La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha discusso di due dossier centrali nell’ambito della politica europea: approva gli investimenti informatici pari a circa 99 milioni di franchi per la sicurezza nello spazio Schengen (19.049); per quanto concerne le divergenze ancora esistenti in relazione al miliardo di coesione si allinea alle decisioni del Consiglio degli Stati (18.067).

MAGGIOR SICUREZZA MEDIANTE INVESTIMENTI INFORMATICI IN AMBITO SCHENGEN/DUBLINO

La CPE-N ha esaminato il messaggio del Consiglio federale concernente un credito d’impegno per l’attuazione dello sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino (19.049). Per far fronte con efficacia alla crisi migratoria e alla latente minaccia terroristica occorre aumentare la sicurezza interna nello spazio Schengen mediante un potenziamento dei controlli alle frontiere esterne. Nel contempo va altresì migliorata la collaborazione fra le autorità nazionali preposte alla sicurezza e alla migrazione. Per conseguire gli obiettivi in materia di sicurezza e una cooperazione più efficace fra le autorità si prevede di acquisire nuovi sistemi di informazione o di sviluppare quelli esistenti. L’accento verrà messo sui provvedimenti volti alla realizzazione della cosiddetta interoperabilità, il cui scopo è di migliorare lo scambio di informazioni fra i vari sistemi. Per il periodo 2020-2025 il Consiglio federale propone un credito d’impegno di 98,7 milioni di franchi per investimenti informatici.

La Commissione ritiene che la cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni nell’ambito di Schengen/Dublino siano estremamente importanti per la sicurezza della Svizzera. Per quanto concerne i costi rinvia al rapporto del Consiglio federale sulle conseguenze economiche e finanziarie dell’associazione della Svizzera a Schengen (19.018), il quale giunge alla conclusione che dal profilo economico e finanziario la Svizzera trae profitto da tale associazione. La CPE-N ritiene inoltre che Schengen/Dublino, nell’ambito della sicurezza interna, rappresenti un valore aggiunto non quantificabile in termini monetari: in quanto parte dello spazio di sicurezza europeo, il nostro Paese approfitta dei vantaggi dell’interconnessione tra gli Stati Schengen, segnatamente dello scambio automatico dei dati. Per la Commissione, Schengen si è dimostrato uno strumento irrinunciabile nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata transfrontaliera.

Con 17 voti contro 6 e 2 astensioni, la Commissione è entrata in materia sul progetto e ha respinto, con 17 voti contro 8, una proposta di sospensione. Una minoranza chiede di sospendere l’oggetto fintanto che non saranno chiarite le questioni aperte sull’Accordo istituzionale e le conseguenze in materia di costi.

Rispetto al disegno del Consiglio federale, la CPE-N ha inserito, con 23 voti contro 0 e 2 astensioni, un ulteriore capoverso nel decreto federale secondo cui gli strumenti finanziari potranno essere liberati soltanto nel momento in cui l’Assemblea federale avrà adottato le pertinenti basi legali.

Nella votazione sul complesso la Commissione ha adottato il progetto con 17 voti contro 8. Essa propone pertanto al Consiglio nazionale di approvare il credito d’impegno.

ELIMINAZIONE DELLE DIVERGENZE SUL MILIARDO DI COESIONE

La CPE-N ha concluso l’esame sul secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell’UE per ridurre le disparità economiche e sociali (18.067). Nella seduta del 12 e 13 agosto (comunicato stampa) la Commissione aveva deciso con 17 voti conto 8 di rinviare la decisione definitiva sulle divergenze ancora esistenti all’ultimo trimestre dell’anno, al fine di poter incaricare il Consiglio federale e l’Amministrazione di effettuare una serie di approfondimenti. Sulla base delle informazioni supplementari dell’Amministrazione, la Commissione ha discusso delle ultime due divergenze fra il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati.

Senza voti contrari la CPE-N ha rinunciato a raddoppiare il credito quadro per provvedimenti nell’ambito della migrazione a scapito di progetti relativi all’attenuazione delle disparità economiche e sociali, aderendo in tal modo al disegno del Consiglio federale e alla decisione del Consiglio degli Stati.

La seconda divergenza concerneva il mandato al Consiglio federale di sottoporre all’Assemblea federale, entro il 2020, una proposta di credito per l’associazione della Svizzera a Erasmus+. Una disposizione in questo senso era stata accolta dal Consiglio nazionale nella sessione primaverile 2019. Con 13 voti contro 11 la Commissione ha deciso di rinunciare a inserire nel decreto federale un mandato. Una minoranza chiede di incaricare il Consiglio federale di negoziare le condizioni di partecipazione ai programmi UE «Erasmus+», «Orizzonte Europa» e «Europa creativa» e di sottoporre i pertinenti messaggi e crediti d’impegno all’Assemblea federale nel corso del 2020. In tal modo si lancerebbe un chiaro segnale a favore di una stretta collaborazione nei settori educazione, ricerca e cultura. Secondo la maggioranza, la volontà del Parlamento di associare la Svizzera ai programmi dell’UE in materia di educazione, formazione, ricerca e cultura è già stata comunicata al Consiglio federale. Non ritiene quindi opportuno vincolare il miliardo di coesione ad altri dossier tematicamente disgiunti e vuole invece eliminare quanto prima le divergenze rispetto al Consiglio degli Stati.

ALTRI TEMI

La CPE-N è stata inoltre consultata, conformemente all’articolo 152 capoverso 3 della legge sul Parlamento, sul progetto di mandato negoziale per la modernizzazione del Trattato sulla Carta europea dell’energia (TCE, European Energy Charter Treaty). Il TCE è una convenzione internazionale vincolante in materia di scambi e di protezione degli investimenti nel settore energetico. Dacché istituisce norme per la risoluzione delle controversie, è l’accordo di protezione degli investimenti che più spesso viene fatto valere nel caso di arbitrati tra investitori stranieri e Stati. Dalla sua entrata in vigore nel 1998, il TCE non è mai stato sottoposto a revisione. La Commissione sostiene senza opposizione il mandato del Consiglio federale per la modernizzazione del TCE.

Inoltre, la Commissione è stata consultata sul mandato negoziale del Consiglio federale per la 25a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 25), che si terrà dal 2 al 13 dicembre 2019 a Madrid, in Spagna, e non più a Santiago del Cile. La Commissione ha preso atto, approvandolo senza voti contrari, del mandato conferito alla delegazione svizzera.