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Seduta straordinaria del Parlamento il 4 ottobre. Intanto è caos sui posteggi

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Impugnare o meno la decisione del Procuratore Pubblico, che ha definito un non luogo a procedere nei confronti della denuncia di Beltraminelli, Gobbi, Zali e Vitta verso Pronzini? Il Gran Consiglio si riunirà in una seduta straordinaria il 4 ottobre, per poter decidere entro i 10 giorni in cui è possibile il ricorso.

Nel frattempo, il Governo starebbe per inviare all’Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio una missiva in cui chiede che i deputato paghino il parcheggio a Palazzo delle Orsoline, 70 franchi al mese. Questo deriverebbe dalla legge cantonale sul demanio pubblico, che all’articolo 20 contempla le tasse d’uso dovute in caso di uso accresciuto delle superfici demaniali. I Ministri lo pagano ed anche gli impiegati dell’Amministrazione.

Fiorenzo Dadò, presidente del PPD, ha reagito tramite Facebook: “A Bellinzona ci sono 66 posteggi e 90 deputati. Nessun deputato ha un suo posteggio fisso ( il primo che arriva meglio alloggia) e userà questi posteggio mediamente 8 ore al mese. Il Consiglio di Stato propone di farlo pagare 70 franchi al mese ad ogni deputato. Uella! Neanche a Montecarlo i posteggi costano così cari. In pratica quasi 9 franchi all’ora. Con queste tariffe i Ministri e i dipendenti pubblici che dispongono di un posteggio personale dovrebbero pagare 1440 franchi al mese. Che sia chiaro, giusto che tutti paghino il posteggio, ci mancherebbe. Ma se si pensa di fare coercizione sul Gran Consiglio per evitare che chieda di restituire quanto è stato prelevato senza base legale ci si sbaglia di grosso. Capiamo che i 5 sono risentiti perché Pronzini li ha messi con le spalle al muro, ma queste ritorsioni da asilo Mariuccia è l’ennesimo atto di questa ridicola saga di provincia”.

Per contro il socialista Henrik Bang ha proposto: “Personalmente condivido questa decisione, nessun problema a pagare il posteggio, avrei peró qualche semplice proposta. Abbiamo la scelta se raggiungere Bellinzona con il mezzo privato, i mezzi pubblici. I giorni di seduta plenaria sono pianificati annualmente e quest’anno raggiungono la quota di 33 giorni su 220 giorni lavorativi pertanto per oltre 180 giorni buona parte dei posteggi rimane vuota. Le commissione invece si riuniscono in date differenti ma contano solo di 17 deputati e pertanto non sono necessari tutti i parcheggi. Mi chiedo se non sia possibile creare un sistema Parkpooling mettendo a disposizione della cittadinanza, a pagamento, almeno il posteggio 2 così da offrire un servizio e incassare qualche franchetto. Affaire a suivre”.

Ieri Tiziano Galeazzi, dell’UDC, toccato dal degrado visto a Pregassona, ha voluto porre delle domande al Governo, convinto che la povertà non sia un caso isolato: chi interviene, chi si occupa di casi simili, anche in presenza di minori o animali domestici? “Checchè se ne dica la povertà in questo Cantone è in drastico aumento. Questo fenomeno oramai è consolidato e nella vita reale non risulta di certo essere una “percezione puramente statistica” bensì un grave problema. Persone e famiglie che in un modo o l’altro vivono in povertà e la percentuale é destinata a crescere in maniera esponenziale, se si considerano le famiglie working poor. I fattori sono parecchi e spaziano tra il problema del mondo del lavoro, la disoccupazione e la scarsità di mezzi economico-finanziari”.

Sta sollevando scalpore la denuncia di un inviato del Forum Alternativo alla serata sul centro Pasture al Palapenz: l’uomo sarebbe stato picchiato, ammanettato e minacciato. Matteo Pronzini ha subito interpellato il Governo chiedendo: “1. Chi ha autorizzato la presenza della polizia cantonale al Palapenz? 2. Perché i due consiglieri di stato Normann Gobbi e Paolo Beltraminelli non sono intervenuti per impedire questi gravi e violenti abusi su dei rappresenti della stampa e su delle persone presenti? 3. Il Consiglio di Stato intende aprire un’inchiesta amministrativa verso quei poliziotti (ed i loro superiori) che si sono resi protagonisti d’atti di violenza?”.

