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Questo fine settimana si vota. Diversi partiti uniti per il calcio giovanile

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Venerdì pre votazione: alle urne, malgrado sinora la partecipazione per corrispondenza sia stata molto bassa, la sperimentazione su La Scuola che verrà e le due iniziative alimentari, oltre a quella sulle piste ciclabili (per cui dovrebbe vincere il sì stando ai sondaggi).

Continua il battibecco fra Lorenzo Quadri e il settimanale liberale Opinione Liberale, che lo ha attaccato sul fatto di essersi lamentato per le indennità di disoccupazione che la SECO vuol concedere ai lavoratori del Casinò di Campione. “Ai tapini di Opinione liberale sfuggono perfino i fondamenti. Ohibò, i frustratelli del bollettino parrocchiale liblab Opinione liberale (più redattori che lettori) mi dedicano l’ennesimo sconclusionato travaso di bile. Adesso i soldatini dell’ex partitone magnificano addirittura il versamento della disoccupazione ai dipendenti del Casinò di Campione (che mai hanno versato i contributi), “perché altrimenti andrebbero in assistenza”.
Ai tapini di Opinione (il)liberale (OL) sfuggono pure i fondamenti. 1) I soldi della disoccupazione provengono dai contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori svizzeri. Contributi che i dipendenti del Casinò di Campione non hanno mai versato. I soldi della disoccupazione sono soldi nostri, al pari di quelli dell’assistenza. Non sono del Gatto Arturo e nemmeno del Gigi di Viganello. 2) L’assistenza garantisce solo il minimo vitale a chi non ha nient’altro. E non è affatto un automatismo. Se il richiedente ha soldi in banca, se ha una casa, se ha un coniuge che lavora e con il suo reddito è in grado di mantenere il nucleo familiare, niente assistenza. Per i permessi B – ed i 2/3 circa degli ex dipendenti del Casinò residenti in Ticino sono permessi B, tra cui abbondano quelli farlocchi – la richiesta dell’assistenza è ulteriormente problematica, visto che presupposto del permesso di dimora è l’autonomia finanziaria.
3) Il PLR era in prima fila nel sostenere i tagli alle rendite dei disoccupati svizzeri (modifica della legge federale sull’assicurazione contro la disoccupazione) perché “bisogna risparmiare”. Però gli sta bene pagare dette rendite a dei permessi B che non hanno mai versato i contributi. 4) In altre parole: al PLR va bene scaricare in assistenza prima del tempo i lavoratori ticinesi che hanno perso l’impiego (magari “grazie” alla libera circolazione voluta sempre dal PLR) dopo aver pagato i contributi magari per decenni, e versare invece la disoccupazione a dei dimoranti che di contributi non ne hanno mai versati. Sarebbe questo il famoso “Buongoverno” dell’ex partitone? Auguri! 4) Far perdere le staffe agli isterici lacchè liblab è una vera goduria. Come già detto: gli insulti di questi frustratelli sono medaglie”, ha scritto.

A proposito di Casinò, il Consiglio di Stato ha risposto a un’interrogazione di Massimiliano Robbiani che chiedeva quanti dei lavoratori avessero il permesso B, magari dubbio: “dei 180 dipendenti della casa da gioco che si sono annunciati all’URC, 33 sono in possesso di un permesso B, ma che non è possibile indicare quanti di loro sono o saranno a beneficio di indennità di disoccupazione. Un permesso di dimora non garantisce l’effettiva residenza in Svizzera, ma spetta alle casse di disoccupazione inoltrare i casi dubbi all’autorità cantonale. Al 10 settembre, i casi sottoposti a verifica presso l’Ufficio giuridico della sezione del lavoro erano due”.

Politici di diversi partiti si sono uniti interrogando il Governo sul Team Ticino, l’organizzazione composta da tutte le compagini ticinesi principali per fornire una formazione ai giovani calciatori.  Raffaele De Rosa (primo firmatario, PPD) e i cofirmatari Henrik Bang, (PS) Luigi Canepa (PPD), Chino Denti (Verdi del Ticino), Milena Garobbio (PS), Simone Ghisla (PPD), Francesco Maggi (Verdi del Ticino), Germano Mattei (MontagnaViva), Mauro Minotti (Lega dei Ticinesi) e Omar Terraneo (PLR) sono preoccupati: oltre ai disaccordi interni tra club, è spuntato un imprenditore russo (che potrebbe entrare nel Lugano). “Pur apprezzando l’impegno di questi privati e pur riconoscendo la necessità di reperire nuovi mezzi finanziari per far crescere lo sport e migliorare la formazione, l’impressione negativa principale, oltre ad altre, è stata quella di una eccessiva forzatura dei giovani per arrivare a nemmeno sottaciuti alti traguardi internazionali, partendo da bimbi di un’età in cui si va ancora con la bici a “rotelle”. Una specie di militarizzazione, con poco riguardo, mi sembra di capire, alla crescita serena dei giovani, al piacere del gioco, ma anche degli aspetti sociali e alla regolarità della formazione scolastica. Un progetto portato avanti da un magnate russo, con notevoli disponibilità finanziarie, certamente animato dalle migliori intenzioni e in buona fede, ma che suscita anche numerosi dubbi e perplessità. Per vedere i disastri causati da un certo “modello” di sport e di gestione del patrimonio sportivo ed umano, basta semplicemente guardarsi attorno, non solo in Ticino, ma anche nel resto della Svizzera….”, scrivono, temendo anche che “il solo Bellinzona potrebbe sostenere il “Team Ticino” ma, per la legge dei numeri, potrebbe dover soccombere alla potenziale maggioranza. Il risultato sarebbe che quanto praticato attualmente a Lugano verrebbe applicato in tutto il Ticino?”, chiedono, e vogliono sapere in quel caso che cosa ne sarebbe dei 15 impiegati del Team Ticino, cosa pensa il Governo di tutto ciò e che cosa si può fare per i giovani fino ai 14 anni.

Un esponente del Partito Comunista ha partecipato a Parigi a un’importante riunione di comunisti e di gruppi di sinistra, dove si sono affrontati diversi temi internazionali.

A Lugano il Partito Socialista deve fare i conti con le dimissioni dal Consiglio comunale di Marco Jermini per motivi personali. Gli subentrerà Edoardo Cappelletti.

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