prima non c’erano neppure quelli, invece adesso il Consiglio di Stato ha almeno la possibilità di fare qualcosa a favore dei ticinesi. “Righini fa parte dei benaltristi, ovvero non fa nulla ma quando fanno qualcosa gli altri ritiene che serva altro: avrebbe dovuto fare qualcosa lui”. A suo avviso, la preferenza indigena come legge, che ora è solo un principio, serve più nel pubblico che nel privato, “perché se il popolo avesse la scellerata idea di eleggere cinque Righini o cinque Bertoli, avremmo l’amministrazione invasa da frontalieri”. L’UDC, sostiene, non vuole impedire l’immigrazione ma limitarla, facendo sì che non danneggi i ticinesi.

Il capogruppo del PS Ivo Durisch ha inoltrato una mozione dove chiede che, tenendo conto dei costi generati dal fatto di lavorare fuori casa, il minimo salariale dovrà essere almeno di 21 o 22 franchi, non di 20: lo dice anche la sentenza su Neuchâtel, sostiene. E ritiene che i CCL siano più efficaci dei CNL per combattere il deterioramento del mercato del lavoro.

Bruno Storni, sempre del PS, rivolgendosi a Marco Solari che auspica più alberghi, gli ha chiesto: “per chi? Per i dieci giorni annuali del Festival?”.

Ugo Cancelli ha inoltrato al comune di Lugano un’interrogazione in merito alla canapa light, domandando se c’è la volontà di vietare il consumo agli agenti della Polizia comunale, come già avviene per quelli della Cantonale.

In merito all’attentato di Barcellona, Lorenzo Quadri, Consigliere Nazionale della Lega, non ha gradito il tweet di vicinanza alla città di Doris Leuthard: “Invece di twittare condoglianze “di mestiere” (magari scritte da qualche addetto alla comunicazione) per poter metter fuori la faccia e dire di aver svolto il compitino, sarebbe meglio a) farsi un esame di coscienza e b) cambiare le regole del gioco affinché le stragi non si ripetano. Gli islamisti hanno dichiarato guerra all’Occidente e con il garantismo ed il buonismo non solo non si vincono le guerre, ma non si salva nemmeno la pelle, contestando che non è stato neppure usato il termine “islamico” in nome forse del politically correct.

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