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Ieri il PS ha deciso di aderire al referendum lanciato da UNIA, assieme a MPS, PC, POP e Verdi: si raccoglieranno firme per andare alle urne sul pacchetto fiscale. Vince così la direzione, sconfiggendo la parte di partito, guidata da Bertoli, che desiderava lasciare libertà di voto o quanto meno salvaguardare il do ut des della riforma fisco-sociale.

Soddisfatti i giovani della GISO, che avevano detto di non riconoscersi in un partito socialista che non combatte gli sgravi fiscali. E mettono in dubbio che Bertoli, se continua a sostenere quella linea, sia la persona giusta, ipotizzando nomi nuovi per la guida.

Il Ministro per contro ha dichiarato che non tratterà più per gli sgravi.

Il presidente Righini ha definito la riforma un “cavallo di Troia” contro la sinistra da parte della destra, con lo scopo di indebolire il PS. Alla fine, la sua linea è stata vincente.

Anche Franco Cavalli si è schierato contro il Consigliere di Stato: “Il dominio nel partito socialista del gruppo del consigliere di Stato Manuele Bertoli e della deputata Pelin Kandemir che per dieci anni ha ingessato il PS su posizioni più moderate, sta finendo. Ricordiamoci che questo gruppo è responsabile del fatto che nel 2011 abbiamo perso un consigliere nazionale e che io non sono diventato consigliere agli Stati”. Bertoli ha ribattuto che il medico ha il dente avvelenato con lui e Kandemir Bordoli ma che il seggio è stato perso per uno spostamento di voti verso i Verdi, dunque verso posizioni più moderate.

Mendrisio è stata scossa dalla notizia delle dimissioni annunciate (ma non ancora date ufficialmente) dal sindaco Carlo Croci, dopo 23 anni. Il pipidino ha parlato di un’esigenza di rinnovamento, avvertita dopo il referendum perso sulla trasformazione in SA delle Aziende Industriali, il secondo dopo quello su Piazza del Ponte. Insomma, motivazioni personali e politiche. Chi al suo posto? Il delfino è Marco Romano, che, divenuto papà da pochi giorni (auguri!), si è preso qualche giorno ma probabilmente darà disponibilità. Il PLR però potrebbe volere il ballottaggio, portando Samuel Maffi. Per il PPD, entrerà nell’Esecutivo Paolo Danielli.

A proposito di nuovi nomi nei Municipi, il PLR non rinuncia al seggio a Torricella-Taverne e sceglie Michele Ferrario al posto del dimissionario (con Amalia Mirante) Antonello Gatti.

La parità nella votazione sulle congiunzioni ha lasciato un rimpianto in casa Lega: la deputata Silvana Minoretti era fuori dall’aula al telefono al momento del voto. La stessa ha annunciato le sue dimissioni, troppo presa dalla professione. Glielo aveva fatto notare anche il capogruppo Caverzasio, mentre Robbiani via social le si è scagliato contro, scrivendo che “hai evidentemente sbagliato gruppo politico. Nella Lega non abbiamo bisognosi di contabili opportunisti ma di persone umili che pensano al prossimo. Fuori dalle p—e!”.