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I Verdi hanno sempre dato molto valore all’autoproduzione alimentare (da realizzarsi, ovviamente, in forme rispettose dell’ambiente). A maggior ragione nel periodo di crisi come questo, promuovere l’orticoltura locale è molto importante. Sementi e piantine da orto sono da ritenersi, in questo senso, beni di prima necessità, come giustamente rileva una petizione lanciata dal granconsigliere verde di Neuchâtel Laurent Debrot. È assurdo che si possano comperare, nei grandi magazzini, verdure prodotte in Spagna o in Olanda e non si possano invece comperare i semi e le piantine che molti piccoli orticoltori-vivaisti svizzeri hanno preparato per la primavera. In mancanza di un possibile smercio si vedono ora costretti a distruggerle: una rilevante perdita economica per loro e uno spreco insensato per noi. È una scelta che danneggia i produttori locali e che impedisce a molti cittadini-orticoltori di contribuire al proprio autosostentamento alimentare, nonché a una maggiore autosufficienza del paese. Sarebbe certamente possibile permettere la produzione, la vendita e l’acquisto di semi e piantine da orto in piccoli mercati nel rispetto delle stesse precauzioni di sicurezza (norme di igiene accresciute e distanza sociale) che vengono ora applicate nelle attività produttive ritenute fondamentali, nei negozi di alimentari, nelle farmacie o nelle edicole. Va poi sottolineato, in questo periodo di isolamento forzato, che l’orticoltura amatoriale contribuisce anche all’equilibrio personale e a un positivo rapporto con l’ambiente circostante. I Verdi del Ticino fanno quindi appello alle autorità affinché riconoscano, tra i beni di prima necessità, anche semi e piantine.