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Ticino sotto shock per la strage sventata. Bertoli e Gobbi lodano scuola, Polizia e chi segnala

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Politica ferma per il ponte dell’Ascensione, ma anche perché il Ticino si è concentrato e fermato sulla sventata strage alla Scuola di Commercio di Bellinzona.

Un 19enne voleva uccidere diverse persone della sua scuola, dove frequenza il terzo anno con buoni risultati, probabilmente tramite armi, visto che ne sono state trovate parecchie nella sua casa, e che martedì scorso aveva acquistato 150 munizioni. Sarebbe stata trovata anche una lettera in cui indicava le sue intenzioni, a far scattare l’allarme delle frasi enigmatiche del tipo “si risolverà tutto nelle prossime settimane, verranno coinvolte molte persone”, degli status su Snapchat e delle foto postate su Instagram. Dei compagni hanno avvisato la direzione che a sua volta ha allertato la Polizia, la quale dopo essersi fatta un quadro lo ha arrestato. Appena in tempo: avrebbe pare agito martedì, anche se ora, in arresto presso un clinica psichiatrica, nega. Non ha precedenti, e neppure problemi con docenti o compagni, a parte alcune problematiche personali. Non sono presenti radicalizzazioni politiche o religiose.

Manuele Bertoli del PS, direttore del DECS, ovviamente è stato toccato da vicino, e dopo le prime interviste di ieri, oggi ha voluto dire la sua, lodando l’immagine della scuola che è uscita dalla vicenda. “Quello che è successo in queste ore, l’arresto del giovane che pare pianificasse un atto criminale cruento, ha preoccupato tutti, comprensibilmente, me compreso. Sono però al contempo contento della reazione della scuola, che come dimostrato anche in questa circostanza funziona bene ed è attenta ai propri allievi. Questo grazie alla vicinanza e al clima di fiducia che esiste tra allievi, docenti e direzione, alla comunicazione schietta e aperta che esiste tra loro, alla capacità di ascolto e di lettura della situazione degli studenti e di chi nella scuola lavora tutti i giorni con professionalità e dedizione. La naturale vicinanza e il sincero interesse verso chi ci sta vicino, considerato come persona e non come un semplice numero, hanno in questa circostanza permesso di cogliere in tempo e prendere sul serio dei segnali altrimenti invisibili, permettendo di reagire tempestivamente per evitare qualcosa che fino a ieri alle nostre latitudini era quasi inimmaginabile. Questa vicinanza tra studenti e docenti e questa apertura comunicativa sono un tesoro inestimabile che dobbiamo tenerci stretto. Indubbiamente il mondo sta cambiando rapidamente, producendo situazioni finora sconosciute alle nostre latitudini. Alla scuola il compito di restare al passo mettendo in campo quanto necessario per poter continuare ad esser vicini ai ragazzi e accompagnarli lungo il loro cammino, per far fronte alle molte sfide di un mondo che va di fretta, colmo di grandi opportunità, ma che purtroppo nasconde anche insidie. In un meraviglioso film, Robin Williams impersonava il professor Keating, un docente sensibile, attento, che ascoltava i suoi allievi e li motivava. La scuola deve continuare ad essere questo: un’istituzione fatta di persone attente, che si parlano, vivono e crescono insieme. Oggi non voglio pensare a cosa sarebbe potuto succedere. Oggi voglio fare un plauso a tutte le studentesse, gli studenti, i docenti e alle direzioni del cantone per quello che fanno ogni giorno e per come lo fanno. Perché la scuola ticinese è questa, e sono certo che, passato questo momento di naturale apprensione, tutti saremo cresciuti un po’ e sapremo stare ancora più vicini, per aiutarci e sostenerci a vicenda”.

Il leghista Norman Gobbi, interessato per quanto concerne la Polizia coinvolta, ha così commentato: “Mi è venuta la pelle d’oca quando ho saputo della situazione e del conseguente intervento della Polizia cantonale che ha permesso di sventare una strage in una delle nostre scuole. Grazie al lavoro del Gruppo per la gestione delle persone pericolose e minacciose un ragazzo di 19 anni è finito in manette: pianificava di togliere la vita ad altre persone. Ma tutto questo non sarebbe avvenuto senza le segnalazioni giunte alle forze dell’ordine: ancora una volta, il ruolo sentinella del cittadino, si è rivelato fondamentale per la nostra sicurezza! Per un Ticino sicuro e accogliente”.

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