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UDC e Lega, prima parevano nozze, poi Attilio Bignasca attacca

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UDC e Lega correranno assieme o separati per le elezioni cantonali? Questa mattina pareva esserci fumata bianca, ovvero un’alleanza, poi le parole di Attilio Bignasca hanno cambiato le carte in tavola.

“Se l’UDC continuerà ad attaccare Zali – vedi la sua iniziativa parlamentare per abolire la tassa di collegamento, comunicata ieri alla stampa mentre la nostra riunione era in corso, approvata oltretutto dal popolo, tanto caro ai democentristi (depositata appunto nel weekend, ndr) – non ci sarà nessun accordo elettorale. Se Battista Ghiggia, nostro candidato naturale, non se la sentirà per motivi professionali o personali di correre per gli Stati, farò un corso intensivo di tedesco e mi candiderò contro il cagnolino della signora Martullo”. I democentristi chiedevano la presenza di Chiesa su una lista unica in vista degli Stati.

Nel weekend, duro botta e risposta tra l’UDC e Paolo Bernasconi, sull’iniziativa per l’autodeterminazione, definita dall’avvocato “pericolosissima”. “Questo appello urgente proviene dal cuore della nostra società, per spingere ogni cittadina e ogni cittadino ad impegnarsi in questa campagna per raccogliere voti contrari a questa iniziativa così pericolosa per la Svizzera”. Questo appello ha trovato il sostegno di persone che abitano nelle diverse parti della Svizzera e appartengono a tutti i settori professionali, contadini, impiegati, imprenditori, architetti, scrittori, sacerdoti. Hanno sottoscritto anche Elizabeth Kopp e Ruth Dreifuss, già appartenenti al consiglio federale, il presidente dell’Unione Sindacale Svizzera Paul Rechsteiner, l’ex deputato Dick Marty, l’attore comico Mike Müller e la scrittrice Eveline Hasler” ha scritto in un appello, dove dice anche che “l’iniziativa indebolisce i diritti fondamentali, scardina la separazione dei poteri e danneggia l’economia. L’accettazione di questa iniziativa sarebbe pertanto un segnale fatale della Svizzera verso l’estero: andrebbe a rafforzare i nazionalismi distruttivi che stanno calpestando i diritti umani”.

“Per il nostro Paese è pericolosissimo perdere il diritto di decidere. È pericolosissimo togliere valore alla democrazia diretta e mettere il diritto internazionale al di sopra della Costituzione federale. È pericolosissimo mettere un tutore al Popolo svizzero”, ha replicato Chiesa, “nessun Paese al mondo antepone il diritto internazionale alla propria Costituzione. Il 25 novembre rischiamo di essere il primo. Ed è quello che vogliono gli avversari dell’autodeterminazione, ossia che ci sia qualcuno che decida in Svizzera al posto delle cittadine e dei cittadini”.

Aveva dovuto replicare anche a Cassis (definito tra l’altro vicino all’UDC da Levrat), che aveva detto che “l’apertura per noi è fondamentale. Del resto, se prendete una moneta da due franchi, la metà è legata all’esportazione. Ecco perché l’iniziativa sull’autodeterminazione in votazione il 25 novembre è pericolosa, anzi deleteria per la prosperità della nostra nazione: metterebbe a rischio centinaia di accordi economici, in particolare nel commercio internazionale, e se venisse approvata creerebbe una tale incertezza giuridica da bloccare per dieci anni gli investimenti esteri. E saremo messi davvero male se non avremo più accesso ai mercati esteri”.

Chiesa, affermando che si è molto lontani dal promesso tasto reset:  “Queste ventilate minacce di isolamento della Svizzera qualora venisse approvata l’iniziativa si iscrivono nella lista che siamo abituati ad ascoltare dal 1992, quando gli svizzeri bocciarono l’adesione allo spazio economico europeo. Ma si tratta di minacce senza alcun fondamento. Se infatti ci fosse stato un solo accordo commerciale in pericolo a causa della nostra iniziativa, lo avrebbero messo su tutti i cartelloni. Ne hanno analizzati oltre 600 e non ne hanno trovato neanche uno! L’unico trattato che verrebbe disdetto è quello sulla Libera circolazione, perché effettivamente è contrario alla Costituzione per decisione del popolo. Qui si agitano fantasmi, sia economici che sia sui diritti dell’uomo, facendo credere che il popolo svizzero sia da mettere sotto tutela. Se c’è una Costituzione che entra in conflitto con il diritto internazionale, è semplicemente perché i cittadini lo hanno voluto”.

Il Forum Alternativo ha contestato le parole di Glauco Martinetti all’assemblea della Camera di Commercio: “In un contesto come quello attuale caratterizzato dalla precarizzazione delle forme di impiego, da una significativa erosione del potere di acquisto e da una fortissima pressione sui salari che producono esclusione sociale e povertà, affermare che il nostro sistema crei ricchezza e prosperità per la società appare non solo temerario, ma offensivo nei confronti di quelle migliaia e migliaia di persone che faticano ad arrivare alla fine del mese. Impressiona l’incapacità degli ambienti imprenditoriali di leggere la realtà che vivono le persone comuni.
Per non parlare del fatto che le regole ed i controlli non devono ostacolare l’attività degli imprenditori. E pensare che viviamo in un Cantone dove gli abusi legali e contrattuali imperversano in un mercato del lavoro sempre più fuori controllo come evidenziato anche dalle statistiche rese note negli scorsi mesi dalla Seco”. Non solo, ci sono le mobilitazioni a mostrare che la popolazione non ce la fa più. Considerato che sia sul piano politico, che su quello imprenditoriale, non vi è alcuna intenzione di modificare le politiche che hanno reso gli imprenditori sempre più ricchi ed il resto della popolazione sempre più povero, noi e tutti coloro che si battono per giustizia sociale e diritti dovremo intensificare il lavoro di contrasto delle politiche liberiste portate avanti dal Governo e seguire la via tracciata da tutti quelli che si battono per la parità salariale e dai lavoratori edili, quella della mobilitazione sociale e della difesa collettiva dei diritti. Perché come ci ha insegnato la storia i diritti non discendono dal cielo ma sono il frutto delle lotte dei lavoratori e della popolazione”.

Nel fine settimana, a proposito di liste, Ivo Durisch si è ritirato da quella socialista per il Consiglio di Stato, perché motivi di salute gli impediscono di assumersi ulteriori carichi di lavoro. Al suo posto Danilo Fiorini.

A Bellinzona Fabio Käppeli interroga sui castelli: “Ma siamo poi sicuri che siano i “partiti storici” ad avere la responsabilità?. Probabilmente basterebbe che in primis chi si lamenta della latitanza di chi avrebbe dovuto controllare, sostenendo che ciò non succeda nemmeno nelle società di scopa, risponda a una semplice quanto chiara domanda. La necessità di gettare fumo negli occhi per nascondere alla cittadinanza le proprie responsabilità – quelle sì – evidenti, partitiche e “cantonali” è comprensibile ma non condivisibile”.

 

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