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Un gruppo di cittadini per Bacchetta Cattori. Chiesa e i passaporti dei Consiglieri Federali

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Il PPD continua a discutere della sua lista. Ieri sera Ufficio Presidenziale e Commissione Cerca si sono incontrati, pare che ci sia la disponibilità a rivedere i profili. Un gruppo di cittadini e politici, tra cui il primo firmatario Marcello Tonini (municipale di Maggia), soprattutto valmaggesi e locarnesi ma non solo, hanno lanciato un appello pubblico a Fabio Bacchetta Cattori “affinché confermi, effettivamente, agli organi decisionali competenti, la sua disponibilità a candidarsi sulla lista del Consiglio di Stato del PPD, alle elezioni cantonali del prossimo aprile”.

Intanto il partito ha consegnato alla Cancelleria dello Stato 7’600 firme raccolte con la petizione a favore del salvataggio dell’Infocentro di Polleggio.

Marco Chiesa ha depositato a Berna un’iniziativa per far sì che un Consigliere Federale possa avere un solo passaporto. Per ragioni di cuore, di rispetto delle costituzioni, di eventuali privilegi, ritiene che “l’esercizio del potere al più alto livello del Paese richieda quell’esclusività che due cittadinanze non permettono. Per questi motivi vi invito a sostenere questa iniziativa che porta chiarezza per il futuro, sbarazza il campo dai privilegi e dai doveri che nascono dalla doppia nazionalità di un Consigliere federale, e rafforzano, anche ad occhi esterni da Palazzo, il legame di fedeltà alla nostra Patria”. Dunque dice no perché “il ruolo del CF è intimamente legato alla sovranità nazionale, il ruolo del CF è inconciliabile con i doveri di fedeltà integrati nelle Costituzioni di diversi Paesi, la doppia nazionalità offre dei privilegi di cittadinanza che non sono accordati ai 4,4 milioni di cittadini svizzeri con il solo passaporto rossocrociato, il CF con die cittadinanze può votare e essere eletto in die Paesi diversi. Manuel Valls, già primo ministro francese e ora candidato al sindacato di Barcellona, è l’esempio più recente. Sembra un giocatore di calcio che prima milita per il Paris St-Germain e poi passa al Barcellona, anche il solo sospetto di un conflitto di interessi o di opportunità quando si tratta di questa carica deve essere evitato”.

Dopo il caos-chierichetti, Roberta Pantani aveva fatto una donazione a Mani per l’Etiopia, associazione che opera a favore dei bambini etiopi, ma l’associazione stessa non l’ha accettata, dicendo che la gravità del caso non può essere sanata dal denaro. “Mi auguro che accettino invece tutte quelle di coloro che mi hanno offeso e denigrato e che gli importi siano degnamente proporzionali …”, ha commentato la stessa Pantani.

E Lorenzo Quadri: “avanti con la panna montata! Si prende atto che per l’associazione in questione la priorità non è aiutare, ma fare politichetta. Da tener presente quando arriveranno le varie richieste di donazioni”.

Dopo il duro attacco di Marco Romano all’iniziativa per l’autodeterminazione, Alain Bühler ha risposto: Distrugge? Che “parolone”. Direi invece che l’unica cosa che lui e i suoi colleghi della Commissione istituzioni politiche hanno distrutto è il 9 febbraio, partorendo quella ciofeca di preferenza indigena light. Una delle motivazioni che regge l’importanza di un SÌ all’iniziativa per l’autodeterminazione. Il consigliere nazionale pipidino dovrebbe dire la verità ai Ticinesi invece di trincerarsi dietro a una trafila di parole vuote, ossia, che se fino al 2012 era prassi considerare la Costituzione federale superiore al diritto internazionale, oggi non è più così. Una sentenza di una delle Camere del Tribunale federale nell’ottobre 2012 ha ribaltato completamente la consuetudine ponendo il diritto internazionale al di sopra del diritto costituzionale.
La nostra iniziativa non rappresenta nulla di eclatante, infatti, chiede soltanto di ristabilire l’ordine giuridico antecedente quella famigerata sentenza. La Costituzione, quale massima emanazione della volontà del Popolo sovrano e simbolo della nostra democrazia diretta, ritroverebbe la sua collocazione al gradino più elevato del nostro Stato di diritto”.

“È una soluzione ancora troppo debole, ma che può essere considerata un primo passo utile dopo i maltrattamenti visti con lo scandalo Argo 1 e altri casi di abuso in cui alcune di queste agenzie di sicurezza – che stanno sorgendo come funghi – non hanno certo brillato per professionalità”, ha commentato il Partito Comunista in merito al sì del Gran Consiglio alla mozione di Massimiliano Ay e da altri granconsiglieri di altri schieramenti politici, che chiedeva una maggiore formazione per poter diventare agente di sicurezza privata.

 

 

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