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Si dimette Schneider-Ammann. Malumori in casa PLR, attivi Quadri e Chiesa

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La notizia del giorno sono le dimissioni del Consigliere Federale Johann Schneider-Ammann, che lascerà la carica al 31 gennaio.

In Ticino, ci sono gli strascichi della votazione su La Scuola che verrà. In particolare, pare che non tutti all’interno del PLR abbiano gradito il comunicato, redatto da Caprara e Pini, in cui si riversava buona parte della colpa per l’insuccesso a Manuele Bertoli. I deputati non sarebbero stati al corrente di quanto scritto, e in particolare avrebbe creato un po’ di malumore fra i membri della Commissione Scolastica.

Marco Chiesa è stufo di annunci per soli frontalieri, calcolando la situazione difficile del Ticino e interroga il Consiglio Federale. “Purtroppo questi annunci non sono più una rarità, anzi stanno man mano divenendo perniciosi. Queste ditte, insediate nel nostro Cantone, non dimostrano alcuna sensibilità e rispetto nei confronti dei lavoratori indigeni, svizzeri o stranieri, anzi, senza remore ed etica, li escludono volontariamente e con premeditazione dal mercato del lavoro del Paese dove vivono, pagano le imposte e crescono i loro figli. L’esatto contrario rispetto a quanto voluto dal Popolo ticinese con l’approvazione della modifica costituzionale “Prima i nostri”. Modifica che ha ottenuto la garanzia federale e che intende promuovere una sana complementarietà tra i lavoratori indigeni e quelli stranieri, combattere il dumping salariale, evitare l’effetto di sostituzione e, conformemente alla Costituzione federale, ridare dignità al lavoratore indigeno a mezzo della sacrosanta preferenza sul mercato del lavoro”, ha scritto, chiedendo se il Consiglio Federale intende punire queste aziende e che cosa pensa del fatto che sempre più ticinesi pensino ad andare a vivere in Italia lavorando in Ticino.

Lorenzo Quadri invece, sul modello germanico, con una mozione chiede “di presentare una proposta di legge che preveda che, al più tardi dopo sei mesi trascorsi a carico dell’assistenza sociale, i cittadini UE immigrati in Svizzera da meno di cinque anni siano tenuti a lasciare il paese e non abbiano comunque diritto ad altri aiuti sociali”.

Il PS ha deciso: “i partiti di maggioranza si determinino riguardo all’assoggettamento dei Consiglieri di Stato alla Cassa pensione affinché la questione venga risolta una volta per tutte entro la fine della legislatura. Nel caso contrario, il PS proporrà alla base di lanciare un’iniziativa popolare peraltro già pronta. Visto che l’attesa riguardo alla questione dell’assoggettamento dei Consiglieri di Stato alla Cassa pensione ha oltrepassato i limiti, nel caso in cui i partiti di maggioranza decidessero di rimandare il tutto alla prossima legislatura il Partito Socialista proporrà alla base del partito di lanciare un’iniziativa popolare, peraltro già pronta. Un’iniziativa che chiederà di abrogare il regime previdenziale speciale dei Consiglieri di Stato, di affiliare i consiglieri di Stato all’Istituto di previdenza del Canton Ticino, di adattare l’indennità di uscita a fine mandato di un Consigliere di Stato al modello in vigore per i magistrati qualora non intervenga il pensionamento e di valutare la revisione della retribuzione dei Consiglieri di Stato, tenendo comunque conto di un rapporto massimo di 1:10 tra il salario minimo dell’Amministrazione cantonale e quello del Consigliere di Stato”.

L’UDC ha invece presentato una iniziativa parlamentare generica con le sue proposte per rinnovare la scuola, 61 punti divisi in 5 capitoli.

Roberta Pantani sul Mattino ha attaccato pesantemente Don Gianfranco Feliciani, invitandolo anche a lasciare la Svizzera. Fra le questioni contestate, l’aver detto che i chierichetti utilizzati a Chiasso sono stranieri. Il che ha suscitato lo sdegno del PPD chiassese. “Ancora una volta la Signora Pantani è incorsa in uno dei suoi tipici svarioni a sfondo populista. Se avesse approfondito un minimo la questione avrebbe scoperto che i chierichetti da lei presi di mira sono di origine eritrea, quindi cristiani, che partecipavano alle funzioni religiose ben prima di arrivare a Chiasso. Oltretutto si tratta di figli adottivi (con passaporto rossocrociato) di una coppia ticinese con radici saldamente nostrane. Considerato anche il ruolo che la Signora Pantani ricopre a livello federale è inqualificabile la crociata xenofoba, populista e anticlericale fatta sulla pelle di due innocenti bambini. Crociata dalla quale il nostro partito prende le distanze in maniera chiara e netta condannando senza se e senza ma il bieco attacco sferrato dalla municipale leghista. Vista la gravità delle affermazioni della Vicesindaco il nostro partito chiede al Municipio di distanziarsi pubblicamente. Si invita inoltre l’Esecutivo a valutare se la Signora Pantani sia ancora la persona adatta nel dirigere il dicastero socialità, che si occupa tra l’altro delle delicate questioni legate all’integrazione delle persone più deboli”.

A Lugano Tiziano Galezzi, assieme a Raide Bassi, Alain Bühler e Stefano Gilardi, si lamenta delle spese per il mobilio. “Da più uffici amministrativi emergono voci le quali segnalano sprechi nel mobilio laddove vi sono stati degli spostamenti di postazioni di lavoro. Se è vero che la città di Lugano vuol proseguire sulla strada del rigore finanziario e quindi centellinare qualsiasi spesa a conto economico, anche le più banali delle spese amministrative o di gestione, debbano essere prese in considerazione non solo dal Municipio, ma anche dal personale alle dipendenze della città”.

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