Lorenzo Quadri della Lega invece ha chiesto al Consiglio Federale di abolire la Commissione federale contro il razzismo. “La stessa istituzione di una Commissione federale contro il razzismo è un atto di propaganda politica: mira a far credere che in Svizzera esista un reale problema di razzismo. Un problema di un’estensione tale da rendere necessaria la creazione di una Commissione federale specifica per combatterlo. Si tratta di una manipolazione della realtà. E’ infatti evidente che un paese dove il 25% della popolazione è straniera e la metà ha un “passato migratorio” non può essere un paese razzista. E’ poi evidente che un paese razzista non può essere esposto ai flussi migratori a cui è esposta la Svizzera. Vi si verificherebbe semmai il fenomeno inverso. L’abolizione della Commissione federale contro il razzismo permetterebbe di risparmiare circa 200mila Fr all’anno, che potrebbero essere impiegati nel combattere l’immigrazione clandestina”.

Il democentrista Marco Chiesa è tornato sul caso del dodicenne cui fu negato il rimborso del costo di un farmaco non omologato per la cura di un sarcoma e l’ha fatto con tre interrogazioni distinte. Una proprio sul caso specifico: “1. Come comportarsi nel caso di una richiesta di rimborso di un medicamento importato non riconosciuto da Swissmedic, non iscritto nell’Elenco delle specialità, e non omologato in alcun Paese con la stessa indicazione per la quale il medico curante intende utilizzarlo? 2. Cosa ne pensa il CF del fatto che un farmaco non riconosciuto da Swissmedic, non iscritto nell’Elenco delle specialità, e non omologato in alcun Paese con la stessa indicazione per la quale il medico curante intende utilizzarlo, possa essere preso a carico dall’assicurazione malattia obbligatoria? 3. Come mai il farmaco citato non è stato mai omologato in Svizzera? Si tratta piuttosto di una questione economica oppure clinica? 4. Vi sono difficoltà a registrare farmaci innovativi o adatti a malattie rare in Svizzera? 5. Vi è la percezione di un crescente conflitto tra pazienti e assicuratori per medicamenti non omologati in Svizzera?”. La seconda sulla somministrazione di farmaci non omologati: “1. Come giudica l’approvvigionamento e la sicurezza dei medicamenti per le persone minorenni (bambini, persone con demenza senile ecc.) con medicamenti non omologati? 2. Come giudica il ruolo degli assicuratori malattia in questo contesto? 3. Come può un assicuratore malattia acquisire la necessaria certezza che in caso di impiego non venga privilegiata la ricerca sulle persone minori?”. E la terza sulla procedura di valutazione riguardante il rimborso di un farmaco non omologato (medico di fiducia+ esperto indipendente). Se non si ritenesse soddisfatto delle repliche, si riserva di “i noltrare una mozione successiva, in particolare per quanto attiene a chi svolge la valutazione (medico di famiglia + eventuale esperto indipendente o gremio indipendente)”.

Fabio Schnellmann del PLR si è occupato di premi di casse malati. “L’ennesimo recente aumento dei premi Cassa Malati, ci porta ad alcune riflessioni, ad alcuni spunti provocatori nonché ad alcune domande. Il nostro Cantone è notoriamente, visto il clima, la vicinanza con l’Italia e altri fattori, un luogo prediletto, per persone d’oltre Gottardo e anche straniere, ove trascorrere la meritata pensione. È statisticamente provato, ma la cosa è comunque logica ed evidente, che le persone non più giovanissime necessitano di maggiori cure mediche rispetto a quelle giovani. Questa situazione porta a far si che il nostro Cantone, anche per questi motivi, si ritrovi con dei costi socio-sanitari esorbitanti e di riflesso dei premi Cassa Malati in continuo aumento rispetto ad altri cantoni svizzeri. Una soluzione a questo fenomeno, potrebbe essere quella di chiedere al Cantone dove partono gli anziani per trasferirsi in Ticino una partecipazione a questi costi”.

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