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Pronzini chiede lumi sulle pecche degli URC, Lega e UDC contro Le Temps

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Protagonista sui social di giornata è il leghista Lorenzo Quadri, che dapprima ha sostenuto che Isabelle Moret, ritenendosi la non italofona che ha fatto di più per gli italofoni, non abbia capito nulla del Ticino, che ha bisogno non di un supporter ma di qualcuno che porti avanti le decisioni in materia di preferenza indigena e immigrazione. Poi ha attaccato Le Temps, il giornale svizzero francese che in un servizio ha parlato del Ticino, definendolo un cantone che sta bene nonostante quanto detto dalla Lega.

Il giornale ha interpellato persone che di sicuro non hanno idee leghiste, a partire dal direttore dell’IRE Rico Maggi a quello del Caffè Lillo Alaimo, sino a Nenad Stojanovic (secondo cui la Lega ha instaurato un clima di terrore a cui nessuno si oppone per non finire sul Mattino, ed è l’unico partito di maggioranza che attacca il suo Governo) e Paolo Bernasconi. “Grossolano esempio di marchetta antileghista spacciata per giornalismo. Presto, un Pulitzer! Certamente non è un caso che una simile ciofeca venga pubblicata quando si parla di possibile ritorno del Ticino in Consiglio federale. La scelta degli interlocutori (teleguidata da chi?) dice tutto. Le Temps, come buttare nella “chaise percée” la propria credibilità. Comunque, tutta pubblicità gratuita per la Lega; e le isteriche denigrazioni da parte di certi personaggi sono medaglie”, ha scritto Quadri.

Gli ha fatto eco Massimiliano Robbiani, “ditelo ai numerosi disoccupati….ditelo ai ragazzi che appena finito un apprendistato sono lasciati a casa…ditelo ai padri di famiglia che non riescono a mantenere i loro cari perché senza lavoro… ditelo a quelli che terminata la disoccupazione finiscono direttamente in assistenza.. ditelo a quelli che pur lavorando con orario ridotto non riescono ad arrivare alla fine del mese…. ditelo a quelli sostituiti dai frontalieri …signori non capite proprio niente del Ticino…”.

Anche il vicepresidente dell’UDC Alain Bühler non è d’accordo con la scelta degli interlocutori: Giuro non so se ridere o piangere! Fatemi capire, LeTemps ha preso in considerazione le opinioni di Bernasconi, Stojanovic, Maggi e Alaimo per mostrare la “vera situazione” nel nostro Cantone? Ma scherziamo?! Non sono altro che giudizi parziali per un giornale di parte che non ha avuto il coraggio di allargare lo spettro visivo interpellando altri”.

Matteo Pronzini, deputato del MPS, si è scagliato contro gli Ufficio Regionali di collegamento, rei a suo dire di non saper incrociare in modo informatico e rapido i dati di chi cerca lavoro con quelli di chi lo offre. “Passati i tre giorni in cui gli URC hanno l’esclusiva per la conoscenza dei posto di lavoro vacanti, è inutile proporre ventagli di candidati, dunque non si devono vantare di riuscire a prepararli in 10 giorni”, afferma. Secondo Christian Vitta, l’annuncio dei posti vacanti agli URC stessi, dopo un’azione del DFE, sarebbero aumentati del 42%: dati che non risultano a Pronzini, il quale chiede come è stata calcolata la percentuale, oltre a sottolineare l’alto numero di persone a cui non viene proposto neppure un lavoro adatto.

Sul fronte della corsa per Berna, Isabelle Moret è stata attaccata dalla stampa domenicale, rea di guadagnare di più di quanto abbia detto e di disertare le sedute del direttivo dell’OCSE. Per contro, Pierre Maudet sta contattando molti parlamentari, cercando il loro voto, mentre a favore di Ignazio Cassis si è espressa, con una lettera inviata a 88 deputati, la Pro Grigioni Italiana.

Il co-cordinatore dei Verdi Usmain Baig ha sostenuto che l’istituzione di un salario minimo sarà un vantaggio anche per gli imprenditori onesti, che non subiranno più la concorrenza di chi agisce utilizzando manodopera a basso costo. “Questa sentenza (riguardante Neuchâtel, ndr) rafforza il partenariato sociale, la responsabilità individuale e promuove uno stato meno “invadente” sulle decisioni imprenditoriali. Quindi lascia massima libertà di azione alle imprese nella gestione del proprio capitale umano partendo da una base salariale equa e dignitosa. Un salario minimo promuove l’uguaglianza e protegge le donne che sono particolarmente colpite da bassi salari”.

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