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Robbiani interroga sulla droga all’OSC. De Luigi presidente dell’UDC di Bellinzona

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A tener banco sono le rivelazioni (anche se molti parlano di segreto di Pulcinella) riguardo la droga all’OSC di Mendrisio. Massimiliano Robbiani della Lega in poche ore ha inviato un’interrogazione: “Ma che sanità psichiatrica pubblica stiamo proponendo ai pazienti costretti a subire una situazione allucinante? Non possiamo accettare oltre questo scempio, questa dimostrazione di totale incapacità di gestire un ospedale complesso come quello dell’OSC. È una vergogna, lo ribadisco forte e chiaro: una vergogna che deve finire subito!”. E chiede al Consiglio di Stato: • Il DSS è consapevole di quello che sta succedendo, e non solo da oggi, all’interno e all’esterno dell’OSC di Mendrisio? • La direzione dell’OSC ha mai preso dei provvedimenti concreti per poter arginare questo degrado vergognoso? • Il DSS è stato avvisato da parte della direzione dell’OSC di quello che giornalmente capita, ovvero, spaccio di droga e di sostanze alcoliche? • Il DSS vista la grave situazione non intende destituire tutta la direzione dell’OSC, capace solo di prendere lo stipendio ma non di gestire una struttura ospedaliera? • Com’è possibile che spacciatori noti entrino nei padiglioni a vendere stupefacenti? È un ospedale o un mercato della droga legalizzato? • Il personale dell’OSC si è arreso a questa situazione che si protrae da parecchi anni o, per forza di cose, non sa più come comportarsi, anche perchè la direzione non fa praticamente niente? • Come mai non si è pensato ad introdurre controlli, un servizio di sorveglianza, un pattugliamento costante? • Non solo droga, ma pure bevande alcoliche venduto illegalmente a prezzi più che raddoppiati. Il DSS è pure al corrente di questa situazione? Se si, come intende agire?”.

Il PPD pensa agli sgravi fiscali per il ceto medio. In particolare: “1. Aumento della franchigia relativa all’imposta sulla sostanza. Oggi, per l’imposta sulla sostanza, è prevista una franchigia di fr. 200’000.–. Per compensare l’aumento dei valori di stima e per incentivare il risparmio personale la franchigia potrebbe essere portata p. es. a fr. 300’000.– o fr. 400’000.–. L’impatto per le casse dello Stato sarebbe modesto e andrebbe soprattutto a vantaggio di persone con un patrimonio medio; l’imposta sulla sostanza va peraltro a colpire beni sui quali sono già state pagate delle imposte (p. es. sul reddito) e che, in molti casi, non fruttano nulla al proprietario. 2. Riduzione del reddito locativo. Oggi i proprietari della propria abitazione si vedono imporre un “valore di reddito” pari al 90% del reddito locativo presunto dell’abitazione. Si tratta di un’imposizione che colpisce soprattutto il ceto medio e che può comportare anche dei significativi aumenti di imposta. L’imposizione del reddito locativo è imposta dal diritto federale ed è il contraltare dell’impossibilità, per gli inquilini, di dedurre la pigione. Resta il fatto che per il ceto medio l’imposizione di un reddito fittizio è alquanto problematica, anche perché l’acquisto di una casa, per il ceto medio, è spesso legata a faticosi risparmi e all’assunzione di debiti importanti. I sottoscritti propongono quindi di maggiormente sfruttare il margine di manovra accordato dalla giurisprudenza federale e abbassare la percentuale all’80 o all’85% del reddito locativo presunto. 3. Maggiori deduzioni per le spese di presa a carico dei figli. Spesso le famiglie del ceto medio sono tali perché possono disporre di un doppio reddito, vuoi perché ogni coniuge intende mettere a profitto le competenze acquisite nella formazione, vuoi per necessità del nucleo famigliare. Una parte non trascurabile di questo salario viene però erosa dalle spese di presa a carico dei figli, dato che non tutti hanno la possibilità di fare capo a una rete famigliare (p. es. nonni, figli più grandi, ecc.). Oggi è prevista una deduzione di 10’000 franchi fino a un reddito di 80’000 franchi che viene poi ridotta a 5’500 franchi per i redditi superiori. La legge federe riconosce attualmente una deduzione di 11’000 franchi e il Consiglio federale ha recentemente trasmesso alle camere una proposta di deduzione di fr. 25’000. I sottoscritti propongono quindi di aumentare le deduzioni per la presa a carico dei figli, in particolare per i redditi medi”.

