FrenchGermanItalian

Righini replica di nuovo a Tuto Rossi, secondo Quadri Isabelle Moret non ha capito i bisogni dei ticinesi

- Google NEWS -

Domenica caratterizzata ancora dal dibattito scatenatosi (o meglio, riscatenatosi) dopo la garanzia federale a Prima i nostri. Dopo le dichiarazioni di Tuto Rossi, che aveva risposto ad un’intervista del presidente del Partito Socialista Igor Righini, lo stesso Righini in serata con un post ha riaperto le ostilità, attaccando alcuni esponenti del primanostrismo, rei di predicare bene e razzolare male, assumendo nelle loro aziende frontalieri a salari bassi (cita Bignasca, Pinoja ed anche Siccardi).

“Troppo facile promettere ai ticinesi di mangiare la torta per primi quando a tavola, loro per primi, fanno sedere gli altri. Ed è quanto i padrini di Prima i nostri dell’economia fanno con le loro aziende dove si assumono gli altri a basso salario. È ormai chiaro che tutto questo serva a fare melina, guadagnare tempo, incantare gli spettatori, senza toccare il vero nocciolo della questione: i salari”, scrive, tornando sui salari che a suo dire devono essere almeno di 3’750 franchi mensili. Tuto Rossi aveva definita sciagurata un’eventuale elezione di cinque Righini o cinque Bertoli, ma “mentre dipinge scenari fantasiosi che non tengono conto del fatto che se il popolo dovesse eleggere cinque Tuto Rossi, avremmo bruciato di botto 107,5 milioni di franchi, ovvero la metà della recente misura finanziaria di rientro”. Insomma, è battaglia aperta.

Il Caffè ha intervistato la candidata vodese alla successione di Ignazio Cassis, Isabelle Moret, che dice di essere “la non italofona che ha fatto di più per gli italofoni”, citando la proposta di portare il Consiglio Federale a 9 membri e la possibilità per cantoni che vivono situazioni particolari legate all’immigrazione di applicare soluzioni ad hoc sul tema. E scansa la definizione di lobbysta, parlando dell’Associazione H, che ha una missione di interesse pubblico, e del suo impegno per diminuire i costi della salute. Davvero avrebbe fatto un passo indietro se il Ticino avesse candidato Sadis, come ha detto De Quattro? Con diplomazia, risponde: “Questo sarebbe stato un elemento molto importante nella mia riflessione. Scegliendo di presentare un solo candidato, il partito liberale radicale ticinese ha chiaramente aperto la porta a una candidatura romanda. Anche perché Petra Gössi auspicava più di una candidatura”. Non si sa, dunque.

Lorenzo Quadri, Consigliere Nazionale della Lega, non ha apprezzato le sue parole, commentando: “Come già detto, se la signora crede che la presenza del Ticino in Consiglio federale si riduca ad una questione di difesa dell’ italofonia, ha capito assai poco per non dire nulla. Se Moret continua ad insistere monotematicamente sull’italofonia, vuol dire che ignora del tutto la situazione ed i problemi del nostro Cantone.  I ticinesi non hanno bisogno di un supporter dell’italofonia in Consiglio federale; i ticinesi hanno bisogno di un rappresentante in CF che difenda le loro decisioni in materia di preferenza indigena, di lotta al frontalierato dilagante (e alle conseguenti distorsioni del mercato del lavoro), di limitazione dell’immigrazione”. Coerente, insomma, con quanto sostenuto riguardo Cassis.

Fra un mese la deputata socialista Lisa Bosia Mirra andrà a processo per nove episodi in cui ha aiutato a entrare in modo illegale dei clandestini in Svizzera. “”Se mi condanneranno farò sicuramente ricorso, continuerò la battaglia contro muri e ingiustizie. Se mi assolveranno resterò in Gran Consiglio. E comunque io so di avere commesso una infrazione ma non penso di aver commesso un reato”. La sua, sostiene, non era una scelta, perché non poteva tornare a casa facendo finta di nulla. Diversi colleghi di Parlamento l’avrebbero sostenuta in privato, tacendo in pubblico, ed anche i tentativi di mediazione con le Guardie di Confine riguardo i migranti che volevano attraversare la Svizzera non sono andati a buon fine.

Il Partito Comunista intanto parteciperà a una raccolta fondi mirata ad aiutare un gruppo di studenti della Facoltà di Storia dell’Università Nazionale di Donetsk, in Ucraina, a svolgere una spedizione archeologica in Crimea, presso il noto sito-riserva naturale di Chersoneso Taurico: per molti di loro, la guerra ha complicato il tutto.

Il granconsigliere del MPS Matteo Pronzini punta il dito sull’EOC, reo a suo dire di intromettersi e decidere in situazioni che non sarebbero di sua competenza. In particolare non gli piace la figura del case manager, ovvero di un infermiere stipendiato da casse malati e EOC stesso che valuti degenza e cure dei pazienti, secondo lui una testa di ponte delle casse malati. “Si tratta di una chiara ingerenza da parte delle casse malati le quali, come dimostrato in più occasioni, non hanno sicuramente a cuore né la salute dei pazienti né gli interessi della popolazione e degli ospedali dell’EOC”.

- Pubblicità -

Le imprese ti attendono

Marito a noleggio: Il tuttofare perfetto in un click

In casa c’è sempre qualche piccola riparazione da effettuare: all’impianto idraulico, a quello elettrico,...

TI – REX – Minima spesa ma massima resa!

Nel budget mensile per sostenere una casa, oltre le bollette e tutto ciò che...

Il veicolo giusto? Devittori all cars plus lo trova

Il veicolo giusto è quello in grado di rispondere nel migliore dei modi alle...