Sul caso Argo 1 è arrivato un ennesimo atto parlamentare. Si tratta di un’interpellanza di Matteo Pronzini, lunghissima, che ricapitola gli ultimi avvenimenti e si lamenta del fatto che  “dipendenti e uffici dello Stato sono stati impiegati per scopi diversi da quelli che dovrebbero essere i loro”.  E fa un sacco di domande, partendo dalla riunione di Fiorenzo Dadò con la compagna e il Direttore della stessa (chiedendo come mai lui era presente, chi aveva passato l’informazione, se essa era stata resa nota prima alla donna o al DSS, se esistono i verbali dell’incontro e le ricevute della famosa vacanza a Bormio), sul dipendente ex Argo Morini e le indagini di Beltraminelli, sul presunto dipendente dell’USSI che ha indagato in merito a quanto la stampa sapeva e poi su una possibile denuncia a carico di Sansonetti prima che la Argo prendesse il mandato.

Al 6 novembre, comunque, con ogni probabilità, il Gran Consiglio darà il via libera alla commissione parlamentare d’inchiesta e il Governo, in primis Beltraminelli, risponderanno ai numerosi atti pendenti.

A tenere banco è anche la sicurezza nelle discoteche, dopo l’accoltellamento al Vanilla di Riazzino, che fa seguito a quello fuori dal Blu Martini di settimana scorsa. I Giovani Liberali Radicali di Lugano chiedono che non vengano puniti tutti i locali notturni, che permettono a molti ragazzi di divertirsi senza fare nulla di male, e aiutano l’economia: la Giustizia deve fare il suo contro chi delinque, senza creare una città deserta alle 19.

“Assieme alla polizia abbiamo stabilito delle modalità di intervento mirati che, per ovvi motivi, non possiamo né vogliamo rendere pubblici. Gli esercizi pubblici in regola non hanno e non avranno nulla da temere. Mentre chi non dovesse tenere conto delle regole andrà incontro a un maggiore rigore nei controlli e a sanzioni”, li ha tranquillizzati il sindaco di Lugano Marco Borradori. Quando Angelo Jelmini ha parlato di piano regolatore da modificare, intendeva  porre “una maggiore attenzione, non che prima non ce ne fosse, nel trasformare alcuni locali in discoteche”.

Botta e risposta fra il Mattino e il Municipio di Bellinzona: il settimanale leghista aveva parlato di “pressioni sui dipendenti o, addirittura, sulle loro famiglie in relazione al referendum lanciato dal gruppo promotore dei partiti Lega-UDC, MPS contro il nuovo regolamento comunale”, il Municipio smentisce e ribadisce la bontà del nuovo regolamento, che andava in ogni caso, spiega, cambiato.