SPONSOR UFFICIALE ANNO 2020 E ANNO 2021

In occasione dell’incontro informale dei ministri di giustizia e degli interni in Slovenia, il 15 luglio 2021 la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha discusso con i suoi omologhi la nuova strategia Schengen e la cooperazione in materia di migrazione. In veste di Stato associato a Schengen e Dublino, la Svizzera intende cooperare in entrambi gli ambiti con spirito costruttivo. Il Capo del DFGP ha colto l’occasione per uno scambio d’idee con vari omologhi europei.

L’incontro informale dei ministri di giustizia e degli interni, svoltosi il 15 luglio 2021 a Kranj dietro invito della presidenza slovena dell’UE, verteva, tra le altre cose, sulla politica in materia di migrazione e di asilo. «L’obiettivo comune dev’essere un sistema d’asilo solido e credibile, dalla protezione delle frontiere esterne fino all’esame delle domande e alla politica dei rinvii. È cruciale anche la resistenza alle crisi.» Ecco quanto dichiarato dalla consigliera federale Keller-Sutter. Poco meno di un anno fa, la Commissione europea aveva presentato le sue proposte in merito: il nuovo pacchetto è ricco di elementi atti a rafforzare e migliorare durevolmente il sistema europeo della migrazione e dell’asilo. La Consigliera federale ha puntualizzato il rammarico della Svizzera per il fatto che finora non è stato possibile trovare un consenso in merito agli elementi fondamentali della riforma. Apprezza tuttavia la volontà della presidenza slovena di procedere con pragmatismo attuando le riforme operative incontestate senza attendere l’unanimità sul pacchetto integrale.

Migrazione e asilo: preparare il terreno per il futuro

La maggioranza dei ministri presenti ha ritenuto giunto il momento di rafforzare a lungo termine il sistema Schengen/Dublino preparandolo alle sfide future. È attesa comune infatti che la graduale normalizzazione della situazione pandemica andrà di pari passo con un risveglio dei movimenti migratori. «Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra la libertà di movimento nello spazio Schengen e la salvaguardia della sicurezza. Un importante pilastro di questa politica consiste nella strenua protezione delle frontiere esterne. Il nostro continente dev’essere in grado d’identificare le persone in entrata», ha sottolineato la consigliera federale Keller-Sutter.

Preservare i benefici dello spazio Schengen

La nuova strategia commissionale per la consolidazione dello spazio Schengen è tesa a preservarne i benefici. L’idea è di migliorare la protezione delle frontiere esterne, d’intensificare la cooperazione di polizia e di rafforzare la sicurezza e la gestione migratoria. L’interoperabilità dei sistemi d’informazione impiegati per gestire le frontiere e la migrazione, come pure la digitalizzazione delle domande di visto e dei documenti di viaggio, intendono garantire la gestione efficace delle frontiere esterne potenziando la sicurezza nello spazio Schengen. La Svizzera si dice favorevole a questi sforzi della Commissione europea e degli Stati Schengen e intende fornire un apporto costruttivo alle discussioni in materia.

Scambio con vari omologhi europei

La Consigliera federale ha approfittato dell’incontro in Slovenia per ulteriori scambi bilaterali. «Il nostro messaggio è chiaro: ci adoperiamo per una riforma durevole del sistema Dublino, che deve diventare più resistente alle crisi e permettere l’attribuzione equa delle responsabilità. Non possiamo subire un’altra crisi migratoria come quella del 2015. È l’ora dei compromessi e delle soluzioni concrete: dobbiamo procedere insieme», ha affermato la consigliera federale Keller-Sutter. Il Capo del DFGP ha inoltre incontrato i suoi omologhi danese, neerlandese, spagnolo, cipriota e sloveno.