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Il rapporto di Bertoli scatena il caos. Tutti i partiti, “confermati i nostri dubbi”

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Questa mattina il Corriere del Ticino ha riportato alcuni contenuti esplosivi del rapporto del perito Marco Bertoli sul caso Argo 1. Negate sia l’urgenza di cambiare (la Rainbow non era affatto inadeguata come si è cercato a posteriori di far credere) né per il prezzo (l’offerta sarebbe arrivata dopo la data scritta da Scheurer, mentre si era convinta la stessa Rainbow a abbassare la sua). Le motivazioni sono state costruite a posteriori per arginare lo scandalo, anche se la vera risposta sul perché di Argo ancora non c’è. I controlli sono stati certificati anch’essi a posteriori, su richiesta di Fiorini, da nove colleghi, mentre la funzionaria del DFE aveva chiesto lumi, venendo tranquillizzata da Scheurer. Un quadro di errori e bugie, che ha tenuto banco per tutta la giornata politica.

Il PS ha parlato di un quadro allarmante. “Il rapporto del perito nominato dal Governo per fare chiarezza sullo scandalo ‘Argo 1’, anticipato dal Corriere del Ticino, conferma perentoriamente la pertinenza delle richieste formulate dal PS fin dall’inizio dello scandalo. Il quadro della situazione è disastroso, mina la fiducia della popolazione nelle istituzioni ed esige una volta per tutte, oltre al chiarimento delle responsabilità amministrative, anche reali risposte sul piano politico. Ricordiamo che se queste risposte fossero state date prima, ora le istituzioni potrebbero concentrarsi sui problemi del Cantone”, si legge. Il partito vede confermati i suoi dubbi, compreso quello che la storia non fosse conclusa quest’estate, e chiede che il rapporto sia reso pubblico. “Il quadro disastroso dello scandalo ‘Argo 1’ consolida il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta poiché potrà approfondire la componente politica dell’intera vicenda. Non è infatti accettabile che la responsabilità politica possa essere tradotta esclusivamente attraverso la responsabilità amministrativa dei funzionari implicati nella vicenda”.

A sorpresa, anche il PPD si è fatto sentire, dicendo di non voler prendere posizione fino a quando Direttiva e organi di partito si riuniranno, ma aggiunge che “quello che emerge oggi dalle rivelazioni del Corriere del Ticino è uno scenario inquietante, che aggrava ulteriormente il quadro della situazione, mettendo anche e finalmente in luce le grosse responsabilità dei due ex-funzionari del DSS Blotti e Scheurer“.

Per quanto concerne i capigruppo, conferme rispetto a quanto era emerso dalla Sottocommissione. “Che quella dell’urgenza fosse una bugia ne ero certo. C’è stata una grandissima superficialità nel non controllare i funzionari e i sottofunzionari soprattutto. Non possono venirci a dire che Rainbow non era interessante e Argo sì e che bisognava cambiare quando Argo non aveva abbastanza personale. D’accordo, non hanno infranto la legge ma hanno sbagliato sapendo di sbagliare”, ha detto Gabriele Pinoja de La Destra.  “Quando abbiamo ricevuto le famose nove lettere in cui si diceva che i collaboratori Argo erano bravissimi, ero già sicuro che fossero state fatte scrivere a posteriori. E la fregatura era che a 30 franchi orari garantivano una sola persona. Ora? oi come La Destra riteniamo che il Governo debba mettere in chiaro le cose e agire dove può coi funzionari. Non c’è un motivo per le dimissioni di Beltraminelli, però una riflessione sul fatto se lui debba continuare a gestire questo dipartimento”.

Il Governo non può più attendere, per il liberale Alex Farinelli: o contestano il rapporto o spiegano cosa è successo, in particolare “Paolo Beltraminelli ci dica una volta e per tutte se ha in mano il suo Dipartimento, e dunque sapeva cosa stava accadendo, oppure se non sapeva nulla e quindi non tiene più le redini del DSS. Francamente non so quale delle due sia l’ipotesi peggiore… .A quanto leggo sono state fabbricate dai funzionari una serie di scuse per giustificare l’attribuzione di quel mandato. Questo punto è fondamentale e andrà ulteriormente approfondito. Non sembra corrispondere al vero, insomma, come più volte affermato dal Direttore del DSS, che i funzionari avevano lavorato bene e che si era trattato di semplici errori amministrativi. Quindi ora c’è bisogno che chi ha sbagliato si assuma le sue responsabilità”. E anche far uscire dal DSS Blotti e Scheurer è stato un errore a suo avviso.

Per Daniele Caverzasio della Lega, anche se lo fa solo capire, sarebbe ora di esautorare Beltraminelli dalla guida dell’USSI. “Già ai tempi della Sottocomissione ci sentivamo presi in giro. Ma non solo noi. Anche il Parlamento si è sentito allo stesso modo quando ha ascoltato le spiegazioni di Beltraminelli. Il capo del DSS ha continuato a trincerarsi dietro la giustificazione dell’urgenza che, come dimostra anche il rapporto Bertoli, non esisteva. Mi chiedo se a questo punto deve dirglielo ancora qualcuno che le scuse addotte non stanno in piedi…”

Il PLR ieri nel corso del Comitato Cantonale ha criticato Lega e PPD per le misure proposte sul mercato del lavoro, “che cadono al primo ricorso”, dall’imposta di circolazione alla LIA sino al blocco dei permessi per contratti di lavoro illegali, non risparmiando Norman Gobbi e la sua volontà di ridare 8 milioni agli automobilisti. No anche a No Billag, “un suicidio politico” e al referendum sulla parte fiscale della riforma fisco-sociale.

 

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