Fiorenzo Dadò, Marco Passalia e Giorgio Fonio considerano un buon esercizio democratico la situazione venutasi a creare all’interno del PPD, con candidature ulteriori a quelle proposte dalla Cerca. Intanto, i politici locarnesi (in particolare il vicesindaco Paolo Caroni e il suo collega Giuseppe Cotti, oltre che il presidente della Sezione, Angelo Pelloni, e la capogruppo in Consiglio comunale, Barbara Angelini Piva) hanno scritto alla Direttiva chiedendo di candidare Fabio Bacchetta Cattori.

L’UDC di Bellinzona ha una nuova sezione e un nuovo presidente: si tratta di Ivano De Luigi, eletto ieri sera all’unanimità.

Brutta notizia invece sempre per i democentristi: secondo i sondaggi, l’iniziativa per l’autodeterminazione dovrebbe andare verso un no. Solo il 39% voterebbe sì, e il Ticino è l’unica regione in cui favorevoli e contrari (45% contro 44%) sono vicini, mentre in Romandia e Svizzera tedesca il no sarebbe deciso.

Problemi invece per Elia Frapolli: il Consiglio d’amministrazione dell’Agenzia turistica ticinese (ATT) non gradisce il ruolo di candidato e presidente di Ticino Turismo, quindi, se la candidatura fosse confermata, dovrebbe dimettersi o chiedere un congedo non pagato. Il che fa felice Lorenzo Quadri. “Ohibò, allora il Mattino aveva ragione a sollevare il tema dell’incompatibilità tra il ruolo di direttore di Ticino turismo e quello di candidato al governicchio… non erano vaneggiamenti populisti! Ma chi glielo fa fare a Frapolli di lasciare la direzione dell’Azienda turistica ticinese per fare da Beltravalletto, destinato a trombatura certa, nella lista PPD per il Consiglio di Stato? E poi, di solito, il datore di lavoro (CdA) non lo si informa prima di mettersi in lista per un’elezione politica? Comunque, Frapolli “stia sereno”: ci penserà il tandem degli ex presidenti desiderosi di tornare alla ribalta (Jelmini-Bacchetta Cattori) a toglierlo d’impaccio e dalla lista…”.

Igor Righini, presidente del PS, avverte “un vento assassino, bagnato nel sangue della storia, batte le strade del mondo e dell’Europa. Dalla vicina Italia si è spinto alle porte di casa nostra. Marcello Foa banalizza questo sfascio sociale con uno sconcertante “macché razzismo vogliamo solo essere padroni a casa nostra”. In Ticino  si giustificano fatti inauditi, come la promozione a sergente maggiore di un agente condannato per istigazione all’odio razziale. Roberta Pantani non esita ad attaccare due bambini, rei secondo lei di essere neri, per prendersela con un prete, mentre  Lorenzo Quadri aizza quotidianamente all’odio razziale e difende la collega, come se questo fosse il mandato affidatogli dai cittadini per il quale riceve oltre 230mila franchi all’anno. “Volano parole atroci, infettano le menti, si caricano di odio, legittimando frasi un tempo indicibili. “Ci vorrebbe un altro Hitler”, mi dice un tizio al bar. Ci vorrebbe? Basta guardarsi attorno per capire che già ne abbiamo in quantità”.

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