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UDC e PPD, è scontro sugli sgravi ma nessuno esclude un’alleanza per il ceto medio

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Botta e risposta fra UDC e PPD. Ad aprire le danze i democentristi, con un comunicato in cui attaccavano i pipidini accusandoli di aver copiato le misure fiscali a favore del ceto medio promosse nei giorni scorsi. “Dopo il PS anche il PPD è colpito da plagio. L’UDC come partito liberalconservatore che da sempre difende le e i contribuenti ticinesi è contento della nuova sensibilità degli azzurri, ma propone di scegliere l’originale anziché la fotocopia. L’UDC prende allegramente atto che il Ticino politico sta iniziando a soffrire di un nuovo male: il plagio. In generale, l’UDC in qualità di partito liberalconservatore che da anni si sta battendo con tutti i mezzi possibili a sua disposizione per le e i contribuenti ticinesi è positivamente stupita di come il PPD si stia ricredendo dopo anni di inazione. L’UDC ha scritto più di 20 iniziative fiscali, 12 delle quali ancora in discussione e firmate da deputati di tanti partiti. Abbiamo raccolto le firme per introdurre il Referendum finanziario obbligatorio contro gli sprechi di spesa pubblica, anche questa un’importante conquista con la nostra collaborazione leghista. Ora speriamo che il PPD sia stato folgorato sulla via di Damasco e che non dimentichi tale sensibilità dopo il 7 aprile 2019. UDC, Lega, PPD e quei pochissimi PLR davvero liberali avrebbero i numeri in Gran Consiglio per fermare gli statalisti spendaccioni ed aiutare le e i contribuenti ticinesi. Noi dell’UDC ci siamo, siamo liberalconservatori e difenderemo sempre le e i contribuenti ticinesi”.

Un commento che non va giù a Maurizio Agustoni. “Faccio un po’ fatica a capire la reazione dell’UDC in merito alle proposte del PPD a favore del ceto medio; l’UDC accoglie infatti le proposte in modo positivo le proposte del PPD e propone al mio partito di collaborare sul terreno fiscale anche nella prossima legislatura. Queste buone intenzioni mi sembrano però contaminate da un’inutile vena polemica e, soprattutto, da accuse di plagio che non stanno né in cielo né in terra”. A suo avviso, le proposte migliorano e ampliano quelle già messe sul tavolo e citate da altri.

L’OSC di Mendrisio è ancora al centro di polemiche. Questa volta è il Partito Comunista a porre una serie di scottanti domande. 1) Siamo in grado di affermare sulla base dell’esperienza di un paziente che, su una degenza di 11 giorni, ammissione a parte, fino al 9° giorno non gli è stato possibile consultare alcun medico, ma unicamente infermieri. Si tratta di una situazione normale e accettabile? Il personale medico presente nella struttura è sufficiente per le esigenze dei vari reparti. 2) È vero che negli ultimi tempi una parte dei medici si sta spostando nel settore privato determinando così ricadute negative sulla qualità delle cure offerte nella Clinica? 3) È vero che in alcuni casi gli infermieri fanno 5 turni notturni consecutivi? È ovvio che a risentirne è la loro qualità di vita e di lavoro. Comparato ad altre strutture in cui il massimo è di 3 turni notturni consecutivi, chiediamo se il Consiglio di Stato non ritiene di dover intervenire? 4) Oltre a quanto uscito sui media di recente, anche stando alle nostre informazioni nella Clinica si può facilmente reperire della droga nei bagni delle varie stanze interne alla struttura sanitaria. Non sarebbe opportuno effettuare dei controlli maggiori onde evitare che esterni introducano sostanze stupefacenti nella struttura? 5) Siamo venuti a conoscenza di un ricorso di un paziente per evitare di essere rimandato a casa in una situazione delicata che avrebbe avuto ripercussioni sulla propria salute. E’ valido il sospetto di un problema di sovraffollamento della Clinica? Il Consiglio di Stato può assicurare che nessun paziente venga dimesso anzitempo per motivi di spazio?”.

Il Tram Treno non basta al PLR. “La decisione del Consiglio federale di finanziare la tratta prioritaria della rete tram-treno del Luganese e la nuova fermata ferroviaria di Piazza Indipendenza a Bellinzona è certamente una notizia positiva per la mobilità del nostro Cantone. Per il PLRT molto resta però ancora da fare e l’obiettivo rimane quello di veder completato il progetto AlpTransit con la realizzazione del prolungamento a Sud di Lugano e della tratta Biasca-Camorino con la circonvallazione degli abitati del Bellinzonese e del Luganese. L’avvio della fase di progettazione di quest’opera deve rimanere prioritario”, si legge in una nota.

Il caso di Asia Bibi, la donna cristiana dapprima condannata a morte, imprigionata per 9 anni e ora dichiarata innocente in Pakistan, ma in pericolo di vita, fa discutere anche in Ticino. Giorgio Ghiringhelli, fondatore de il Guastafeste, chiede di accoglierla. “Chiedo al Gran Consiglio “di presentare una risoluzione (iniziativa cantonale) alle Camere federali per chiedere che con procedura d’urgenza venga concesso asilo politico in Svizzera alla signora Asia Bibi, di nazionalità pakistana” e “di concedere alla signora Asia Bibi la cittadinanza onoraria cantonale, in base all’art. 27 della Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale (“Il GC può concedere la cittadinanza onoraria a un confederato o a uno straniero che si fossero resi particolarmente benemeriti del Cantone”)”.

Concorda il PPD con Dadò e Fonio: “Il PPD condivide quindi l’auspicio che la Confederazione, se così richiesto da Asia Bibi e dalla sua famiglia, possa accogliere questa coraggiosa donna che merita di essere sostenuta dal nostro Paese, al pari di altre persone perseguitate a causa della loro fede”.

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