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Continua la polemica fra la Regione e il PPD. Matteo Caratti è tornato sul caso Argo 1, ponendo una serie di domande a Fiorenzo Dadò e a Paolo Beltraminelli. Per il presidente: 1. Sabato 16 settembre 2017 Il Quotidiano (Rsi) dà notizia della cena (costo complessivo 150 euro) offerta dal responsabile operativo della Argo 1 Marco Sansonetti a Lei e alla sua compagna Carmela Fiorini, responsabile al Dss del Servizio richiedenti l’asilo, durante un vostro soggiorno a Bormio nell’ottobre 2014. Perché, prima di quel servizio giornalistico, Lei non ha mai informato della cena i suoi colleghi della Commissione parlamentare della gestione, sotto la cui lente era da diversi mesi il dossier Argo 1? 2. Venerdì 27 ottobre 2017 i media danno notizia dell’incontro del 9 giugno 2017 fra il capo della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie Renato Bernasconi, Carmela Fiorini, un ausiliario del Dss e Lei. Un incontro, si è scritto, per chiarire le circostanze del soggiorno a Bormio di cui aveva appreso l’ausiliario da ex agenti della Argo 1. Perché prima di quei servizi giornalistici Lei non ha informato i suoi colleghi della Commissione della gestione? 3. Chi ha chiesto/indetto l’incontro del 9 giugno, rimasto per mesi segreto? 4. Quanti incontri ha avuto sul tema Bormio col capodivisione Renato Bernasconi? 5. Ritiene normale e opportuno che un presidente di partito incontri dei funzionari per discutere di simili fatti e per di più all’interno degli uffici dell’amministrazione cantonale, fatti che la coinvolgono direttamente e sui quali lei è chiamato a ‘indagare’ come deputato membro della Gestione? 6. Lei possiede una carta di credito? Perché la fattura di Bormio, che era di circa mille euro, l’ha pagata in contanti? 7. Riguardo all’acconto che Sansonetti paga per il soggiorno di Bormio, poi tasformatosi in cena per lei e per la signora Fiorini: crede che Sansonetti l’avrebbe pagato a chiunque? A un ticinese qualsiasi? 8. Può escludere che il partito che lei presiede e/o sue sezioni, compreso l’organo di stampa, abbia/no ottenuto finanziamenti direttamente o indirettamente dalla società Otenys/Argo 1 e/o da suoi rappresentanti? Idem, per campagne elettorali? 9. Come ha reagito il gruppo parlamentare del Ppd alla sua lettera recapitata al Ticino ‘responsabile’?”.

Per Beltraminelli: “1. Può spiegare una buona volta (ci conceda il termine) in modo credibile perché sono stati dati dal suo dipartimento tutti quei mandati diretti nel settore asilo in violazione delle leggi? 2. Può dirci anche chi ha sbagliato? Ossia: 2.1. chi non ha steso le necessarie risoluzioni governative?
2.2. chi non ha inserito i mandati diretti nell’apposita lista pubblica? Ci sarà pure un funzionario incaricato con un nome e un cognome… 3. Se risparmiare era così importante, perché coi pasti si è speso manifestamente di più andandoli a prendere a Chiasso per portarli sino nel Bellinzonese? 4. Perché continua a ritenere normale l’agire del suo capodivisione Bernasconi? Ci riferiamo alla chiarissima mail inviata al direttore della Securitas, agli incontri segreti di Dadò coi suoi funzionari negli uffici del Cantone. Non crede che Bernasconi sull’incontro segreto con funzionari e il suo presidente di partito aveva il dovere di informarla subito?”.

L’UDC ha lanciato un’offensiva contro i premi delle casse malati, chiedendo di poter dedurre il doppio (quindi 7’000 fr. per i coniugi e 3’500 fr per le persone sole e 1’000 fr. per ogni figlio o persona bisognosa per cui il contribuente può far valere la deduzione prevista) a livello di imposta federale diretta con Marco Chiesa e di poter dedurre il 20% in più sulle tasse cantonali con Gabriele Pinoja.

Uno dei firmatari della nota inviata ieri da Bertoli e altre circa 35 persone, Raoul Ghisletta, ha risposto alla GISO e a Sirica: “Se cade la parte fiscale della riforma fiscale-sociale, cade l’accordo politico tra sinistra e destra che le ha dato i voti per vedere il giorno: di conseguenza la destra abolirà il nuovo articolo 75 della legge per le famiglie che stanzia i 20 milioni di franchi annui e le altre modifiche delle leggi sociali. Non esiste il “voglio il panino e il soldino”, come sostengono strumentalmente la maggioranza della direzione PS, il vicepresidente Sirica e la GISO in vista della conferenza cantonale di domenica 17 dicembre, chiamata a decidere la posizione del partito sulla riforma fiscale-sociale. I socialisti non devono vendere fumo alla gente, ma ottenere fatti concreti per la popolazione. Il Governo, il Parlamento e il Ticino non sono una bisca clandestina, dove si bara e si bluffa giocando d’azzardo. Chi lancia il referendum contro la riforma fiscale non deve illudere la cittadinanza: senza accordo sulla riforma fiscale-sociale non ci saranno più i 20 milioni annui delle aziende permigliorare la vita delle famiglie e delle lavoratrici in Ticino”.

Lo stesso Ghisletta, assieme a Sara Beretta Piccoli, Claudia Crivelli Barella, Michel Delcò Petralli, Pelin Kandemir Bordoli, Gina La Mantia, Tatiana Lurati, Tamara Merlo, ha chiesto in un’iniziativa “un congedo maternità cantonale pagato dalla quindicesima alla ventesima settimana dopo il parto, completando in tal modo il congedo maternità previsto per 14 settimane dalla Legge federale per l’indennità perdita di guadagno in caso di maternità (LIPG)”.

Restando all’interno del PS, in un’interrogazione si sono chiesti lumi in merito ai minorenni non accompagnati che giungono in Svizzera, domandando se affidarli a delle famiglie ticinesi non possa essere un’opzione valida.

“Considerato come la maggior parte delle inchieste transfrontaliere coinvolga anche la zona di Milano – zona questa che si trova al di fuori della “zona di frontiera” – occorre una modifica per permettere alle pattuglie miste di intervenire anche in questa fascia, al fine di garantire al meglio inchieste efficaci e rapide. Inoltre, all’art. 12 del medesimo Accordo si definiscono le modalità di inseguimento transfrontaliero: in queste modalità non c’è la possibilità di intervenire sui laghi internazionali, quali il Verbano ed il Ceresio. Si chiede al Consiglio federale di prevedere questa possibilità in quanto necessaria e opportuna, in caso di inseguimenti sui laghi”: sono le richieste di Roberta Pantani di modifica dell’Accordo sulla cooperazione di polizia e dogana tra Svizzera e Italia.

Se in molti non sono contenti per le novità riguardanti le Officine, il PLR esulta: ” Da subito è partito il dibattito e subito alcune cassandre hanno voluto dipingere la proposta come un imbroglio e una sconfitta. Per il PLRT è vero il contrario e a prevalere sono le opportunità. Una nuova officina all’avanguardia e il rilancio dell’area attuale quale parco tecnologico con aziende e start up innovative che offrono al bellinzonese un’opportunità unica e irripetibile per una prospettiva di crescita. Attraverso questo nuovo polo della tecnologia e dell’innovazione – nel quale l’ente pubblico giocherà un ruolo decisivo (Città e Cantone) – si potranno attrarre nuove attività in un luogo privilegiato a 90 minuti dal polo economico di Zurigo. Proprio in considerazione della forte e vigorosa crescita della città sulla Limmat, la collaborazione strategica appena lanciata con la Greater Zurich Area permette di essere fiduciosi anche se il lavoro da fare sarà impegnativo e richiederà l’indispensabile intraprendenza.
Un plauso va dunque al Governo cantonale che ha saputo anche ottenere un finanziamento importante sul piano federale. E sappiamo quant’è difficile oggi ottenere risorse a livello federale”.

Intanto, è emerso come Darwin avesse 10 milioni di debiti al momento della cessione, che non fu direttamente da Adria ma da Phoenix, detenuta al 100% da Adria, a sua vuota detenuta al 100% da 4k. Il bilancio appariva in attivo poiché era stato ottenuto da poco un credito bancario, con a garanzia l’intero patrimonio, ovvero 23 milioni. Eithad aveva immesso capitale. Dunque, la situazione era solo apparentemente buona.